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Dal Capitolo 16°

del Vangelo secondo Marco

VV 1-8

Risurrezione di Gesù

 

-         “ Non abbiate paura, voi cercate

Gesù di Nazareth, Il Crocifisso!

Non è qui, è risuscitato; andate

 

A dire ai Suoi discenti che Egli è gisso

In Galilea;colà sarà veduto

Come Egli vi ha detto!”-. Né più prolisso,

né men loquace, il giovane seduto

dentro al sepolcro aperto di Gesù

fu colle Sue donne, che avrian voluto

fare su di Lui quelle unzioni più

usuali. Era il primo giorno dopo

il sabato che andarono laggiù

le due Marie, con Salòme, allo scopo

di compiere quell’uffizio predetto

con gli unguenti profumati all’isòpo!

Le donne tennero un riserbo stretto

Sull’accaduto di quella mattina,

per la paura di ciò che ho già detto!

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 Dal Vangelo secondo Marco

Cap. 14

VV 1-2

Congiura del Sinèdrio

Ricorrevala Pasquae, dopo due

giorni, gli Azzimi. Gli scribi ed i grandi

sacerdoti volevano le Sue

mani afferrare ed i Suoi piedi, blandi,

legare con l’inganno, perché poi

l’avrebbero ucciso! Gli alti comandi,

però, così dicevano: – “ A noi

non ci conviene afferrarLo durante

la festa, perché il popolo, coi

 

Suoi amici, un tumulto per scusante

Potrebbero causare!” E così

Decisero di rinviar l’istante!

VV 3-9

Maria alla cena di Betania

Trovandosi a Betania da Simone

Il lebbroso, mentre erano seduti

A tavola, venne con l’intenzione

Di lavare, dopo averli imbevuti,

i capelli di Gesù, una donna

con un di quei profumi conosciuti

per il loro gran valore! S’indonna

di Gesù, spargendoGli sulla testa

nardo odoroso, al punto che s’assonna

quasi il Maestro!Lo spreco e la festa

non piacquero però ai Suoi discenti:

-         “ Se colei non avesse così lesta

 

rotto il vaso d’alabastro, gli unguenti

  ivi tenuti avremmo, per trecento

e più danari venduti, e contenti

 

sarian stati i poveri!” Il lamento

giunse all’orecchio di Gesù che disse:

-         “ Perché vi causa scandalo  l’evento?

D’esso, per sempre, fra ordinate e ascisse

Ove  spazio troverà  il mio Vangelo,

si parlerà, fra quelli che ella visse!

 

Quanto ai più poveri, col vostro zelo

Potrete sempre, con azioni buone,

aiutarli, senza che sia di velo

 

l’occorso, ma caso mai, l’intenzione

vostra, chè li avrete sempre con voi!

Lasciatela dunque fare: l’unzione

 

Del mio corpo, per quanto  accadrà poi,

è necessaria! Godete con me,

perché presto sarò preso dai goi!”

VV 10-11

Il tradimento di Giuda

Or, Giuda Iscariota si recò

Da quei del Sinedrio per consegnarLo

A loro. Caifa se ne rallegrò

Coi suoi e gli promise di premiarlo

Con dei soldi. Intanto egli cercava

Un’opportunità per indicarLo

Agli sbirri di quella gente prava!

VV 12-16

Preparativi per l’ultima cena

Il primo giorno degli Azzimi, giorno

In cui si immolala Pasqua, i discenti

Gli chiedono: – “ Dove vuoi che d’attorno

 

Predisponiamo pei festeggiamenti

Della Tua Pasqua?” Inviò allora

Due dei Suoi dicendo loro: - “Attenti,

 

come arrivate in città, di buon’ora,

vi imbatterete in un uomo che porta

una brocca d’acqua; anche se ignora

tutto, seguitelo, dopo una corta

distanza, entrate con lui nella casa;

 dite al padrone che Gesù lo  esorta:

 

Dov’è la sala, chè non sia inevasa,

ove  Egli adempia la santa funzione

della Pasqua coi discenti?’ Evasa

 

sarà tale richiesta dal padrone,

che  mostreravvi un cenacolo al piano

di sopra, grande e provvisto, a ragione,

 

di quanto vi occorre! Di vostra mano

apparecchiate per noi!”  Essi andarono:

giunti in città, trovarono de plano,

come avea detto! Ivi prepararono

onde la sera immolarela Pasqua!

VV 17-21

Il traditore è a mensa tra i dodici  

Venuta la sera, Egli arrivò coi

Dodici. Ora, mentre erano a mensa

E mangiavano, Gesù disse ai Suoi:

-“ In verità vi dico, c’è chi pensa,

tra di voi, di  tradirmi.  Uno che

sta mangiando con me!” Pensa e ripensa,

contristati, essi chiesero: – “ Chi è?

Son forse io?” Ma Egli rispose loro:

-“ Uno che mette la mano con me

 

Nel mio piatto!Me ne andrò, non lo ignoro,

poiché così sta scritto di me, ma

guai a colui che, senza alcun decoro,

 

il Figlïo dell’Uomo tradirà!

Meglio  per lui sarìa esser mai nato!”

 

VV 22-25

Istituzione dell’Eucarestia

 

Poi, mentre mangiavano, Gesù prese

Del pane e, dopo averlo benedetto

Lo spezzò e ai discepoli lo tese

Dicendo: – “ Questo cibo che Io ora metto

Nelle vostre mani è il mio corpo!”  Dopo,

prese il calice e, senza aver negletto

di rendere le grazie, con lo scopo

di fare bere tutti quanti, disse:

-“ Bevete questo vino, esso è un tropo

 

Che rappresenta il sangue della eclisse

Mia, sparso per l’alleanza di molti!

