Archivio Febbraio 2013

Le analisi degli esperti in TV e nella Rete si sprecano, condite con interminabili esposizioni di dati: aggregati, disaggregati, composti, confrontati,  proiettati, ripresi e rilanciati e chi più ne ha, più ne metta.

La domanda però, in fondo, resta solo una: ma chi sono questi Grillini?

Eppure la risposta a questa fondamentale domanda, che gli esperti non riescono oppure non vogliono vedere,  è molto semplice: prendete i voti che hanno perso il Partito Democratico, Il Partito della Libertà, La Lega Nord e Rivoluzione Civile- IdV e otterrete esattamente la percentuale che ha fatto fare un fragoroso BOOM a questa nuova e rivoluzionaria compagine politica, e vedrete chi sono questi Grillini.

Provare per credere: andate su qualunque sito, prendete qualsiasi giornale e fate questo conteggio che ho suggerito: il risultato può cambiare di qualche decimale ma la sostanza è che il M5S ha intercettato tutti gli scontenti d’Italia (io l’ho fatto con diversi siti della Rete e con il quotidiano la Nuova Sardegna di oggi 26 febbraio, pag. 5).

Essi non sono altro che gli Italiani stanchi di subire l’arroganza e i privilegi della casta: sono ex leghisti delusi, berlusconiani pentiti, ex comunisti illuminati, ulivisti nostalgici, dipietristi disincantati. I Grillini sono la nuova Italia: la vecchia Italia dei Partiti da oggi è morta.

Speriamo,  da domani, di non vedere,   sulla scena politica scheletri putrefatti, avvinghiati in un abbraccio mefitico, danzare tanghi surreali di morte.

Auspico invece che qualche elegante signore, di nobili sentimenti e dal portamento distinto, abbia l’intelligenza politica e la sensibilità civile di invitare questi Grillini a ballare la danza della Nuova Aurora, sulle cui note ricostruire questa povera Italia martoriata da una casta irriguardosa, avida e proterva, che è stata sinora incapace di vedere lo tsunami che l’ ha travolta e che rischia di travolgere anche l’Italia.

Auguri al  Presidente Napolitano  e Auguri ai nuovi eletti.

Possa il Signore guidare la loro azione politica.

Viva l’Italia.

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Cari amici lettori è con immensa soddisfazione che vi presento il mio ultimo lavoro teatrale realizzato per gli studenti del Gruppo teatrale “Mattei” di Decimomannu (CA): Big Brother School.

Questo lavoro sarà presentato a Grosseto il prossimo mese di Maggio in occasione di una rassegna di teatro per la scuola. Gli studenti che vi collaborano sono già al lavoro. Questi due video sono stati realizzati lo scorso anno con la collaborazione di alcuni studenti che poi si sono diplomati.

Il Gruppo teatrale”Mattei” è nato con successo all’interno di un progetto contro la dispersione scolastica.

