Articolo taggato “spiritualità”

Uno dei temi più accesi di questi disgraziati tempi che stiamo vivendo, è quello contro oppure a favore dell’accoglienza degli immigrati asiatici e africani che come un’orda inarrestabile si stanno riversando sulle coste del nostro mondo occidentale.

Non intendo schierarmi, come un soldatino al servizio di leva, a destra o a sinistra, a seconda del partito di appartenenza. In realtà non appartengo (né ho fatto mai parte ) ad alcun partito o schieramento; inoltre non mi piacciono le posizioni per partito preso. Per questo invito i miei cinque lettori a leggere questo articolo senza lenti o paraocchi che ne deformino il significato o la comprensione. Il tema non è facile, ma affrontandolo con spirito manicheo, si rischia di perdere di vista la realtà.

E la realtà di base è questa: non si possono erigere barriere per respingere un’orda inarrestabile, ma è altrettanto sbagliato subire l’arrivo di queste schiere di disperati, in mezzo ai quali si celano sicuramente degli elementi pericolosi.

E allora che fare?

Io non sono un politico e mi aspetto delle risposte dai governanti italiani ed europei.

Finora hanno mostrato grande inettitudine, pressapochismo e  indecisione. Non saprei dire se gli scarsi risultati ottenuti nella gestione del fenomeno epocale che si sta svolgendo sotto i nostri impotenti, sia frutto di un’azione politica inefficiente,  condotta dai nostri governanti in buona o in mala fede. Non so dire, cioè, se i nostri governanti abbiano agito in questo modo vago e inconcludente,   con dei secondi fini o semplicemente perché sono degli inetti. Il risultato però non cambia ed è sotto gli occhi di tutti.

Ormai mi sottraggo ai grandi  (si fa per dire) dibattiti dei talk show televisivi e dei giornali. Attingo le mie informazioni per lo più dall’WEB,  dalla radio (quando sono in auto) e da qualche buon libro (ce ne sono sempre in meno in giro).

Mi ha colpito recentemente quanto ho letto a pag. 4 del numero 1 del gennaio 2016 del Mensile di cultura religiosa e popolare “Frate Indovino” che mi arriva a casa ma che apro per leggerne dei brani a mia madre quasi novantenne (è meglio comunque di tanta blasonata carta stampata, ma come ho già detto, non leggo più carta stampa ma solo informazioni on line).

Ebbene, a pag. 4 del Mensile, Federica Mormando si occupa, con diversi articoli, del problema immigrazione, mettendo in evidenza la subalternità di uno Stato incapace persino di identificare le persone che arrivano a casa nostra in cerca di aiuto. Eppure di fronte ad un fenomeno così eccezionale e straordinario non  bisogna essere dei geni per capire che anche le norme del diritto internazionale possono e debbono subire delle modifiche unilaterali che si adattino all’emergenza. Nessun aiuto, in danaro, in viveri o in assistenza, pertanto, a chi si rifiuti di farsi identificare.

Lo Stato ha l’obbligo di proteggere i cittadini e le persone pacifiche: nessuno può aggirarsi per le nostre strade in completo anonimato.

La giornalista ha messo bene in evidenza un’altra cosa: noi stiamo disconoscendo i nostri valori, le nostre radici, svendendole per quattro voti, per il consenso elettorale o chissà per quali altri fini.

La considerazione mi è sembrata ancor più azzeccata dopo aver sentito alla radio l’intervista di un sociologo francese, autore di un recente libro intitolato “Parole armate”, da cui si evince chiaramente che i giovani terroristi del sedicente stato islamico, rimpolpa le sue schiere di aspiranti assassini con giovani stanchi dei vuoti riti opulenti e ipocriti del mondo occidentale, ormai votato all’ateismo, al materialismo più becero, al deicidio assoluto.

E questo mi ha fatto venire in mente che da tempo noi europei, anche nella cd. Costuzione Europea, abbiamo rinnegato le nostre radici cristiane.

E il vuoto spirituale del mondo occidentale qualcuno sta cercando di riempirlo con la sua spiritualità.

 

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Dal Vangelo di San Luca
VV 45-fine
Gesù caccia i profanatori dal Tempio

-    “ Andate via, briganti impenitenti!
Non è forse scritto che la mia casa
È un luogo di preghiera per le genti

di tutto il mondo? Voi l’avete invasa,
facendone tana di malaffari!
Via, massacanaglia, ciurma pervasa

dalla frenesia di affari e danari!
Al cortile dei Gentili del Tempio
Non si convengono commerci vari,

ma orazioni e silenzio!” Fece scempio,
Gesù, nel Tempio di Gerusalemme,
facendo alle parol seguir l’esempio,

d’ogni mercante che nel baïlamme
snaturava quel luogo sacro a Dio,
trattando ed ordendo negozi e trame

davvero indegne di quel luogo pio!
Essendo ciò venuto a conoscenza
Di scribi e grandi sacerdoti, il fio

Decisero, di quella riverenza,
a lor contraria, ma dai più gradita,
di fargliela pagar con la cruenza

di quell’atroce morte, poi patita
da Gesù Cristo Nostro Redentore!