Non attingerò  più a tai favisse,

 

(lo dico perché al vero siate volti),

fino al ricongiungimento con Dio!”

VV 26-31

Predizione dell’abbandono dei discepoli e delle negazioni di Pietro

 

Uscirono, dopo aver recitato

L’inno e andarono al Monte degli Ulivi!

Gesù disse loro: – “ E’ decretato

 

‘Il Pastore sarà percosso e privi

Ne saranno i greggi!’ Perciò, voi tutti,

quando avrete di fronte strade a bivi,

 

sceglierete la via che non ai frutti

del mio albero conduce, ma  a quea

che ha i corpi lassi e gli animi distrutti!

 

Ma vi precederò in Galilea,

dopo che Iö sarò risuscitato!”

Allora Pietro Gli disse: – “Ho idea

 

Che io, cogli altri, non sarò trascinato

A terra!” Però Gesù l’ammonì:

-“ Oggi, prima che il gallo abbia cantato,

per ben due volte il suon chicchiricchì,

ti dico in verità, m’avrai tradito

e rinnegato per tre volte!” – “ Chi?”-

insistette ancora Piëtro, afflitto

e sorpreso – “ Io Ti sarò professo

anche se dovessi finir perito

 

con Te!” Gli altri dicevano lo stesso!

VV 32-42

Al Getsemani

 

-         “ Sedete qui, finchè sarò orante!”-

Disse Gesù, quando sentì ‘l momento

della Sua Passione poco distante,

ai Suoi discenti, in un appezzamento

che Getsemani era detto. Con Pietro,

Giacomo e Giovanni, pien di spavento

Prese a sentirsi! – “ State qui diëtro,

voi tre e vegliate! L’anima mia

è triste sino alla morte e sì tetro

 

è anche il mio cuore! Or vado via,

voi restate qui e vegliate”. Poco

lontano, volse questa litania

a faccia in terra, in quello stesso loco:

- “ Abbà, Padre! Tutto per Te è possibile;

questo calice brucia come un fuoco;

 

se Tu puoi, rendilo per me imbevibile;

però, non quello che Io voglio, sia fatto,

ma quello che vuoi Tu!” Ristette immobile,

per un po’,  pregando, quindi l’anfratto

lasciò, per tornare indietro, trovando

i tre addormentati. – “ Non sei stato

 

capace di stare un’ora vegliando?”

-         disse a Pietro. – “ Vigilate e pregate

per non cadere in tentazione; blando,

 

anche per   le anime bene temprate

è il corpo, debole per sua natura!”

Poi, le parole già sperimentate,

ripeteva nella stessa radura

isolata ove era  prima. E ancora,

tornato indietro, avvolti nell’oscura

notte, li trovò dormienti! Allora

li interrogò, ma quelli non sapevano

cosa rispondere, come chi ignora

perché gli occhi ha molto stanchi. E avevano

le palpebre chiuse, come i padroni

di certe ricche magioni solevano

sbarrare la notte i loro portoni,

quando Gesù tornò la terza volta!

Ma Egli non diè loro più scossoni

e gli disse. – “ Sia finalmente accolta

la vostra smania di viver sognando!

L’ora è giunta della penosa svolta:

 

colui che mi tradisce sta arrivando,

per consegnarmi in mani peccatrici!”

 

VV 43-52

Il tradimento. Cattura di Gesù

 

Or, mentre ancora parlava, arrivò

Giuda, uno dei Dodici, accompagnato

Da una turba armata quanto si può

Di spade e di bastoni, con mandato

Dei grandi sacerdoti, degli anziani

E degli scribi. Avea concordato,

Giuda, un segnale con quei scalzacani,

dicendo: – “ Quel che bacerò è Lui;

prendeteLo, legateGli le mani

 

ben forte e conduceteLo ai Suoi bui

destini!” Appena giunto, Giüda

si avvicinò e Lo baciò! Per cui

L’afferrarono e sulla pelle ignuda

Dei polsi, Lo legarono! Or, uno

Di quei di Gesù, la spada denuda

E colpisce con violenza taluno

Dei servi di Caifa con un fendente

Che gli mozza un orecchio! – “ Opportuno

 

Parvi arrestarmi come un delinquente?”-

disse loro Gesù. – “ Ogni giorno ero

In mezzo a voi, insegnando alla gente

 

E non mi avete arrestato! Ma è vero

Che devono adempiersi le scritture!”

Allora, abbondonandoLo davvero,

tutti si squagliarono! Vi fu pure

un giovane che Lo seguiva avvolto

in un lenzuolo. Le loro premure

gli rivolsero gli sgherri, ma tolto

il lenzuolo si scoprì che era nudo!

Se ne scappò così, come fu colto!

Capitolo 15°

PROLOGO

Difenditi uomo, che sei innocente!

Io ti ho visto, or sono otto giorni, a dorso

D’una mula, acclamato dalla gente

Semplice e sincera! Questi, che il morso

Vonno per Te, hanno invidia e paura!

E tanto più che mia moglie, nel corso

Della notte ha sognato che sventura

Sarebbe per noi mandarTi a morire!

Difenditi uomo:la Tuacattura

L’hanno voluta quelli che hanno mire

Di comando e potere, e in Te hanno visto

L’ostacolo che gliele può inibire!

 

VV 1-15

Gesù davanti a Pilato

 

Come fu giorno, i grandi sacerdoti.

Gli scribi, gli anziani e il Sinedrio, senza

Peraltro dar conto ai diversi voti,

si riunirono con la presidenza

di Caifa! Fu deciso di portare

Gesù da Pilato! – “ Tu, in coscienza

 

Sei il re dei Giudei?” – Gli chiese con fare

burbero il Procuratore romano!

