Archivio Aprile 2014

Quegli spari, in Piazza San Pietro,

il 13 maggio 81

mi videro freddo osservatore

di un materialismo storico

ch’era illusione, ch’era inganno;

più avanti piansi

di fronte al fragile tremore

e capii, col cuore,

che Tu eri mio padre!

Oggi

proprio lì,

dove ti aggredì il maligno

Ti hanno elevato tra gli eterni eroi!

Ma per noi Tu eri già Santo!

Anche se non Ti vedo

prega per noi tra gli Angeli:

la Tua vita

è stata comunque un segno

dell’esistenza di Dio.

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Dal Vangelo secondo Giovanni

Capitolo XX

LA RESURREZIONE DI GESU’

Giovanni! Pietro! Correte!

Gesù L’han portato via

Dal Sepolcro! Conoscete

Voi due ”  gridava Maria

Di Magdala concitata

dove l’abbian portato?”

Corsero a perdifiato

Per la discesa sterrata

I due interpellati.

Arrivò primo Giovanni,

chè lento era di più anni

Pietro. Ma abbandonati

Erano i sacri teli

Che le membra avean strette

E ‘l sudario qual ne’ cieli

Sospeso, vide, e credette,

anche il discente più acerbo,

dopo l’anziano. E intanto

che Maria in gran pianto

si scioglieva, con in serbo

quelle grandi emozioni

a casa rientravano

i due e capivano

infine le narrazioni

delle Scritture, che Egli

doveva risuscitare

dall’oltretomba. Due begli

angeli a domandare

il perché del suo pianto

a Maria, prona verso

la bara, di lino terso

vestiti apparvero. – “Tanto

 

io piango perché hanno

portato via il mio Signore

e non ho pace al cuore

- rispose ella con affanno -

 “ al non conoscer neanche

dove lo abbiano  posto”- .

Ciò detto le ciglia stanche

Posò su un uomo discosto

Che era Gesù incognìto.

- “Donna, chi piangi e cerchi?”-

le chiese. Di sottecchi,

credendolo di quel sito

lei, così lo supplicò:

-“ Se Lo hai portato via tu,

il mio Signore Gesù,

dimmelo; io stessa andrò

 

a prenderLo”. Il Suo rostro

mostrando Egli le disse

-“ Salgo al Padre mio e vostro.

Dillo, che pria che salisse

 

Gesù ai Suoi fratelli

Per te lo ha inteso dir!”

Dopo aver detto : “Rabbunì!”

Ella andò a dirlo a quelli.

La sera di quello stesso

Giorno, il primo passato

Il sabato, inserrato

Per timore,  il consesso

Dei discepoli stava,

Dei Giudei, allor quando

Gesù si manifestava

A lor così parlando:

“-Pace a voi” E mostrò

le mani e il  costato.

Come il Padre mi ha mandato

Così vi mando”. Alitò

 

Gesù, quindi  disse ad essi

Gioiosi e stupefatti

-“ A coloro  cui i  peccati

rimetterete, rimessi

 

saranno. E non rimessi

a quei cui non li avrete

rimessi.” Di ciò messi

li fece. “ E ricevete

 

ora lo Spirito Santo”.

Ma avvenne che Tommaso

Del fatto non persuaso,

quando i colleghi vanto

menaron d’aver visto

il Signore Gesù, disse:

-“ Non credo che chi già visse,

viva ancor, se il mio dito

 

non metto e le ferite

dei Suoi chiodi non vedo”.

Dalle cose riferite,

dopo otto giorni, credo,

ricomparve a porte chiuse

Gesù nello stesso luogo

Con l’autore dello sfogo.

A lui le piaghe dischiuse

Mostrò. Ed egli disse: “Mio

Signore Cristo Gesù

Maestro e amico!   Tu

Sei il Signore mio Dio”!.

-“Beato chi avrà fede” -

diss’Ei – “  non avendo visto

e  pur col cuore crede,

chè avrà la vita in Cristo!”

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Dal Capitolo 28 del Vangelo secondo Matteo

VV 1-10

La Resurrezione di Gesù

 

Ballata Grande: AbBA CDE DCE AbBA

 

I

Mentre la Maddalenae l’altra Maria

All’alba del primo giorno

Della settimana erano d’intorno

Al Sepolcro di Gesù, nella via

E nell’aria circostanti si udì

Un grande terremoto: un messaggero

Di dio scese dal Cielo, s’accostò,

rotolò dal sepolcro come un leggero

sasso l’enorme macigno che vi

stava davanti e vi s’accomodò!

II

Il suo aspetto era simile alla folgore

E il suo vestito bianco

Come la neve. Il drappello ranco

Per lo spavento e con le vesti logore

Fuggirono in città. Ma disse l’Angelo

Alle donne: – “ Non abbiate paura

Voi! So che cercate Il Crocifisso!