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Molti osservatori, tra i più acuti ed attenti, rilevano come ormai, anche le feste religiose più importanti, non siano altro che uno sfoggio di consumismo frettoloso e vorace, che seppellisce sotto un cumulo di acquisti, spesso inutili e sovrabbondanti, il senso più autentico dei vaori e dellla spiritualità che a quelle feste sono collegati.

Il senso più autentico e profondo della Pasqua, lo abbiamo perso da un lato nel consumismo becero e materialista dei nostri giorni, dall’altro nella disillusione e nella delusione ravvisabile nella condotta di un clero che la storia, sin dai banchi di scuola, ha protocollato come corrotto, materialista, farisaico, sfruttatore, opportunista, ingannatore, depositario di un retaggio di superstizioni inculcate e perpetuate nel volgo per fini di gestione del potere; riuscendo così ad appannare la spiritualità più genuina e verace, che nella Pasqua di Resurrezione trova il suo apice di Verità.

In questo percorso plurisecolare (quand’anche non addirittura plurimillinerio, se non ci limitassimo a datare l’annacquamento del Verbo originario da parte dei discendenti di Pietro, a far data  da Bonifacio VIII sino alla caduta del potere temporale di Roma) si é cercato, senza successo, di colmare il vuoto di spiritualità prima con la meteora del secolo dei Lumi (che più che una stella, oggi, sembra essere stato un enorme buco nero), poi con le dottrine orientali e le nuove filosofie; infine con le varie “new ages” e “new waves” di importazione anglo-americana,  che hanno condotto l’uomo sull’orlo del baratro esistenziale,  anche aa causa dell’abuso di sostanze stupefacenti e alcoliche (qualcuno ci aggiunge anche gli antidepressivi e le merci consumate per dimenticare, senza alcuna reale utilità economica, il c.d. consumismo elevato a sistema, pilastro della civiltà).

La barca del Cristianesimo,  sballottata ed ammaccata da simili marosi, é stata parzialmente rimessa nella giusta rotta, dagli ultimi Papi (direi, quantomeno  da Leone XIII, il grande fondatore della Dottrina Sociale Cattolica,  in poi).

Certo non basta. In un momento in cui crollano i valori temporali (lo Stato e tutto il suo apparato in mano ai partiti ladroni e predatori; la Finanza dominata da avvoltoi senza scrupoli, veri e propri accaparratori di ricchezza, creatori del nulla, ma predoni del lavoro altrui; la Telecrazia che trasmette messaggi senza costrutto, disvalori sotto mentite spoglie, insegnamenti senza base e senza storia), ci vorrebbe una Chiesa capace di smascherare i suoi stessi falsi profeti (quelli che si annidano numerosi in Vaticano, ancora travisati dietro formule stantie, che elevano tuttora fumi di incenso dietro ai quali celano le loro iniquità) e ridare voce e consistenza al messaggio di Gesù Cristo, ai valori autentici del Suo Vangelo: le ricchezze del mondo appartengono a tutti e vanno condivise tra i poveri; le comunità, dalle più piccole alle più grandi, riscoprano il senso del vero, in una dimensione meno materilista e più spirituale; si uniscano tutte le religioni nel nome dell’Unico, Vero, Dio Misericordioso, il Padre degli umili e degli ultimi, il Fratello dei poveri e dei diseredati).

E ciascuno di noi, nel suo piccolo, riscopra e riconosca l’importanza e la prevalenza dello spirito sulla materia.

Buona Pasqua nel Signore a tutti.

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santana_miniCarlos Santana è un grande chitarrista. E’ una leggenda vivente, avendo suonato perfino a Woodstock nel 1969. Nella bellissima intervista che Andrea Laffranchi gli ha fatto per il Corriere della Sera l’artista si apre anche come uomo, per fare emergere una grande spiritualità che, invero, io conoscevo già.

Anche io infatti, nel mio passato, ho seguito certi correnti spirituali “New Age” o “New Waves” (chiamatele come volete).

Naturalmente dopo avere scoperto la grandezza e la profondità del Dio vivente venuto sulla terra a redimerci (parlo di Gesù Cristo), nessuna corrente spirituale, per quanto affascinante e intrigante, può sostituire il Messaggio contenuto nel Vangelo.

D’altronde i concetti che il grande Carlos esprime nella sua intervista sono ampiamente condivisibili: Noi siamo eterni e vivremo per sempre.

Santana parla dell’energia degli uomini(parafrasando Lavoisier dice che “tutto si crea e nulla si distrugge”); io preferisco parlare della vita eterna e del Regno dei Cieli promesso da Gesù ai Suoi fratelli (i teologi cristiani parlano di anima eterna ed indistruttibile).

Niente di inconciliabile, come si vede.

Ma la Parola di Cristo è incommensurabilmente più grande e affidabile.

Continua a suonare per noi Carlos.

Anche la misericordia divina è grande ed insondabile.

Io ti auguro di suonare, un domani lontano, davanti agli Angeli e sento che il tuo spirito, al di là delle tue parole, è uno spirito buono.

Ma per adesso, appuntamento ad Assago per l’unica tappa italiana del tour mondiale

dal titolo “Ieri, oggi e domani”.

Per saperne di più:

http://www.corriere.it/spettacoli/10_ottobre_19/santana_laffranchi_2c29c530-db93-11df-a6e9-00144f02aabc.shtml

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