-         “ Tu lo dici!”- rispose Gesù. Tare

Gravi e molte, ripresero de plano,

quei del Sinedrio. Allora Pilato

Lo interrogò di nuovo: – “ Perché mano

 

Non metti alla difesa e non dai fiato

A discolparTi dalle gravi accuse?”

Gesù, però, non rispondeva affatto,

al punto che Pilato si confuse,

tra sorpresa e rispetto! Si era in festa

di Pasqua, e per non essere deluse

le folle, dato che era manifesta

l’usanza che Pilato liberasse

un carcerato, domandò chi in testa

avessero di liberar le masse!

E loro, alla domanda di Pilato,

istigate dai capi fuöri asse

del Sinedrio, che fosse liberato

Barabba, e non Gesù, a tutta voce

 risposero! E Pilato, affacciato,

di nuovo chiese alla folla: – “ Vi nuoce

dirmi che devo fare di Colui

che chiamate il re dei Giudei?” In croce!”-

 

ripresero a gridare i cuori bui!

E Pilato disse loro: – “ Ma cosa

Ha fatto di male?”- Indi per cui

Quelli gridarono ancora più a iosa:

-“ CrocifiggiLo!”-. Pilato, volendo

Accontentar la gente livorosa,

liberò Barabba! Ed incidendo

per sempre nella storia quel suo gesto,

affidò Gesù alle guardie, venendo

meno all’ obbligo di un verdetto onesto,

mandando sulla Croce un Innocente!

PROLOGO ALL’INCORONAZIONE E ALLA CROCIFISSIONE

Tutto ciò che l’uomo potrà usare

Sarà contro di Te! Vai, Bianco Lirio,

botte ed offese dovrai sopportare!

Vai, Agnello Innocente, al Tuo Martirio

Che ingrato e ignaro l’uomo ha predisposto

Per Te,  condannato senza temmìrio!

Dopo saprà che il sangue Tuo è il costo

Versato per la salvezza del mondo!

VV 16-19

L’Incoronazione di spine

 

Le guardie Lo condussero all’interno,

nel Pretorio, e convocarono tutta

la Coorte.Poiricominciò lo scherno

e il tormento della marmaglia brutta!

Uno Gli mette in testa una corona

Di spine, l’altro uno straccio Gli butta

Addosso per mantello, e c’è chi intona

Cori e inchini di finta reverenza,

sputandoGli addosso; altri ancor l’introna,

colpendoLo con una canna senza

quel riguardo che si darebbe a un mulo!

VV 20-41

La via al Calvario- La Crocifissione- Agonia e morte di Gesù

 

Dopo averLo schernito Lo spogliarono

E Gli rimisero addosso le vesti.

Lo condussero fuori e prepararono

Per crocifiggerLo! Fra tanti testi

Che osservavano Gesù sul sentiero

Del Calvario, tutti atterriti e mesti,

vi era un certo Simone, uno straniero

della Cirenaïca, fu costretto

a prenderela Croce, chè davvero

Gesù, sotto quel peso, sul Suo petto

Era caduto già più d’una volta,

fino in cima al monte, in un luogo detto

Golgota. Qui, dopo averGli disciolta

La veste, sulla quale poi i soldati

Tirarono la sorte, mirra sciolta

Nel vino, come usava ai condannati

Gli porsero, ma non ne prese! Era

L’ora terza quando gli acuminati

Chiodi, con penetrazione severa,

squarciarono le carni di Gesù!

La scritta sulla Croce era sincera:

-         “ Il Re dei Giudei!”-. Chi l’ha messa giù,

forse l’ha fatta per ischerno! Ma

altri l’ha vista con sospetto! Su,

due ladri, hanno  crocifisso insieme a

Lui: uno sta a sinistra, l’altro a destra,

adempiendo ciò chela Scritturaha

predetto: ‘ E’ stato messo tra gente estra

nel malaffare!’ Nel frattempo quei

che passavano, peggio che balestra,

con la lingua Gli lanciavano dei

dardi che s’aggiungevano al dolore:

-         “ Scendi dalla Croce!” – E un altro: – “ Ehi,

-          

dico a Te, che del tempio distruttore

Ti sei detto in tre giorni!”- Anche i grandi

Sacerdoti, con sarcasmo e livore,

Lo sbeffeggiavano: – “ Tu, che comandi,

da Re d’Israele, scendi da lì!

Tu che hai salvato tutti i miserandi,

 

salva Te stesso e i ladroni, così

che vedendo, crediämo!” Ma all’ora

nona Gesù esclamò: – “ Eloì,

 

 

 

 

lema sabactàni!”-  Che per chi ignora

l’Aramaico, vuole dire: – “ Mio Dio,

perché mi hai abbandonato!”- Allora,

uno di quelli presenti disse: – “ Io

dico che Egli chiama Elia!”- Un altro empio

corre, mentre già si ode il brontolìo

che sta per squarciare il velo del tempio,

 mestte una spugna  in cima ad una canna,

e,  avendola empita d’aceto, scempio

alle labbra aggiunge, a Chi già s’affanna

nell’ora estrema! Infatti la mente

Sua, dopo un ultimo grido, s’appanna

Per sempre! Il Centurione, talmente

Fu colpito da quella morte strana

Che disse: – “ Quest’uomo era veramente

 

Figlio di Dio!”-  Vi erano alla lontana,

alcune donne discoste, che avevano

Visto tutto, di quella scena insana!

Erano Galilee e L’assistevano,

in patria, ovunque, ed in Gerusalemme!

VV 42-fine

Sepoltura di Gesù

 

Essendo già sopraggiunta la sera,

un certo Giuseppe d’Arimatea,

membro distinto del Consiglio, che era

speranzoso anch’ei nella fede ebrea

predicata da Gesù Cristo, dato

che era prossima la festa giudea

(l’indomani infatti sarebbe stato

Sabato di Pasqua), venne in città

E si presentò dinanzi a Pilato.

