Archivio Settembre 2014

Dal Capitolo 21 del Vangelo secondo Matteo

Vv 28-32

I due figli

Che ve ne pare? Un uomo avea due figli;

rivolto al primo disse:  – “ Figlio, và’

oggi a lavorare in vigna!” Ed egli

rispose: – “ Sì, Signore!” Ma in realtà

ei non vi andò! Rivoltosi al secondo

per lo stesso, ei rispose di no, ma

 pentitosi,  andò! Chi ha compiuto, in fondo,

fra i  due   la patria volontà? – “ Quello

pentito!” risposero.  Con profondo

sdegno Gesù rispose al drappello

discente: – “ Prostitute e pubblicani,

vi dico in verità, che con fardello

assai più lieve saranno domani

avanti a voi, verso il Regno di Dio!

E’ venuto a convertirvi Giovanni

E non avete creduto al suo invio!

Pubblicani e donne di malaffare

Invece hanno creduto! In disvio,

voi, pur avendo potuto guardare

queste cose, non vi siete pentiti,

seppur per poter credere e sperare!

Questo sta scritto, a ordini invertiti.

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Dal Capitolo 20 del Vangelo secondo Matteo

VV 1-16

Doppio Schema di Ballata Grande: AbBA CDE DCE EfFA

La Parabola degli Operai

 

Il Regno dei Cieli è come un padrone

Che all’alba uscì a chiamare

Gli operai a giornata per zappare

La sua vigna! Una retribuzione

Di un danaro promise a ciascheduno!

Riuscì, poi, alle nove del mattino

E vide altri operai disoccupati!

- “ Volete lavorare per il vino

Mio futuro? Vi compenserò, uno

Per uno, con il giusto!” E gli sbandati

Andarono alla vigna! Trovati

Degli altri a mezzogiorno

Ed alle tre, ancora lì attorno,

li mandò all’istessa destinazione!

Verso le ore cinque uscì nuovamente,

ne vide altri e disse loro:

-“ Perché ve ne state qui con disdoro?”

- “ Non siamo oziosi volontariamente!”-

Gli risposero. Ed Egli li mandò

Nella sua vigna! Alla sera il padrone

Disse al fattore: – “ Chiama gli operai

E, invertendo l’ordine d’assunzione,

dà loro la paga!” Gli precisò

con queste parole: – “ A ciascuno dà

un danaro.” Ma quando toccò ai

primi giornalieri, questi lo presero malvolentieri!

-         “ Non hanno lavorato quasi niente!”-

Dissero al padrone malamente!

 -“Io non ti  sto rubando!” – Egli  rispose.

Gli ultimi son primi,  come Io ho in mente!”

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San Giorgio a Cremano è famosa anche per avere dato i natali al grande Troisi.

Da oggi in poi io spero che  diventi famosa anche per la Fiera del Libro, la cui Prima Edizione avrà luogo nei giorni di  sabato e  domenica prossimi, proprio nella attivissima città campana.

Nei giorni 20 e 21 settembre, infatti, si svolgerà a San Giorgio a  Cremano l’importantissima manifestazione culturale dedicata ad autori, editori e lettori”Ricomincio dai Libri”.

Auguro agli organizzatori che essa diventi per loro, per la Campania, per il Sud e per l’Italia intera una tradizione che si rinnovi, in una veste rinnovata e sempre più importante, negli anni a venire.

In bocca al lupo dunque agli organizzatori e atutti i partecipanti alla prima Fiera del Libro di San Giorgio a Cremano.

Per saperne di più:  http://www.lundici.it/2014/09/ricomincio-dai-libri-perche-invero-ricomincio-da-tre/

 

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Non passa giorno che non giungano notizie drammatiche sulla situazione dei nostri fratelli cristiani in Iraq, ma anche di grandi esempi di Fede vera in Cristo.

Come la storia di Khiria Al-Kas Isaac, 54 anni, cristiana irachena di Qaraqosh, fuggita dallo Stato islamico in Kurdistan, dopo essere stata imprigionata e frustata da miliziani jihadisti.

Nonostante le violenze subite e la minaccia di essere decapitata, Khiria, insieme ad altre donne del villaggio imprigionate insieme a lei, ha rifiutato di convertirsi all’Islam.
Sarò felice di essere una martire ha detto Khiria ai suoi aguzzini!

Coraggiosi credenti come Khiria non possono essere dimenticati!

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Dal Vangelo secondo Giovanni

  Capitolo 3 

Nicodemo

 Venne da Gesù una sera

Nicodemo gran dottore

Tu vieni dal Signore?”

gli disse in tal maniera.

 “In verità “ disse Gesù

non potrà vedere il Regno

chi non rinasce da lassù”.

Ma quando degli anni il segno”

 Nicodemo lo riprese

“taluno su di sé porti,

come può invertir le sorti

e rinascere?” Gli chiese.

     “Il vento soffia a suo piacer

e chi di carne è nato

non di spirito è formato”

Cristo Gesù rispose a quel.

 Ma il Fariseo richiese

Come può esser questo?”

Come mai tali contese

tu in Israel maestro

 non conosci?” lo rimbeccò

Rabbì! “Parlo in verità

Ognuno dice ciò che sa!

Or non credi! Se parlerò

    a te di cose del Cielo,

crederai tu? Il Figlio

dell’uomo il sacro consiglio

sopra l’azzurro velo

     del Padreterno ha preso

ed è l’Unico, credi a me,

che poi dal Cielo è sceso.

E come il serpente, Mosè

    ha innalzato nel deserto,

Ei dovrà esser innalzato,

affinchè sia salvato

l’uomo che in fede è certo!

