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Musical con un prologo, un atto e 13 scene di ignazio salvatore  basile tratto dal romanzo  omonimo dello stesso autore.

Tra la scena Undicesima e la scena Dodicesima trascorre circa un anno.

Personaggi e interpreti

Gaspare Nicolosi: Ufficiale garibaldino

Luigia Straneo: Innamorata di Gaspare

Avv. Sebastiano Straneo: padre di Luigia

Margherita Doria: Moglie del precedente e madre di Luigia

Bartolo Straneo: cugino di Luigia e imprenditore

Lorenzo Bardi: collega garibaldino di Gaspare

Francesco Lotti: altro collega garibaldino

Leopoldo Gast: altro garibaldino

Pietro Massari: altro innamorato di Luigia e socio in affari di Bartolo

Emilio Ferrarini: altro socio in affari ed amico di Bartolo

Carletto: Cameriere in casa Straneo

Maitresse dei Bagni

Signorine dei Bagni

Soldati ai Bagni

Ballerini e Ballerine

Prologo

Su uno sfondo che ritrae l’immagine o la scultura di Giuseppe Garibaldi  che consegna le chiavi del Regno delle Due Sicilie al Re Vittorio Emanuele II un gruppo di garibaldini gozzoviglia e balla in un bordello di lusso.

Siamo a Teano ad ottobre del 1860.

Sullo sfondo si legge un cartello con la scritta ” Taverna Catena- Bagni per militari- Città di Teano”.

Sulla sinistra una maitresse stacca biglietti per il piano superiore (Ai Bagni);

sulla destra un gruppo di ragazze balla un ballo sensuale in abiti discinti osservate bramosamente da un pari numero di militari che le incitano a svestirsi un po’ di più durante il ballo, in una sorta di spogliarello improvvisato;

al centro Gaspare ed altri garibaldini giocano a dadi;

ad un certo punto la musica e i balli cesseranno e i militari con le ballerine saliranno “Ai Bagni” dopo aver pagato il biglietto di ingresso alla maitresse”

Scena Prima

(Di fronte al proscenio, proprio davanti a Gaspare ed ai suoi amici che giocano ai dadi, le dame del Bagni della Taverna Catena si esibiscono in una danza sfrenata e sensuale incitate dai soldati.

Primo soldato: – Dai, bella! Giù quei veli!!!

Secondo soldato: – Sei meglio della moglie del mio comandante!!!

Terzo soldato: – Oggi conoscerai come carica un soldato di fanteria!!!

Quarto Soldato: – Io sono un fante d’assalto e voglio espugnare monti e colline!!!

Le risate e i balli continueranno per un tratto; poi, cessata la musica, soldati e dame si recheranno alla biglietteria.

Maitresse: Signorine belle andate pure su a prepararvi. I vostri cavalieri vi raggiungeranno presto.

Primo soldato: – Ci puoi giurare, vecchia megera!!!

Maitresse:- (in tono di finta offesa)Piano con le confidenze, soldatino! Per tua norma e regola io sono la Maitresse!!!

Secondo soldato: Certo, come io sono il conte di Cavour!!!

Terzo: E io sua cugina  la marchesa di Castiglione.

Maitresse (c.s.ai soldati che si appressano ad entrare verso il piano superiore): Piano soldatini! Una lira a testa per il servizio completo!!!

Quarto soldato:  (imitato dai compagni pagherà la sua lira) Prego sciura la Madama! E spero che le sue damine se la sappiano guadagnare.

Maitresse (intascando i danari): Le mie damine son le più belle e le più brave della regione, cari i miei soldatini!!!

Primo soldato: (facendo per salire dopo aver pagato) Beh, poi le sapremo dire siora Maitresse!!!(escono)

1. continua…

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Chissà cosa direbbe oggi il grande poeta Trilussa delle statistiche che si pubblicano sulle vendite dei libri e sul numero dei loro lettori.