Sprezzante del rischio e d’ogni viltà

Gli chiese di dargli il corpo del Cristo!

Nel dubbio che non fosse morto già

Chiese al Centurione s’avesse visto

L’evento e,  udito che tal L’avea scorto

Coi suoi occhi, diede a Giuseppe il visto!

Egli, avendo scavato in un suo orto

Una roccia, per farla a sepoltura,

vi depose il corpo di Gesù morto,

non prima d’averLo avvolto con cura

in un candido lenzuolo comprato

ad hoc! Ei sigillò, come chi mura,

perché mai più l’interno sia mostrato,

il selpocro di Gesù con un masso!

E tutto dalle donne fu osservato!

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‘Amerai il tuo prossimo e odierai chi è

Tuo nemico’; ma io vi dico: amate

I vostri nemici e pregate per

Chi vi perseguiterà, perché siate

I figli del Padre Vostro Celeste

Che col sole le cose ha illuminate

Sulle teste malvagie e sulle teste

Dei buoni e fa piovere sugli ingiusti

E sui giusti! Quale merito avreste

Infatti voi ad ammirar gli augusti,

che a volta lor vi fanno belli e sani?

Provatevi a lodare gli invenusti!

Se fate come fanno i pubblicani,

che ossequiano i parenti diretti

soltanto, il vanto qual è? I pagani

fan lo stesso! Siate dunque perfetti

com’è perfetto il Padre mio celeste!

Queste son parole incluse tra i detti

che leggonsi nei giorni delle feste!

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Ho letto l’interessante libro di Augias e Vannini  che dà il titolo al presente post, edito recentemente  da Rizzoli.

La sua interessante lettura mi ha riportato indietro nel tempo ai miei studi di filosofia, antropologia e storia delle religioni, condotti  invero da appassionato autodidatta, con particolare riferimento su autori come Sant’Agostino, B. Pascal,  E. Fromm, L. Feurbach, J.J. Bachofen e tanti altri illustri studiosi. Nel libro dei due autori italiani ne vengono citati anche altri e più di quanti  non abbia avuto la fortuna di studiare; ma, ripeto, iosono soltanto un autodidatta che ha studiato in maniera disorganica, spinto dalla passione e dalla ricerca della Verità.

Devo confessare che  in materia di fede io mi accontento delle verità semplici, non solo perchè sento mie certe rivelazioni della Bibbia e del Nuovo Testamento in particolare, ma soprattutto perchè le vivo nel mio animo come gioiose e vere.

Ciò non mi ha impedito pur tuttavia di trovare affascinanti certi passaggi del libro; per esempio laddove si rinvengono nelle dee madri, in Artemide, in Era e in altre figure della mitologia mediterranea, le antesignane di Maria, la Madre di Gesù, da noi venerata come Vergine e Santa. Oppure quando i due coautori ripercorrono l’evoluzione della figura materna di Maria, dalle origini ai nostri giorni, all’interno di un percorso le cui tappe sono i concilii di Nicea e di Efeso, congiuntamente alle Encicliche di vari Papi ed altri fondamentali scritti teologici.

Insomma una lettura che non offende i sentimenti di devozione che albergano nei cuori dei Cristiani,  anche se non sfugge che dietro i toni garbati di Augias e le  dotte esposizioni di Vannini si celano da un lato, l’incredulità del laico inveterato e dall’altro,  la scettica riserva mentale di chi è convinto di essere troppo colto per credere in ciò che credono le anime semplici dei devoti che Maria ha saputo attrarre in tutto il mondo, cattolico e non cattolico, tra i cristiani e i seguaci di tante altre religioni nel mondo intero.

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I Re Magi

Avvénne un dì che il re di Palestina,

Eróde, saputo che dall’oriènte,

eran partiti di  buona mattina

tre re, tra i più ricchi  e pronti di  ménte,

che avean patito quéi tanti disagi,

pér vedére il sovrano più potènte,

chiamò segretaménte a sé quéi Magi

e  féce  dire  lor cón esattézza,

quando délla lucènte  stélla i raggi

in éssi avesser mossa l’accortézza,

avéndo il re avuto turbaménto,

che  secóndo ‘l vedéssero in grandézza!

E appréso che il Sant’Avveniménto

luògo dovéva avere  in Betlemme,

ve li inviò nón sènza avvertiménto

che vistolo, tòsto in Gerusalemme

sólo a lui riportassero la nuòva,

affinché égli, lèsto, nón già lèmme,

andasse ad adorarlo nell’alcòva!

Udito ciò andarono i Persiani,

éd ècco comparire in ciel la pròva

dél luògo óve il Padre déi Cristiani,

in fasce e cón la Madre si trovavano!

E i Magi quegli scrigni nélle mani,

in cui òro, incènso e mirra istavano,

donarono a quel Re  in adorazióne,

méntre che déntro all’anima provavano

una gran giòia  a quell’apparizióne

di ridondante e fulgido splendóre!

Infine  pér diversa direzióne,

cóme gli suggerì ‘l sógno latóre,

fécero ritórno al loro paése,

e sènza ripassar dal mentitóre,

 che  passati due anni in vani attése,

  immaginando vana la sua fròde,

e risentito per le sue pretése,

che di lui s’avésse maggiore lòde

e glòria, senza capire che ‘l regno

dél Messïa nón era in terra, Erode

 diede ordine con un decreto indegno,

che i bimbi di   in Betlèmme di Giudèa,

fino a due anni avesser morte in pegno!

Pér la qual còsa, ancor sèrba nomea!