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Ai politici italiani non piacciono le cose semplici. Basta dare uno sguardo a una qualsiasi delle innummerevoli  leggi adottate nel tempo dal nostro Parlamento per rendersene conto.
E le leggi elettorali non fanno eccezione; anzi, confermano l’attaccamento del nostro legislatore ai periodi fumosi e incomprensibili. E più una  legge è oscura, più ci sguazzano i sedicenti paladini della legalità.
L’attuale legge elettorale per il rinnovo del Parlamento (L. 270/2005 in sigla numerica, porcellum per la stampa, porcata per il suo relatore di maggioranza al Senato) appare di difficile comprensione e contradittoria sin dalla sua definizione: è infatti definita dagli studiosi una legge elettorale proporzionale ma prevede, non di meno,  un premio di maggioranza per il partito (o per la lista) che ottenga il maggior numero dei voti.
Allora vediamo di fare chiarezza, semplificando al massimo; mi scuso con gli esperti per l’inevitabile incompletezza ma cercherò di cogliere gli aspetti più importanti.
Cominciamo con il dire che la legge in base alla quale noi rinnoveremo la Camera e il Senato tra pochi giorni è di fatto una legge a prevalenza maggioritaria.
Essa infatti, per quanto riguarda la Camera,  assegna 340 seggi su 630 (corrisponde al 55% dei seggi in palio a livello nazionale: sempre semplicando, bisogna scorporare da 630 i 12 deputati assegnati agli italiani che si candidano e che votano all’estero)  alla coalizione (oppure al partito) che ottenga il maggior numero dei voti a livello nazionale. Ciò significa che i primi 340 candidati delle varie liste in gara  ( Bersani,  Berlusconi, Grillo, Monti, Ingroia, Giannino o chi per lui, ecc.) saranno nominati deputati se la loro lista prenderà anche un solo voto in più rispetto alla seconda classificata (le altre liste si divideranno i seggi residui in proporzione ai voti).
Al Senato il meccanismo  analogo ma si applica su base regionale (e non su base nazionale come per la Camera).
In pratica, esemplificando: in Lombardia il partito che arriva primo, prendendo più voti dagli elettori  votanti in Lombardia, prenderà il 55% dei 49 seggi in palio in quella regione;chi vince in Piemonte si prenderà il 55% dei 22 senatori in palio in quella regione; in Sardegna il primo partito prenderà il 55% degli 8 senatori assegnati dalla legge a quella regione e così via per ogni regione.
Se l’Italia fosse un Paese omogeneo sul piano territoriale e sociale non ci sarebbe nessun problema per questa differenza nel sistema di conteggio. Ma il problema è che in realtà il Belpaese ha una forte connotazione di carattere regionale per cui è presumibile che la Lombardia voterà diversamente dalla Sicilia e dalla Campania, così come il Piemonte e il Veneto, premieranno liste diverse da quelle preferite nel Lazio, nell’Emilia Romagan e nella Toscana.
Per questo motivo è prob abile che dopo il 25 febbraio rischiamo di avere una maggioranza alla Camera diversa, o più fragile, rispetto a quella che avremo in Senato.
E questo non è nè bello nè auspicabile; anche perchè i merc ati finanziari ci stanno  aspettando al varco.
Un’ultima cosa: i partiti piccoli e le liste scarse, che prendono ppochi voti, non hanno diritto a alcun posto in Parlamento (e anche questa è una peculiarità di carattere maggioritario).
Personalmente auspico che gli Italiani votino in maniera omogenea sia a livello nazionale e sia a livello regionale, così che si ottengano maggoranze omogenee in entrambi i rami del Parlamento. E lo dico anche se io sono un fautore dei sistemi proporzionali puri e non amo il maggioritario di alcun tipo.
Buon voto a tutti.

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Garibaldi si insedia a Rio de Janeiro, ospitato dalla piccola comunità di esuli italiani e degli emigranti. Con uno di questi amici, il signor Rossetti, ha abbracciato una attività commerciale, ma i due non sono stati fatti  per il commercio e degli affari.

Durante questo periodo egli sceglie di diffondere sentimenti rivoluzionari tra i suoi compatrioti, e rimane in contatto con gli attivisti in Europa, Mazzini e i suoi corrispondenti Ghiglione Antonio e Luigi Canessa.

Garibaldi diviene presidente della cella Giovine Italia nel continente sudamericano. Aderisce anche al Masonic Lodge Asilo de Vertud.

Va detto che il nostro eroe è  certo un uomo intelligente, ma egli non amava tanto gli intrighi della politica o le riunioni massoniche in cui le discussioni e tesi , erano un spreco di tempo nella evanescenza! Così egli aderisce alla massoneriaa, perché crede nei suoi ideali, ma lui è nato per l’azione che segue il pensiero, non per il pensiero che si espande  all’infinito!

Dopo il settembre 1835, Bento Gonçalves da Silva proclama la Riograndense Repubblica (1836), Garibaldi è pronto a lottare per gli ideali e umanitari, il 4 maggio 1837,  riceve una lettera  da parte del governo di Rio Grande do Sul, ribelle all’autorità dell’Impero del Brasile.