Ecco i fatti: annunciano le statistiche che vengono venduti in Italia circa 68 milioni di libri all’anno!

Bene! Si  potrebbe esclamare; non è poi così male, in fondo; tolti i bambini e gli analfabeti (ne residuano pochi degli uni e degli altri), la media indica che ogni italiano, più o meno, si compra più di un libro all’anno!

Ma occorre fare attenzione: la statistica di Trilussa è sempre in agguato!

Vi ricordate i celebri versi che il  poeta romanesco scriveva tempo fa? Li trascrivo a memoria;  la sostanza, se non la forma,  è corretta:

“La statistica è quella cosa in base alla quale tu te   magni un pollo all’anno!/ E se non rientra nelle spese tue, / allora vor dì che c’è quarcuno che se ne magna due!!!”

Proviamo ora a sostituire i polli coi libri.

Leviamo i libri di scuola: anche se ci fosse qualche studente che ancora li legge, non sono loro a comprarli, ma i genitori.

Non consideriamo neppure i libri comprati dalle biblioteche pubbliche: quelli qualcuno se li legge di certo, ma non li paga lui!

Cancelliamo i saggi inviati a docenti, scrittori e giornalisti.

Domanda: cosa resta?

Risposta: restano i libri comprati dagli scrittori che li scrivono.

Sembra uno scherzo, ma invece è proprio vero!

La maggior parte delle case editrici, infatti, pubblicano soltanto a spese degli autori, subordinando la pubblicazione all’acquisto di un numero minimo di copie da parte dell’autore.

Le copie così acquistate, superfluo dirlo, restano negli scaffali degli autori, non letti ed invenduti.

Riepilogando possiamo  concludere dicendo che in Italia la maggior parte degli italiani non legge e non compra libri. Alla faccia della statistica, appare quindi evidente che Trilussa ha ancora ragione: c’è qualche scrittore che di libri ne compra per dieci o per cento lettori.

Adesso ho capito chi era il Sarchiapone che Carlo Campanini teneva nascosto nel suo paniere in quel suo immaginario  viaggio in treno con Walter Chiari e Ornella Vanoni,  nell’Italia ancora in bianco e nero del 1958!

Ed ho capito persino a quale pollo Trilussa facesse riferimento nei suoi celebri versi sulle statistiche italiane!

E , parafrasando il grande Totò, mi chiedo  se noi italiani siamo dei polli oppure siamo dei sarchiaponi!

 

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Che il papa emerito Benedetto fosse un fine teologo è risaputo. Stanno lì a dimostrarlo i due volumi della sua fondamentale opera teologica e pastorale, Gesù di Nazaret - Dal Battesimo alla Trasfigurazione  e Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla Resurrezione. A confermarlo nel 2012 è uscito, sempre per i tipi di Rizzoli, “L’Infanzia di Gesù”. Non si tratta di un terzo volume, si legge nella presentazione, ma piuttosto di un Preambolo ai due tomi pubblicati in precedenza.

Nessuno si aspetti tuttavia di trovare nell’ultimo libro di Joseph Ratzinger dei riferimenti biografici  capaci di colmare quelle rilevanti lacune che i quattro Evangeli canonici presentano sulla vita del Cristo. E’ noto a tutti infatti come il Vangelo di Marco inizi la sua narrazione con il Battesimo di Gesù che Giovanni Battista operò quando suo cugino aveva già trent’anni; mentre Giovanni Evangelista pone all’inizio del suo racconto evangelico quel mirabile riferimento al Verbo divino incarnatosi in vesti umane.