Intanto il Signóre Iddio in difésa

Dél Santo Suo Figliuòlo, in sógno avea

Mandato a  Giuseppe un Angiol, che présa

La Madre e préso il Figlio se ne andò

In Egitto e soltanto dópo attésa

la mòrte dél   tiranno ritornò!

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Dal Capitolo 2

VV 16-20

Di ciò che ora scrivo  è  san Luca il teste:

Andaron senza indugio quei pastori

E fecero ai tre santi giuste feste!

Ne furono sorpresi gli uditori

Mentre Maria serbava per sua parte

Tutto l’occorso in cor! ” Come i latori

alati gli avevano detto, ad arte

fecero quei pastori ritornando,

come ogni storia narra e si diparte

glorificando Dio e Dio lodando!!!”

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Dal Capitolo 2 del Vangelo secondo Luca

VV 21-35

 Circoncisione e Presentazione del Tempio

 

Ogni primo maschio della nazione”

-         così è scritto – “sarà sacro a Jahwèh!”

Al tempo della purificazione,

 

dunque, giusta la legge di Mosè,

Giuseppe e Maria al Tempio Gesù

Condussero in offerta a Chi in Cielo   è!

 

E per donargli, in obbligo e virtù

Una coppia di tortore o colombi,

secondo quanto usavan le tribù!

A Gerusalemme, vecchio di lombi,

stava Simeone, giusto e timorato,

 

al quale di non vedere i piombi

della morte,  era stato  preannunziato,

prima che avesse visto il Messia

e che Israele fosse  confortato!

Mosso dal Santo Spirito, la via

 

del Tempio, mentre l’offerta adempievano

i due  dell’antica legge giudìa,

ei prese e giuntovi,  benedicevano

 

Iddio le sue parole,  abbracciando

Quella Luce nella Quale  vedevano

I suoi occhi le genti illuminando,

Per la gloria del popolo Giudeo,

la salvezza che andava preparando

 

ad ogni popolo.  “Or che mi beo

di cotanto, secondo la Parola,

lascia che vada in pace,  Santo Teò’,

 

il Tuo servo!” Ancor si sente e  vola,

nelle orecchie stupite di Maria,

la voce di Simeon, cui disse sola:

 

“ Di molti uomini  in questa terra mia,

per la rovina e la  risurrezione

Egli è, segno di forte discrasia,

 

perché esprimano rivelazione

i pensieri di molti animi e cuori!

Ed anche nel tuo cor dello schidione

 

Udrai della Sua carne  i molti  fori!”

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Dal Cap. 2 del Vangelo secondo Luca

VV 1-14

NASCITA DI GESU’

Cesare Augusto ordinò per decreto

Che di tutta la terra un censimento

Si facesse! Giuseppe, quieto e lieto,

a registrarsi nel borgo di Iesse,

padre di  re Davide, che in  Giudea

aveva luogo, ordunque si diresse

verso Betlemme dalla Galilea,

con Maria sua sposa matura  incinta!

I giorni del parto quivi essa avea

Completati  e, dalla stanchezza vinta,

poiché non si trovava alloggio alcuno,

in una mangiatoia fu sospinta

dove, senza l’aiuto di nessuno,

al figlio primogenito diè luce!

Avvolgerlo e deporlo fu tutt’uno

In fasce ed in pastoie che di un Duce

Erano indegne per sicuro! In quella

Regione, onde  sottrarre il gregge al truce

Lupo, alcuni pastori a sentinella

Stavano. Un Angelo del Signore

Si presentò davanti a loro nella

Notte, avvolgendoli di lor fulgore!

Quelli furono presi da spavento.

Ei disse: “Non abbiate alcun timore!

 

Ecco, annunzio al popolo un lieto evento.

Nella città di Davide oggi è nato

Cristo Signore, Salvezza e Portento!

 

Questo è per voi il segno che Egli vi ha dato:

troverete un bambino in fasce avvolto

che giace con due ruminanti a lato

 

in una mangiatoia!” All’ascolto

tosto si udì l’esercito celeste

gloriare Dio l’Altissimo che molto

ama i suoi figli e della pace è teste!

Andaron senza indugio quei pastori

E fecero ai tre santi giuste feste!

Ne furono sorpresi gli uditori

Mentre Maria serbava per sua parte

Tutto l’occorso in cor! Come i latori

alati gli avevano detto, ad arte

fecero quei pastori ritornando,

come ogni storia narra e si diparte

glorificando Dio e Dio lodando!!!

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Dal Capitolo 1 del Vangelo secondo Luca

VV 28-36

-         “Ave,  Maria, che di grazia sei piena

il Signore è con te” – disse Gabriele

ad una vergine, mentre serena,

secondo i consueti usi  di Israele

operosa  attendeva il compimento

della promessa delle antiche stele,

che a conclusione del fidanzamento,

portava  alla carnale conoscenza

dello sposo. E fu nel turbamento

che Maria si chiedeva quale scienza

avesse un tal saluto. – “ Non temere”-

le disse il messaggero di Sapienza

-“ Maria, perché tu dovrai avere

un figlio, al quale  Tu darai la luce

e il nome di Gesù l’Emmanuele,

 

pur noto qual Figlio del Sommo Duce

e sarà grande per Sua volontà!

Per sempre la via, che al trono conduce

 

Del Re  Davide,  Dio Gli assegnerà!”

-         “ Non conosco uomo! Ciò è impossibile?”-

esclamò Maria, pura  in verità!

L’Angiol rispose: -“ Lo Spirto Mirabile

Scenderà su di te e la Sua scia

Di Eterna Santità sarà estensibile

 

Su te, grazie all’Altissimo, Maria!