Gesù non è in quella grotta scura!

E’ Risorto come avea detto! Orvelo

Mostro il luogo dal quale Ei se n’è gisso!

III

Su, presto, andate a dirlo ai Suopi discenti!

Gesù ha vinto la morte

E ora vi precede per vie corte

In Galilea! Or ne siete coscienti

Io ve l’ho detto!” Con gioia e timore

Le donne corsero a dare la nuova

Ai discenti, lasciando la caverna

Vuota. Ed ecco Gesù che le trova,

le saluta e loro con ardore

L’abbracciano! Ei gli dice: – “ Secerna

Ciascuna di voi due ogni affanno;

ai miei frati andate a dire

che in Galilea li voglio benedire!

Vadano pure là e mi vedranno!”

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Ascoltando certi brani degli anni ’60 mi viene la nostalgia di mio fratello maggiore che ci ha lasciati prematuramente l’anno scorso.

I gusti di mio fratello, in fatto di musica, erano alquanto vari: la sua discografia spaziava dal rock dei vari gruppi, stranieri e  italiani, a Santo e Johnny, passando per il sax di Fausto Papetti e per la tromba di Louis Armstrong.

Negli anni ’60, quando eravamo riuniti tutti a pranzo, era imperdibile l’appuntamento con la hit parade di Lelio Luttazzi.

I suoi cantanti italiani preferiti erano Fred Bongusto e, tra i gruppi musicali, i Dik-Dik.

Mi ricordo che gli piaceva tanto la canzone “Il vento” del duo immortale Mogol-Battisti ma portata al successo proprio dai Dik-Dik (così come “Vendo casa” che invece mandava in bestia il mio papà, che era inorridito dall’inciso “questa casa è tutta da bruciare” che ai suoi orecchi suonava come una specie di istigazione a delinquere rivolta a tutti i capelloni).

Debbo precisare però che mio fratello maggiore non era un capellone; anzi, quando mio padre mi redarguiva affinché mi tagliassi le folte chiome (forse anche per paura che dessi fuoco alla nostra casa), lui si schierava con mio padre.

Non gli serbo certo rancore per questo piccolo torto; ben poca cosa in confronto al tanto che egli ha fatto per me. Intanto, come primogenito, fu il primo a lottare per spezzare la severa intransigenza di mio padre (che si ispirava a  un modello educativo di sapore  ottocentesco) combattendo per maggiori spazi di libertà, di cui godemmo tutti gli altri fratelli, più avanti negli anni. Poi fu lui a portarmi per la prima volta allo stadio, negli anni ruggenti del Cagliari di Gigi Riva; per la qual cosa gli sono tuttora riconoscente e gli perdono anche il fatto che lui tifava il Milan. Inoltre lui mi portava al mare e, più tardi, a ballare in certi clubs di paese dove allora si ballava con la musica dal vivo gli indimenticabili brani dei Procol Harum nella versione italiana dei Dik-Dik e dei Camaleonti (lenti da pesce, li chiamava simpaticamente mio fratello).

E così, ancora oggi, quando ascolto le note di “Senza Luce” e de “L’ora dell’amore”, di “Frida” e di “Spaghetti a Detroit” mi torna in mente, con una carica di struggente nostalgia, insieme al ricordo degli anni che non torneranno più, il volto di mio fratello Pietro Marino.

Foto tratta da www.fondazionelelioluttazzi.it

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Non so voi, ma io non ne posso più di sentire certi giornalisti della RAI (e non solo) pronunciare strafalcioni irripetibili in un idioma similinglese (tralascio qui, per non uscire troppo fuori tema sugli strafalcioni, ancora più inammissibili, sulla lingua italiana e su quella latina: dissuadere sdrucciolo anziché piano; leccornie con accento sulla “o”; e addirittura, una imbelle giornalista di RAI 3, tempo fa se n’è uscita pronunciando  una “coena domini” senza tener conto del dittongo latino “oe” ma con uno iato preceduto da una “c” dura o gutturale che dir la si voglia).

Tornando a quello strano idioma che ho chiamato “similinglese” (non sapendo come altro definirlo) da qualche tempo, complice l’attivismo vitale del Premier Renzi, in TV e alla Radio è tutto un risuonare di “spending rèviu” (con accento sulla povera “e”); “giobett” (ma chi se ne fotte del genitivo sassone, della “a” anglofona a metà tra le prime due vocali e della “c”che precede la “t”!); i più corretti (si fa per dire!) se la cavano con una spending reviù e un jobect che sono tutto un programma per la delizia delle nostre italiche orecchie!

Ma insomma!!! Io dico basta!!! Ma per caso c’è bisogno che torni LUI? Quello che quando c’era i treni arrivavano in orario e aveva fatto emanare un decreto che vietava l’uso delle parole straniere, così che al posto di comò si doveva dire cassettone e invece di abat-jour doveva pronunciarsi per decreto paralume e buonanotte al secchio?

