I Signori della Strada XI

   Capitolo Terzo- Parte Prima-Leicester Square

L’indomani mattina, quando tutti gli scaldasedie e gli imbrattacarte di Londra erano già all’opera, come d’intesa, telefonai in ufficio per sapere quale sarebbe stata la mia sede di lavoro.

La fortuna mi diede una mano: Jim,l’addetto di un ottimo punto di vendita aveva dato forfait il giorno prima e si rendeva così vacante il suo posto.

Mi presentai quindi al negozio di Leicester Square,dove un manager dai tratti somatici orientali, con fare alquanto gentile, dopo avere dato uno sguardo distratto al mio tesserino di riconoscimento, mi mostrò il deposito sul retro del negozio, dove trovai la macchina “Carpigiani”, i briksdella crema-gelato, i classici coni e le barrette di cioccolato (i cc.dd. “flakes”), da servire come “optionals”.

In aggiunta avevo in dotazione, proprio accanto alla macchina dei gelati, un dispensatore refrigerante con due vaschette, una per l’aranciata e l’altra per la limonata che preparavo io stesso con acqua corrente e succo concentrato.

 Presi posizione sul davanti del negozio e, lieto e lindo, cominciai la mia avventura di gelataio nella British Brook Company.

Leicester Squareè una piazza poco distante da Piccadilly Circus,cui vi si accede percorrendo di seguito due brevi, ma commercialmente importanti stradine: Coventry Street e New Coventry Street.

La unisce a Trafalgar Square, invece, in direzione sud, Saint Martin’s Place,un ampio viale ai cui lati, tutto attorno alla National Gallery,si trova un’altra categoria un po’ speciale di street’s traders: i pittori girovaghi!

Studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Londra e dintorni, o dei Licei Artistici di tutto il mondo, semplici appassionati, dotati nell’arte della pittura e della ritrattistica; giovani artisti emergenti e vecchi artisti decaduti; aspiranti artisti o presunti tali, tutti convergono in quest’angolo di Londra ad offrire ai passanti il risultato della loro ispirazione sulla tela, per una spesa che può variare da poche sterline, per un ritratto o una caricatura,  eseguiti seduta stante,  a spese più impegnative per quadri in esposizione di svariati stili e soggetti, con  la speranza di lasciare ai propri discendenti  magari l’equivalente di un Van Gogh.

Anche se pochi, a onor del vero, avevano il coraggio ed il fiuto affaristico di investire e scommettere sul talento pittorico di quegli  sconosciuti, anonimi espositori; e non di meno, è certo che tutti, compresi i semplici curiosi, respiravano una boccata d’aria autenticamente bohemienne poiché, al di là della spessore artistico di quei pittori non stanziali, i passanti non mancavano di apprezzare l’abilità, la disinvoltura ed insieme la libertà con cui essi esprimevano nella loro arte, i propri patemi esistenziali, reali o presunti che fossero.

……continua……..



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