Colui che nasce da te  sarà Santo:

sarà chiamato figlio di Dio. Pria,

 

anche di Elisabetta un nero manto

dicevano che avesse nel suo  seno;

adesso  d’aver concepito ha vanto

 

Questo dei nove è il sesto mese almeno

per quella tua vecchia parente!Nulla

è per il Signore Jahwèh alieno!”

Quindi  Maria gli rispose: – “La culla

sia pronta per la serva del Signore!

Avvenga dunque ciò che hai detto sulla

 

Mia maternità, me lo  dice ‘l cuore!”

E l’Angelo partì quindi da lei!

Se hai letto sino a qui , o mio lettore,

sappi che  solo a metà strada sei.

Inoltre devo dirti per chiusura,

che nella Bibbia trovi assai più bei

accenti che dell’anima son cura.

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Dal Vangelo secondo Luca

Capitolo 1 – VV 26-35

L’Annunzio a Maria 

I

-         “Ave,  Maria, che di grazia sei piena

il Signore è con te” – disse Gabriele

ad una vergine, mentre serena,

secondo i consueti usi  di Israele

operosa  attendeva il compimento

della promessa delle antiche stele,

che a conclusione del fidanzamento,

portava  alla carnale conoscenza

dello sposo. E fu nel turbamento

che Maria si chiedeva quale scienza

avesse un tal saluto. – “ Non temere”-

le disse il messaggero di Sapienza

-“ Maria, perché tu dovrai avere

un figlio, al quale  Tu darai la luce

e il nome di Gesù l’Emmanuele,

 

pur noto qual Figlio del Sommo Duce

e sarà grande per Sua volontà!

Per sempre la via, che al trono conduce

 

Del Re  Davide,  Dio Gli assegnerà!”

-         “ Non conosco uomo! Ciò è impossibile?”-

esclamò Maria, pura  in verità!

L’Angiol rispose: -“ Lo Spirto Mirabile

Scenderà su di te e la Sua scia

Di Eterna Santità sarà estensibile

 

Su te, grazie all’Altissimo, Maria!

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–“ Io sono il pane vivo,

chi ne mangia, in eterno

vivrà. Il Padre Superno

mi ha mandato. Non schivo

     chi m’accoglie e di carne

mia si ciba. Dal Cielo

son disceso e vi svelo

che a non necessitarne

    sarà chi crede in me.

E la Risurrezione

Per volontà di Dio Iavèh

Io porto per dazione!

   Colui che di me mangia

E beve, dentro me vivrà,

come io vivo per Abbà,

mio Padre, ed ei sì cangia,

     non come quel che gl’antichi

padri un dì nel deserto

ebbero per nutrimento,

finchè non si glorifìchi”.

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Dal Capitolo 20 del Vangelo secondo Matteo

VV 1-16

Doppio Schema di Ballata Grande: AbBA CDE DCE EfFA

La Parabola degli Operai

 

Il Regno dei Cieli è come un padrone

Che all’alba uscì a chiamare

Gli operai a giornata per zappare

La sua vigna! Una retribuzione

Di un danaro promise a ciascheduno!

Riuscì, poi, alle nove del mattino

E vide altri operai disoccupati!

- “ Volete lavorare per il vino

Mio futuro? Vi compenserò, uno

Per uno, con il giusto!” E gli sbandati

Andarono alla vigna! Trovati

Degli altri a mezzogiorno

Ed alle tre, ancora lì attorno,

li mandò all’istessa destinazione!

Verso le ore cinque uscì nuovamente,

ne vide altri e disse loro:

-“ Perché ve ne state qui con disdoro?”

- “ Non siamo oziosi volontariamente!”-

Gli risposero. Ed Egli li mandò

Nella sua vigna! Alla sera il padrone

Disse al fattore: – “ Chiama gli operai

E, invertendo l’ordine d’assunzione,

dà loro la paga!” Gli precisò

con queste parole: – “ A ciascuno dà

un danaro.” Ma quando toccò ai

primi giornalieri, questi lo presero malvolentieri!

-         “ Non hanno lavorato quasi niente!”-

Dissero al padrone malamente!

 -“Io non ti  sto rubando!” – Egli  rispose.

Gli ultimi son primi,  come Io ho in mente!”

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Dal Vangelo secondo Luca

Capitolo 11 – VV 27-28

Elogio della Madre di Gesù

“Beato il grembo che Ti ha concepito

ed il seno da cui hai preso il latte!”

S’udì gridare un giorno che guarito

avea un muto, tra concitate

voci della folla. Disse Gesù:

- “Quelli ligi, dopo averle ascoltate,

alle divine leggi, lo son di più!”

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Dal Vangelo secondo Giovanni

Capitolo XX

LA RESURREZIONE DI GESU’

Giovanni! Pietro! Correte!

Gesù L’han portato via

Dal Sepolcro! Conoscete

Voi due ”  gridava Maria

Di Magdala concitata

dove l’abbian portato?”

Corsero a perdifiato

Per la discesa sterrata

I due interpellati.

Arrivò primo Giovanni,

chè lento era di più anni

Pietro. Ma abbandonati

Erano i sacri teli

Che le membra avean strette

E ‘l sudario qual ne’ cieli

Sospeso, vide, e credette,

anche il discente più acerbo,

dopo l’anziano. E intanto

che Maria in gran pianto

si scioglieva, con in serbo

quelle grandi emozioni

a casa rientravano

i due e capivano

infine le narrazioni

delle Scritture, che Egli

doveva risuscitare

dall’oltretomba. Due begli

angeli a domandare

il perché del suo pianto

a Maria, prona verso

la bara, di lino terso

vestiti apparvero. – “Tanto

 

io piango perché hanno

portato via il mio Signore

e non ho pace al cuore

- rispose ella con affanno -

 “ al non conoscer neanche

dove lo abbiano  posto”- .

