Archivio Ottobre 2014

Dal Vangelo secondo Matteo

Cap. 22 – VV 34-40

Il primo fra tutti i Comandamenti

Allora avvicinatosi uno scriba,

che avendo udito pria la discussione,

sapeva che Gesù alla diatriba

avea dato una buona soluzione,

chiese qual fosse dei comandamenti

il primo. Gesù diè la Sua opinione:

-         “ E’ questo il primo tra gli insegnamenti:

l’Unico Nostro Signore è ‘l Signore

Dio; tu l’amerai con tutti gli intenti

 

Tuöi, con la mente e con tutto il cuore!’

Il secondo invece è questo: ‘ amerai

Il tuo prossimo con lo stesso amore

 

Con cui ami te stesso!’  Non udrai

Altro comandamento che sia più

Grande!” Lo scriba allora disse: – “Hai

 

Detto benissimo, oh Maestro, Tu,

che Dio è l’Unico, e che non c’è fuori

di Lui nessun altro, e che amarLo su

 

ogni cosa con la mente e gli ardori

di tutto il cuore e di tutte le forze,

e che amare il prossimo coi valori

 

con cui si ama, vale più delle scorze

fatte alle vittime d’ogni olocausto!”

Gesù, vedendo che lo scriba, le orze

Al vento avea spiegato in modo fausto

Gli disse: – “ Non sei lontano dal Regno

Di Dio!”- E ognun fu di domande esausto!

Questo Verbo Gesù ci ha dato in pegno!

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Alla fine dell’estate di quel 1967 mio padre, messi da parte i sogni di gloria siciliani, ci riportò in Sardegna, riunificando così la famiglia.

Io venni iscritto alla classe terza della scuola media “E. Puxeddu”.

Finalmente anche io potevo frequentare una scuola mista! Fino ad allora infatti avevo frequentato sempre scuole soltanto maschili, un po’ a causa della mia frequenza in seminario, un po’ a causa delle vecchie norme che prescrivevano, sulla base delle vecchie convenzioni di una didattica superata,  la separazione dei sessi,  onde non distrarre i maschi (future colonne portanti della nazione) con le vane chiacchiere e l’ozioso cicaleccio delle future regine degli italici focolari.

Si dà il caso però che a me,  lo spensierato ed affascinante riso femminile, piacesse molto di più delle prestazioni muscolose e spavalde dei miei coetanei maschi!

Fui contento inoltre di trovare in classe due ex allievi dei Salesiani di Arborea che, più o meno come, dopo il primo anno di quella vita fatta di studi e preghiere (e niente sottane, a parte quelle dei preti, naturalmente!), se l’erano squagliata alla grande, ritornandosene al paese.

Anche troppo contento. al punto che, pur di scansare quanto più possibile lo studio, chiedemmo tutti e tre l’esonero dallo studio della lingua latina, per potercene andare a bighellonare per il paese.

Che errore madornale! Più tardi, all’università, alle prese coi decreti  di Augusto, con le istituzioni di Gaio e con le formule arcane del processo romano, avrei sudato sui libri di latino riposti troppo presto negli scaffali più alti della libreria, dopo le ricche scorpacciate di declinazioni e sintassi latine fatte in seminario con gli eruditi docenti salesiani, per potere  gustare appieno quei brocardi pieni di saggezza antica ed immortale.

E che grande errore ha commesso il nostro legislatore ad espellere il latino dai curricula scolastici della scuola dell’obbligo!

Ma quella, in fondo, era soltanto una parte dell’antifona  di quella grande sinfonia rivoluzionaria sessantottina che sarebbe presto esplosa in tutta la sua maestosa potenza!

Il ’68 era alle porte! A fine anno scolastico già si vedevano in giro i primi capelloni e si incominciava a vagheggiare di viaggi psichedelici, attraverso i film e i documentari sui Figli dei Fiori che negli USA già spopolavano;  noi maschietti  fantasticavamo di  minigonne inguinali e camicette trasparenti nakelook che a Londra già mostravano tutto il desiderabile delle donne.