Ma almeno allora  i francesismi si pronunciavano correttamente!!!

Io non dico neppure di arrivare agli eccessi della Accademia della Crusca di Francia che per difendere la lingua francese dall’Inglese ha chiesto ed ottenuto delle leggi a tutela ed a salvaguardia dell’idioma nazionale. (In Francia non sentirete mai un francese pronunciare la parola computer: è stata sostituita con “ordinateur”; e così è stato per il resto della terminologia informatica; e non solo per quella).

Ma se almeno questi giornalisti italiani pronunciassero a dovere le parole inglesi!!!  Qui sentiamo parlare gente che di Inglese non ha neppure i fondamentali. Ma questi giornalisti mangiano o no in Italiano? Intendo dire: quelli del servizio pubblico, soprattutto, sono pagati o no, direttamente o indirettamente, dallo Stato italiano?

E allora mi viene da dire: E parla come magni, a fra’!!!!!

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Perdonami Signore

se passando

sotto la Tua Croce

Ti ho schernito

da povero ignorante

da cieco arrogante

da stupido presuntuoso

quale io ero,

da insensibile spettatore

quale io sono;

Insegnami Ti prego

a non sciupare

il tempo che mi hai regalato.

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Capitolo 21

VV 1-11

Ingresso di Gesù in Gerusalemme

 

Quando giunsero al Monte degli Ulivi,

nei dintorni di Aelia Capitolina,

Jerusalem, verso Betania, quivi

Ove Lazzaro alla sorte meschina

Avea sottratto Gesù, da quel Monte

Disse a due dei Suoi: – “ Giù per quella china,

 

in quel villaggio che vi sta di fronte,

due animali vedrete legati;

Scioglieteli e conduceteli  al Monte!

 

Se vi chiedon chi vi abbia autorizzati,

rispondete che servono a Rabbì,

ma li rimanderà subito a te!”

Quanto annunciato quindi s’adempì:

Dite alla Figlia di sion che il Signore

Viene mite a dorso d’asinello

E un puledro che figlio è

Di bestia da soma! Con un mantello

Coprirono gli animali i discenti

E Gesù vi montò sopra bel bello!

Palme e mantelli sulla via contenti

Stendono tutti al Figlio prediletto

Osannandole con sentimenti

Festosi: – “ Osanna! Che sia benedetto

Colui che viene in nome del Signore!

Benedetto sia il Regno del Re Eletto!

Davide Padre nell’Alto Splendore

Dei Cieli! La gente si chiedea

A Gerusalemme con gran stupore

“ Chi è Costui?” E la folla rispondea:

- “ Questo è il profeta Gesù Nazareno!”

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Come è noto a tutti La Società Dante Alighieri è un Ente Morale riconosciuto dallo Stato in ragione delle sue molteplici attività finalizzate al soddisfacimento di interessi collettivi a carattere etico o morale.

La Dante organizza conferenze, mostre d’arte, concerti spettacoli, viaggi di studio e viaggi di istruzione. La Dante  ha anche centri di assistenza culturale e sociale ed opera ovunque di concerto con le istituzioni e le altre associazioni culturali più importanti.

La DanteAlighieri è la più diffusa organizzazione culturale del mondo. Essa ha sedi  (che nelle città più importanti prendono il nome di  Comitati Cittadini) in tutti e cinque i Continenti e in oltre 400 città.

A Cagliari il Comitato è stato rifondato dice anni fa, dopo un periodo di chiusura durato ben trenta anni.

Esso si propone di assolvere ogni compito istituzionale, compresi quelli più immediati al servizio dei cittadini.

Nelle recenti elezioni l’Assemblea del Comitato cittadino di Cagliari ha eletto il nuovo presidente nella persona di Giovanni Mario Maesano.

Nella prossima ruinione si provvederà ad eleggere i gruppi di lavoro che affiancheranno il presidente nell’opera di rilancio della Dante di Cagliari. Verranno eletti  anche i delegati che si recheranno a Roma per partecipare all’Assemblea Nazionale.

A tutti un augurio di buon lavoro. E lunga vita alla Dante.

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La   Risurrezióne di Lazzaro

1.     ”Lazzaro, vièni  fuòri!
Ritórnino  in te a pulsare
Il ritmo e i vigóri
Dell’età tua solare!

2.    Tu, Beliàr, sciògli i lacci
Che l’avvincono precòci
E i bramiti feróci
Placa infine e taci!

3.    E vói Marta e Maria
Cessate il vòstro pianto!
Se credéte nél Dio Santo
Éi rivivrà! Così sia!

1.    Ti ringrazio Padre mio
So che m’hai sèmpre ascoltato!
Ma il pòpolo, nón io
Sappia che m’hai mandato.”

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