Soltanto i Vangeli di Luca e Matteo contengono alcuni scarni riferimenti all’infanzia di Gesù. Il medico siriano, il più prolisso dei due, ci narra tre singoli episodi: la circoncisione, avvenuta quando il piccolo Gesù aveva otto giorni; la presentazione al Tempio di Gerusalemme, fatta quando il divino neonato aveva già quaranta giorni; e, infine, Gesù che insegna nel Tempio dopo essere “sfuggito” al controllo dei genitori, episodio accaduto all’età di dodici anni.  Matteo dal canto suo ci informa soltanto che appena Gesù fu nato, un angelo avvisò Giuseppe di prendere il Bambino e Sua Madre e portarli in salvo in Egitto; e lo fa in una maniera così sintetica da far pensare che tale racconto sia in antitesi con quello di Luca, omettendo ogni riferimento alle due fondamentali tappe di ogni nuovo nato dei maschi di Israele: la circoncisione e la presentazione al Tempio, per l’appunto.

Orbene è proprio su questi episodi “canonici” che l’occhio profondo del teologo Ratzinger  intrattiene il lettore, applicando i due fondamentali principii di ogni buon esegeta: la ricerca del significato del testo evangelico nel momento storico della loro scrittura e una ricerca,  proiettata nel presente, tesa a verificare la veridicità e l’interesse di un testo che per i Cristiani, in prima istanza, riconduce e riconosce lo stesso Dio come Autore.

Ne segue una lettera agevole e affascinante allo stesso tempo, tesa a chiarire e ad approfondire degli episodi che, con la forza dell’abitudine, si tende col tempo quasi a banalizzare, dandone per scontato ogni significato più recondito e tralasciando di porsi degli interrogativi che invece ne arricchiscono la comprensione.

Insomma, un libro eccellente di una persona eccellente.

Certo resta inappagata la curiosità del lettore che vi cercava invece notizie sui primi trent’anni della vita di Gesù.

Ma questo non è un lavoro per teologi sopraffini e così altamente qualificati. Qui la parola deve passare ai poeti e ai narratori, che magari traendo ispirazione dagli Apocrifi, possono soddisfare finalmente la legittimità curiosità di quanti si chiedono ancora come abbia vissuto e come sia stata l’infanzia e la gioventù di questo nostro fratello così importante e così amato (che è anche nostro Dio)  chiamato Gesù Cristo Il Nazareno, che ha voluto regalarci la sua presenza di Uomo sulla terra, condividendo con noi le fatiche di nascere, vivere e morire, per poi risorgere.

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IMG_0276Oggi ho fatto il  mio primo bagno al mare del Poetto.

Eppure non è stato il mio primo giorno al mare. C’ero già stato numerose volte in precedenza.

Ma oggi era impossibile resistere.

C’era un’afa che si tagliava con coltello.

L’acqua era splendida: calda nei primi dieci metri, più fresca appena oltre.

Negli anni son diventato restìo a buttarmi in acqua.

Le mie due figlie, prima la grande e poi la piccola, mi costringevano a fare il bagno controvoglia, quando erano bambine.

Ed io, un pò per accontentarle e un pò per paura di lasciarle in acqua da sole, mi immmergevo con loro, anche se avrei preferito starmene sotto l’ombrellone a leggere e a poltrire.

Cosa che adesso faccio regolarmente, magari con un libro d’evasione.

Anche perchè le mie figlie, adesso, preferiscono che io non gli stia tra i piedi (soprattutto la piccola, che ha 12 anni) perchè quasi si vergognano a farsi vedere col papà che controlla che non ci siano troppi mosconi intorno.

Insomma, nella vita si cambia, diceva qualcuno.

Io, però, sotto l’ombrellone a poltrire beatamente in compagnia d’un buon libro ci sto sempre bene.

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Che gioia! Il SecondoVolume del Poema della Creazione sta per vedere la luce!

(continua…)

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1. occhi alteri, 2. parlare menzognero, 3. cuor che trama progetti di dominio, 4. testimone che non dice il vero, 5. chi la famiglia porta allo sgominio, 6. mani versano sangue innocente, 7. piede che segue la scia del serpente. Queste sette cose le ritroviamo tutte nei diversi personaggi della Vigna di Nabòt, racconto mirabile di avventura e di sintesi tratto dal primo Libro dei Re

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