E pensare che poco tempo prima, i giovanotti del mio paese, pagavano 50 lire a Efisiu Cruxoi, affinché sollevasse le gonne di qualche pulzella da marito, che con passo impettito, nelle interminabili vasche domenicali (dalla Piazza di Chiesa alla discoteca Moulin Rouge, andata e ritorno) metteva in mostra le pesanti palandrane in cui erano costrette, ben fasciate, le loro bramate grazie. E il massimo della curiosità maschile veniva soddisfatta da certi calendarietti profumati che i barbieri regalavano ai clienti più affezionati; oppure da fumetti e giornali che toccavano l’apice della trasgressione con la rivista “Le Ore”, gelosamente custodita sotto i materassi dei letti singoli.

Quell’anno scolastico lo ricordo come uno dei più disastrosi della mia, tutto sommato, soddisfacente carriera scolastica.

Riuscii perfino a farmi rimandare in matematica e fisica.

Anche se mia mamma mi difese a spada tratta (poiché voleva che almeno io, a differenza dei fratelli più grandi, risucchiati troppo presto nel vortice produttivo dell’azienda familiare, continuassi gli studi sino alla laurea) sostenendo che il professore si era vendicato su di me per il fatto che lei gli aveva negato la vendita di una sveglia a rate di cui lui aveva fatto richiesta a mia madre, una sera, in negozio; e mia madre, senza peraltro conoscerlo, come ho appena detto, si era rifiutata, con grande e palese disappunto  del professore, di dargliela.

E mio padre, che  stanco delle rate non onorate, aveva fato stampare ed affiggere nei suoi due negozi dei cartelli che recitavano “Si vende a rate solo ai centenari accompagnati da genitori“, fu costretto, nonostante tutto, ad accettare la mia iscrizione alle scuole superiori della vicina città di Cagliari. E sotto, sotto, sognava che sarei diventato il contabile dell’azienda di famiglia. Per questo acconsentì, a patto che io venissi iscritto alla scuola per ragionieri e contabili.

Ma questo fa già parte di un’altra storia.

Intanto Al Bano cantava “Nel sole”; Little Tony “Cuore matto” e Rocky Roberts “Stasera mi butto”.

E i solitari e i romantici, nei bar per soli uomini, la sera selezionavano a ripetizione nei Juke Box allora in voga, “San Francisco” di Scott Mackenzie; “L’ora dell’amore” dei Procol Harum ma eseguita in italiano dai Camaleonti  e “A chi” di Fausto Leali.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Dal Cap. 22 del Vangelo secondo Matteo

Le nozze regali

Vv1-14

Doppio Sonetto classico: ABABCDE di versi endecasillabi

Gesù riprese a parlare ai discenti

In parabole disse loro: – “ Il Regno

Dei Cieli è simile a un Re che assenti

scopra,  ad un banchetto nuziale degno

D’un principe, invitati disattenti

dell’invito suo! Così egli, pregno

D’amarezza dirà: – “ Ecco, ferventi

Son le giare e i tini,  e i buoi grassi, segno

Di giubilo e rispetto, ho macellato!

Venite orsù alle nozze di mio figlio!

Ma quelli non se ne daranno intesi:

chi in tutt’altre faccende affaccendato,

chi presi i servi, inviati per consiglio,

li bastona lasciandoli distesi!

II

Allora il re si indignò e mandate

Le sue truppe, uccise quei delinquenti

Mentre le loro case furon date

Alle fiamme; poi disse ai dipendenti:

-         “ Mense nuziali sono apparecchiate

-         Per invitati indegni e impenitenti;

-         Per i crocicchi e per le strade andate

-         E dite a tutti dei festeggiamenti!”

I servi andarono a invitarne tanti,

quanti ne incontraron, buoni e cattivi;

e la sala fu piena di invitati!

Escluse però il re da quegli astanti

Alcuni, dei nuziali crismi privi;

chè pochi son gli eletti tra i chiamati!