Ciò detto le ciglia stanche

Posò su un uomo discosto

Che era Gesù incognìto.

- “Donna, chi piangi e cerchi?”-

le chiese. Di sottecchi,

credendolo di quel sito

lei, così lo supplicò:

-“ Se Lo hai portato via tu,

il mio Signore Gesù,

dimmelo; io stessa andrò

 

a prenderLo”. Il Suo rostro

mostrando Egli le disse

-“ Salgo al Padre mio e vostro.

Dillo, che pria che salisse

 

Gesù ai Suoi fratelli

Per te lo ha inteso dir!”

Dopo aver detto : “Rabbunì!”

Ella andò a dirlo a quelli.

La sera di quello stesso

Giorno, il primo passato

Il sabato, inserrato

Per timore,  il consesso

Dei discepoli stava,

Dei Giudei, allor quando

Gesù si manifestava

A lor così parlando:

“-Pace a voi” E mostrò

le mani e il  costato.

Come il Padre mi ha mandato

Così vi mando”. Alitò

 

Gesù, quindi  disse ad essi

Gioiosi e stupefatti

-“ A coloro  cui i  peccati

rimetterete, rimessi

 

saranno. E non rimessi

a quei cui non li avrete

rimessi.” Di ciò messi

li fece. “ E ricevete

 

ora lo Spirito Santo”.

Ma avvenne che Tommaso

Del fatto non persuaso,

quando i colleghi vanto

menaron d’aver visto

il Signore Gesù, disse:

-“ Non credo che chi già visse,

viva ancor, se il mio dito

 

non metto e le ferite

dei Suoi chiodi non vedo”.

Dalle cose riferite,

dopo otto giorni, credo,

ricomparve a porte chiuse

Gesù nello stesso luogo

Con l’autore dello sfogo.

A lui le piaghe dischiuse

Mostrò. Ed egli disse: “Mio

Signore Cristo Gesù

Maestro e amico!   Tu

Sei il Signore mio Dio”!.

-“Beato chi avrà fede” -

diss’Ei – “  non avendo visto

e  pur col cuore crede,

chè avrà la vita in Cristo!”

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Dal Capitolo 28 del Vangelo secondo Matteo

VV 1-10

La Resurrezione di Gesù

 

Ballata Grande: AbBA CDE DCE AbBA

 

I

Mentre la Maddalenae l’altra Maria

All’alba del primo giorno

Della settimana erano d’intorno

Al Sepolcro di Gesù, nella via

E nell’aria circostanti si udì

Un grande terremoto: un messaggero

Di dio scese dal Cielo, s’accostò,

rotolò dal sepolcro come un leggero

sasso l’enorme macigno che vi

stava davanti e vi s’accomodò!

II

Il suo aspetto era simile alla folgore

E il suo vestito bianco

Come la neve. Il drappello ranco

Per lo spavento e con le vesti logore

Fuggirono in città. Ma disse l’Angelo

Alle donne: – “ Non abbiate paura

Voi! So che cercate Il Crocifisso!

Gesù non è in quella grotta scura!

E’ Risorto come avea detto! Orvelo

Mostro il luogo dal quale Ei se n’è gisso!

III

Su, presto, andate a dirlo ai Suopi discenti!

Gesù ha vinto la morte

E ora vi precede per vie corte

In Galilea! Or ne siete coscienti

Io ve l’ho detto!” Con gioia e timore

Le donne corsero a dare la nuova

Ai discenti, lasciando la caverna

Vuota. Ed ecco Gesù che le trova,

le saluta e loro con ardore

L’abbracciano! Ei gli dice: – “ Secerna

Ciascuna di voi due ogni affanno;

ai miei frati andate a dire

che in Galilea li voglio benedire!

Vadano pure là e mi vedranno!”

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La   Risurrezióne di Lazzaro

1.     ”Lazzaro, vièni  fuòri!
Ritórnino  in te a pulsare
Il ritmo e i vigóri
Dell’età tua solare!

2.    Tu, Beliàr, sciògli i lacci
Che l’avvincono precòci
E i bramiti feróci
Placa infine e taci!

3.    E vói Marta e Maria
Cessate il vòstro pianto!
Se credéte nél Dio Santo
Éi rivivrà! Così sia!

1.    Ti ringrazio Padre mio
So che m’hai sèmpre ascoltato!
Ma il pòpolo, nón io
Sappia che m’hai mandato.”

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Circoncisione e Presentazione del Tempio

Dal Vangelo secondo  Luca

VV 21-35

Ogni primo maschio della nazione”

-         così è scritto – “sarà sacro a Jahwèh!”

Al tempo della purificazione,

 

dunque, giusta la legge di Mosè,

Giuseppe e Maria al Tempio Gesù

Condussero  a Colui che in Cielo   è!

 

E per donargli, in obbligo e virtù

Una coppia di tortore o colombi,

secondo quanto usavan le tribù!

 

A Gerusalemme, vecchio di lombi,

Simeone, giusto e timorato,

al quale di non vedere i piombi

 

della morte,  era stato  preannunziato,

prima che avesse visto il Messia

e che Israele fosse  confortato!

 

Mosso dal Santo Spirito, la via

del Tempio, mentre l’offerta adempievano

i due  dell’antica legge giudìa,

 

ei prese e giuntovi,  benedicevano

Iddio le sue parole,  abbracciando

Quella Luce nella Quale  vedevano

 

I suoi occhi le genti illuminando,

Per la gloria del popolo Giudeo,

la salvezza che andava preparando

 

ad ogni popolo.  “Or che mi beo

di cotanto, secondo la Parola,

lascia che vada in pace,  Santo Teò’,

 

il Tuo servo!” Ancor si sente e  vola,

nelle orecchie stupite di Maria,

la voce di Simeon, cui disse sola: 

 

“ Di molti uomini  in questa terra mia,

per la rovina e la  risurrezione

Egli è, segno di forte discrasia,

 

perché esprimano rivelazione

i pensieri di molti animi e cuori!