   Dio Padre ha dato al mondo

Il Suo Unico Figlio

Per evitare il periglio

Ch’esso sia feo ed immondo

     e per mercede di Lui

si salvi! Così chi non crede

è condannato! Per cui

chi per la Luce non vede

   sarà condannato! Perché

odia la Luce il male,

ma chi d’esso non s’avvale

appare ed opera in me!”

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Correzione fraterna

Dal Capito 18 del Vangelo secondo Matteo

VV15-17

Se commette una colpa il tuo fratello

Ammoniscili fra te e lui solo;

se ti ascolterà sarà ancor bello

averlo con te; però se egli è in dolo

prenderai con te una o due persone

perché tutto sia risolto a fagiolo:

si prenda cioè più d’un testimone

(dice il Deuteronomio due o tre);

se poi si mostrerà ancor testone,

allora dillo all’Assemblea e se

non ascolta neanche l’Assemblea,

sia un pagano e un pubblicano per te!

Questa norma suona come Giudea

Ma essa vale anche pei Gentili

D’origine patrizia o plebea

 perché son d’ogni razza quelli vili

per carattere o per bramosia

che scantonano dai paterni stili!

Ma il Cristiano perdona e cosi sia.

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Dicono che ogni città abbia la sua propria identità e che essa dipenda da coloro che la abitano e dallo spirito che essi esprimono.

Non credo di essere pienamente d’accordo.

Prendiamo Cagliari.

Se tu vai in macchina, per le strade del centro, è probabile che ti incontri (o magari ti scontri) con uno di quei cafoni (mi scuso coi veri cafoni, se ancora ne esistono, per il paragone offensivo) che al volante credono di essere dei “toghi”; e li senti urlare minacciosi, all’indirizzo di qualcuno,  che invano ha tentato di fargli osservare, non dico il codice della strada, ma almeno quello delle buone maniere “Ma ita ca… bolisi?” oppure “Su cun… ‘e mamma rua!!!

E questo sarebbe lo spirito di Cagliari??? Non ci credo.

E se provassi a viaggiare in pullman non scopriresti uno spirito più gradevole nell’animo di quei pensionati astiosi che, appena ieri, hanno urlato all’indirizzo di un autista distratto che tardava ad aprire le portine dell’uscita: “Apraaa!!” (con le “a” finali allungate e strozzate, a dimostrazione della scarsa propensione alla cortesia). Ancora mi son rifiutato di riconoscere in quei “mezzo avvelenati” (per dirla con Fabrizio de Andrè) il vero spirito di Cagliari.

Ma allora dove lo andiamo a cercare il vero spirito di Cagliari e dei Cagliaritani?

Dove possiamo  indirizzare il turista desideroso di immergersi nell’animo più autentico della città?

Naturalmente lasciamo volentieri l’arduo compito alle guide turistiche specializzate e alle agenzie di viaggio. Loro sapranno consigliare turisti e forestieri per il meglio; magari suggerendo delle appropriate letture (cito a caso le poesie di M.T Mundula; Francesco Alziator; Don Paolo de Magistris;  e tanti, troppi ne dimentico).

Io, basandomi sulla mia esperienza di cagliaritano d’adozione, suggerirei  una passeggiata mattutina nel quartiere di Castello,  una  sosta pranzo  in un ristorante della Marina e

un tramonto al Poetto, quando si odono solo i gabbiani e i centomila sono rientrati ai loro lidi residenziali.

Poi ricordo un amico della mia adolescenza e della prima giovinezza che adesso non c’è più!

Il suo papà si chiamava Lazzarino e faceva il  pescatore, lui, dopo il servizio militare nella Marina, si era dedicato all’arte del fabbro.

Era un amico schietto, sincero e leale. Aveva una forza erculea ma la utilizzava soltanto per lavorare il ferro e per rimediare a qualche sopraffazione cui  gli capitasse di assistere. Per il resto aveva un sorriso mite e gentile, una fronte alta, un incarnato perennemente abbronzato su un fisico che piaceva alle donne (e che lui ricambiava con passione).

Era intelligente e, non avendo potuto studiare come avrebbe voluto,  gli piaceva apprendere da chi reputava più preparato di lui; di contro  detestava gli sciocchi e quelli che parlano a vanvera, senza collegare la lingua al cervello.

Ecco lo spirito dei cagliaritani veri: poche parole; molta riflessione; amore per il mare, per la cucina e per il lavoro. Lealtà, altruismo e probità.

Non male, vecchia Caller; non male.

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Prima profezia della Passione

Dal Cap. 16 del Vangelo secondo Matteo

VV 21-23

Poi prese a spiegar loro apertamente

Che il Figlio dell’uomo avrebbe dovuto

Soffrire molto ed esser specialmente

Riprovato dal Sinedrio. Poi muto

Sarebbe stato per tre giorni e infine

Risuscitato. Ma Pietro, sperduto

Da quell’alto presagio e poco incline

Comunque ad accettar l’idea di Cristo

Morto, portatoLo in disparte, un fine

Discorso, di fraterno affetto, misto

A rimostranza Gli fè! Ma Gesù,

dopo essersi voltato ed aver visto

i Suoi discenti in gruppo, disse: -“ Tu

non ragioni secondo Dio, ma parli

Secondo gli uomini! Va, Belzebù

 

Da me lontano! Io so come amarli

E come amarti so d’esser capace!”

Se vuoi che ancora di Gesù si parli,

 

 mio lettore, leggi la Bibbia in pace.

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