 

VV 15-22

Il tributo a Cesare

Ma Gli inviarono dei Farisei

Con degli Erodiani, per tenderGli una

Trappola! – “ Rabbì, sappiamo che sei

 

Sincero” – esordirono – “ e che  nessuna

Autorità Ti fa paura, dato

Che la via di Dio, non la opportuna,

 

ma bensì quella vera, hai rammostrato

e mostri! Si deve dare il tributo

a Cesare o no?” Ei, rammaricato,

disse loro: – “ Visto che sul dovuto

mi provate, portate una moneta,

che io la veda!” – Quelli, in men d’un minuto

Gli portarono un danaro! Liëta

Ma severa, un’effige di Aügusto

Imperatore vi era su una mèta;

sull’altra un’iscriziöne dal gusto

solenne, su vicende del Romano

Impero. -“ Di chi son la scritta e il busto?”-

 chiese Gesù, dandogli il soldo in mano!

Dissero: -“ Di Cesare Imperatore!”-

-         “ Sia restituito allora ciò che è umano

 

all’uomo; e  reso ciò che è superiore

  a Dio!” rispose Gesù agli ipocriti!

E Lo guardarono con gran stupore!

Questo messaggio è pei superbi e i miti.

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

 

Dal Capitolo 21del Vangelo secondo Matteo 

 VV 33-fine

I vignaioli malvagi

 

Poi Gesù in parabole parlò:

-         “ Un uomo piantò una vigna;  cinse,

i confini con pietre e l’affittò,

 

poi si trasferì. Un bel giorno intinse

la memoria nei ricordi e spedì

un servo ai coloni. Costui non vinse

 

la loro protervia, ma anzi subì

oltraggi e batoste, anzicchè il censo

dovuto al suo padrone. E così

 

fu costretto a mandarne un altro! Denso

di speranza attese la sua ambasciata,

ma quello sventurato venne offenso

 

a morte! Ugual sentenza fu data

ad altri servi, ed altri malmenati

ancora! L’ultima carta rimasta

 

all’uomo era Suo figlio.” – ‘ Quegli ingrati’

pensò – ‘ rispetteranno almeno mio

figlio!’ – Però, i coloni, accecati

 

dall’avidità, presero quel pio

messaggero e lo picchiarono a morte,

scaricandolo come un senza Dio!

 

Quale sarà secondo voi la sorte

Che il padrone di quella vigna ha in mente

Per quei coloni dalle menti storte?

 

Verrà, farà perire quella gente

Indegna e affiderà la vigna ad altri!

Non avete letto del Re Sapiente

 

Questo salmo:Costruttori non scaltri

Han scartato la pietra che diviene

Basilare? Agli occhi di noi altri

 

È mirabil ciò che da Dio proviene?”

Avrebbero voluto impadronirsi

di Lui perché temevano, le iene,

la folla e poiché era da capirsi

che la parabola l’aveva detta

per loro,  furono costretti a dirsi

di non potere ancora far vendetta.

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Un tempo c’era un grande vecchio che in Italia, dall’ombra dei palazzi del potere, macchinava a danno della democrazia e dell’Italia.
Oggi al vecchio si è aggiunto un bambino e insieme, dall’ombra dei palazzi del potere, hanno macchinato un piano per uccidere la democrazia.
Due esempi: ai dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado verrà attribuito il potere di concedere gli aumenti degli stipendi ai docenti e, in una certa misura, di assumere e licenziare. Ciò significa la fine della libertà dell’insegnamento e della dignità stessa dei docenti.
Secondo esempio: il Teatro dell’Opera ha licenziato in blocco coro e orchestra; il sindaco Marino e il ministro Franceschini si sono affrettati a rassicurare gli artisti licenziati: molti di voi verranno assunti come esterni, con contratti da liberi professionisti. Canta e taci, artista del coro e tu, professore dei miei stivali ( già, proprio quelli di quando i treni arrivavano in orario, do you remember that?), suona e taci; solo così otterrete il rinnovo del contratto!
Almeno aumentasse l’occupazione! Invece niente: tutti sempre più poveri, a parte la casta, i loro diretti collaboratori ( un semplice archivista della camera dei deputati, guadagna ancora, dopo la tanto sbandierata spending review, 117 mila € all’anno) e i soliti ricchi speculatori della finanza globale!
E per di più i treni continuano ad arrivare sempre in ritardo!

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »