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Parte Seconda

Capitolo Primo

Nonostante gli eventi successivi alla cattura di Marino De Regis, si fossero susseguiti in modo repentino e rocambolesco, come certo ricorderà l’attento lettore, Giuditta Maier aveva elaborato un piano particolareggiato per sfuggire indenne alla probabile reazione furiosa dell’hidalgo persecutore.

Il salvacondotto del legato pontificio, che gli era stato procurato da uno dei più assidui frequentatori  dell’alcova dorata della Sconcia,  la metteva al sicuro, insieme ai suoi due accompagnatori, dai controlli formali in cui fossero incorsi da parte delle milizie venete; ma chi l’avrebbe protetta dalla caccia che le avrebbe scatenato contro l’inquisitore  spagnolo?

Certo, in terra veneta, come le aveva a lungo spiegato lo stesso Don Agostino,  la potenza spagnola faceva meno paura; e neanche lo Stato Pontificio poteva vantarsi di avere un valido ascendente sulla Serenissima. Non di meno, aveva riflettuto l’astuta donna, anche il Veneto e Venezia pullulavano di spie spagnole e pontificie; e non mancavano neppure dei Veneti prezzolati e simpatizzanti del papa, soprattutto tra i religiosi del clero secolare.

Come suo solito Giuditta aveva pianificato il suo progetto procedendo per gradi e calibrando nel giusto tempo le singole mosse.

Per prima cosa, dopo aver liberato il prigioniero,  doveva giocarsi al meglio la carta del terzo accompagnatore da includere nel salvacondotto.

Chi sarebbe stato meglio scegliere? Un fidato parente? Meglio di no; già aveva incomodato uno dei suoi fratelli, ottenendo il prezioso passaggio nel suo barcone mercantile; forse un valoroso uomo d’arme che la proteggesse durante il periglioso viaggio? Troppo pericoloso; costui avrebbe potuto facilmente prendere il sopravvento e derubarli per poi scappare in cerca di un altro padrone; o magari uno dei suoi amanti della Sconcia? Neppure questa scelta le parve appropriata; a parte che i suoi amanti si limitavano, per lo più,  a pochi anziani e debosciati; ma poi aveva in animo di cambiare vita da molto tempo; e adesso le si presentava l’occasione giusta; tanto più per  il sentimento nuovo che provava per Marino  De Regis, da cui non disperava di essere ricambiata, nonostante  i suoi trascorsi di scarsa moralità.

Il busillis glielo sciolse, forse senza saperlo, lo stesso Don Agostino Barozzi, parlandogli di un ebreo cristianizzato, un tale di nome Iseppo  Moriesca, esercente la professione di medico, che era stato denunciato al suo tribunale da alcuni conoscenti, per aver mangiato carne in periodo di quaresima e, ancor peggio, per aver asserito che dall’inferno sarebbe stato possibile, con le giuste preghiere, tirar fuori i propri cari defunti, cosa che contrastava assai con la dottrina  della madre Chiesa e i suoi insegnamenti . Ma lui, Don Agostino, era convinto trattarsi di accuse false. E comunque considerava che ci fossero cose assai più gravi che dovevano interessare il suo ufficio.

Fu un insperato colpo di fortuna. Un giovane, mezzo ebreo come lei, seppure, a quanto pare, non praticante in alcun modo, in grado di provvedere a dare la prima assistenza al povero Marino De Regis, che sicuramente, dopo il trattamento subito, avrebbe avuto bisogno di cure importanti ed appropriate e per di più giovani abbastanza da costituire una protezione anche agli occhi dei semplici malintenzionati. Così  Giuditta, tramite l’alto prelato, ottenne che il giovane medico l’accompagnasse nella fuga, ottenendo il duplice risultato di sottrarlo agli strali dell’inquisizione e di legarlo a lei come fido collaboratore.

 

18 – continua…

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Dal Capitolo 2 del Vangelo secondo Luca

VV 21-35

 Circoncisione e Presentazione del Tempio

 

Ogni primo maschio della nazione”

-         così è scritto – “sarà sacro a Jahwèh!”

Al tempo della purificazione,

 

dunque, giusta la legge di Mosè,

Giuseppe e Maria al Tempio Gesù

Condussero in offerta a Chi in Cielo   è!

 

E per donargli, in obbligo e virtù

Una coppia di tortore o colombi,

secondo quanto usavan le tribù!

A Gerusalemme, vecchio di lombi,

stava Simeone, giusto e timorato,

 

al quale di non vedere i piombi

della morte,  era stato  preannunziato,

prima che avesse visto il Messia

e che Israele fosse  confortato!

Mosso dal Santo Spirito, la via

 

del Tempio, mentre l’offerta adempievano

i due  dell’antica legge giudìa,

ei prese e giuntovi,  benedicevano

 

Iddio le sue parole,  abbracciando

Quella Luce nella Quale  vedevano

I suoi occhi le genti illuminando,

Per la gloria del popolo Giudeo,

la salvezza che andava preparando

 

ad ogni popolo.  “Or che mi beo

di cotanto, secondo la Parola,

lascia che vada in pace,  Santo Teò’,

 

il Tuo servo!” Ancor si sente e  vola,

nelle orecchie stupite di Maria,

la voce di Simeon, cui disse sola:

 

“ Di molti uomini  in questa terra mia,

per la rovina e la  risurrezione

Egli è, segno di forte discrasia,

 

perché esprimano rivelazione

i pensieri di molti animi e cuori!

Ed anche nel tuo cor dello schidione

 

Udrai della Sua carne  i molti  fori!”

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(continua…)

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