Ed anche nel tuo cor dello schidione 

 

Udrai della Sua carne  i molti  fori!”

La Profetessa Anna

 

VV 36-40

 

C’era anche Anna, una profetessa

Figlia di Fanuéle, della Tribù

Di Aser. Avanzata d’età, essa,

 

rimasta vedova, non s’era più

sposata. Aveva ottantaquattro anni

e serviva Dio notte e giorno, su

 

nel Tempio, con digiuni, preci e affanni!

Anche Anna s’unì dunque a Simeone,

nelle lodi a Dio; e a quanti dei danni

 

morali dei Giudei,  la Redenzione

aspettavano per mezzo del Messìa,

parlava di Gesù! A conclusione

 

dei riti, attraverso la Samara

tornarono alla città Galilea

di Nazareth. Il Bambino via, via

 

cresceva forte e sapiente ed avea

sopra di Lui la grazia del signore!

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Avvénne un dì che il re di Palestina,

Eróde, saputo che dall’oriènte,

eran partiti di  buona mattina

 

tre re, tra i più ricchi  e pronti di  ménte,

che avean patito quéi tanti disagi,

pérvedére il sovrano più potènte,

 

chiamò segretaménte a sé quéi Magi

féce  dire  lorcónesattézza,

quando délla lucènte  stélla i raggi

 

in éssi avesser mossa l’accortézza,

avéndo il re avuto turbaménto,

che  secóndo ‘l vedéssero in grandézza!

 

E appréso che il Sant’Avveniménto

luògo dovéva avere  in Betlemme,

ve li inviò nón sènza avvertiménto

 

che vistolo, tòsto in Gerusalemme

sólo a lui riportassero la nuòva,

affinché égli, lèsto, nón già lèmme,

 

andasse ad adorarlo nell’alcòva!

Udito ciò andarono i Persiani,

éd ècco comparire in ciel la pròva

 

délluògoóve il Padre déi Cristiani,

in fasce e cón la Madre si trovavano!

E i Magi quegli scrigni nélle mani,

 

in cui òro, incènso e mirra istavano,

donarono a quel Re  in adorazióne,

méntre che déntro all’anima provavano

 

una gran giòia  a quellapparizióne

di ridondante e fulgido splendóre!

Infine  pér diversa direzióne,

 

cóme gli suggerì ‘l sógnolatóre,

fécero ritórno al loropaése,

e sènza ripassar dal mentitóre,

 

 

 

 che  passati due anni in vani attése,

  immaginando vana la sua fròde,

e risentito per le sue pretése,

 

che di lui s’avésse maggiore lòde

e glòria, senza capire che ‘l regno

dél Messïa nón   era in terra, Erode

 

 diede ordine con un decreto indegno,

che i bimbi di   Betlèmme di Giudèa,

fino a due anni avesser morte in pegno!

 

Pér la qual còsa, ancor sèrba  nomea!

Intanto il Signóre Iddio in difésa

Dél Santo Suo Figliuòlo, in sógno avea

 

Mandato a  Giuseppe un Angiol, che présa

La Madre e préso il Figlio se ne andò

In Egitto e soltanto dópo attésa

 

la mòrte dél   tiranno ritornò!

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Ritorno dall’Egitto

Morto Erode, un Angelo del Signore
Apparve in sogno a Giuseppe in Egitto
E disse: -“ Alzati, prendi con amore

Il bambino e sua madre e vai dritto
Nel paese d’Israele, perché
Son morti quei che con iniquo diritto

Volean la morte del bambino che
Ti è stato affidato!”  Però, avendo
Saputo che Archelao era re,

al posto di suo padre Erode, fuggendo
nelle regioni della Galilea
si fermò a Nazaret, così adempiendo

quanto l’antica tradizione giudea
predisse: “Sarà detto ‘l Nazareno!”

Questi son versi che il poeta crea

ma dell’Original valgono meno.

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Il concepimento  di Gesù

“Ecco come avvenne il concepimento
Di Gesù Cristo: Sua madre, Maria,
essendo legata in fidanzamento

a Giuseppe, uomo della dinastia
di Davide, nell’anno che il dettato
impone castità carnale, in sintonia

con quanto l’Angelo le avea annunziato,
sentì ‘l seme dello Spirito Santo
animarsi in Lei! Il fidanzato

Giuseppe, che era un uomo giusto, intanto,
venuto a conoscenza dell’attesa,
seppur perplesso e non di meno affranto,

si risolse ad una segreta resa
del nuziale impegno, onde prevenire
ogni scandaloso clamore! Presa

così la decisione, ecco apparire
in sogno a Giuseppe, come d’incanto,
un Angelo di Dio che prese a dire:

“ Dubbi e paure tue metti in un canto,
Figlio di David, quel che è
In Maria è dello Spirito Santo,

perciò tienila con te!Il Suo nato
Lo chiamerai Gesù, Il Salvatore!
Egli infatti salverà dal peccato

Il Suo popolo!” Così ‘n quelle ore
Cominciò ad avverarsi quel che
Avea predetto Isaia latore:

“ Sarà chiamato Emanuèl;
il figlio cui la Vergine darà
la luce e che significa ‘Jahvèh

con noi’! Destatosi, Giuseppe fa
come gli ha detto l’Angelo di Dio;
prende con sé la sposa che non ha

conosciuto uomo e che, in modo pio,
partorirà ‘n figlio detto Gesù!”

Questi versi li ho scritti, è vero,  io

ma l’estro viene da Chi sta lassù!

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