Egli sfida un impero con la sua barca di nome Mazzini. L’11 aprile 1838, respinge verso il basso un battaglione del brasiliano Imperiale (Battaglia di Galpon Xarqueada) e prende parte alla prossima  cattura del porto di Laguna, la capitale della provincia di Santa Caterina, (25 luglio 1839 ), che facilita la creazione della Repubblica o Repubblica Catarinense Juliana.

Il 15 novembre l’esercito imperiale riconquista la città ma il nostro eroe riappare coi repubblicani sulle alture dove il combattimento si svolge con vari gradi di successo. Garibaldi è coinvolto per la prima volta in un combattimento esclusivamente terrestre nei pressi di Forquillas: attacca con i suoi marinai e costringe  i suoi nemici a ritirarsi.

Durante questo periodo, gode delle simpatie incondizionate di  Manuela Ferreira de Paula, nipote di Bento Gonçalves da Silva, ma vi rinuncia a causa della differenza di status sociale.

Nel 1839, mentre è in Laguna, ha incontrato Ana Maria de Jesus Ribeiro, di appena 18 anni. Una storia d’amore nasce tra due giovani, anche se Anita è già sposata con Manuel de Aguiar Durante. Abbandona il marito per seguire Giuseppe econ si sposa nel 1842 dopo la morte del primo marito.

Nel 1841, non vedendo una rapida conclusione della guerra, e su richiesta di Francesco Anzani, un lombardo in esilio, con il quale diventa amico e che vuole la sua presenza in Uruguay, Garibaldi, con il permesso di Gonçalves, lascia il Rio Grande per Montevideo dove molti stranieri, soprattutto francesi e italiani.

Lì, la guerra tra il presidente uruguayano Manuel Oribe, che è stato rovesciato, ma è sostenuto dal governo di Buenos Aires di Juan Manuel de Rosas, e il nuovo governo guidato dal generale Fructuoso Rivera si trasferisce a Montevideo.  Dichiarata nel dicembre del 1838, la guerra chiamata guerra mondiale,  durò  per tutto il periodo 1839-1851.

Con sede a Montevideo, Garibaldi insegna matematica.

La flotta della Confederazione argentino opera sotto il comando dell’ammiraglio William Brown dall’Inghilterra, mentre quello Montevideo è sotto il comando del commodoro John Coe di origine americana.

Il governo di Montevideo appello a Garibaldi.

A Rio de la Plata, la marina argentina sta cercando di bloccare il porto di Montevideo. Il 16 agosto 1842 un battaglia navale si svolge sul fiume Paraná, vicino alla città della Costa Brava. Le navi comandate da Garibaldi combattuta dalle forze di Brown che significa in navi e uomini sono superiori. Dopo aver subito pesanti perdite, Garibaldi fuoco le sue navi per evitare che cadano nelle mani di Brown, è riuscito a mettersi al riparo con l’equipaggio superstite.

Lo stesso anno, Garibaldi sposò Ana Maria de Jesus Ribeiro, che ha incontrato nel 1839 e che ha avuto quattro figli: Domenico Menotti, Rosita, che morì in tenera età.

… continua …

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art. 118

XI

Mi consuma l’ansia della salvezza;
si consumano i miei occhi scrutando
mentre dico: – “ Quando avrò leggerezza?”-
I Tuoi insegnamenti non sto  scordando!
Farai mai  giustizia della bassezza?
Dell’empio che mi va perseguitando?
Secondo i Tuoi detti sia la mia vita
La legge di Dio è  preferita!

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 Il primo impegno della politica, il primo passo per la dignità

Qual è il modo per far rinascere, nel cittadino, la fiducia verso le istituzioni, il governo, la politica? Qual è il modo per sradicare la diffidenza nei confronti di una classe politica al cui interno hanno militato, e in alcuni casi ancora militano, personaggi corrotti o ambigui? Le risposte alle domande incipitarie si preannunciano complesse e richiedono, quindi, un’acuta osservazione; ma prima di ricorrere ad una buona lente d’ingrandimento, mi urge fare una premessa. Queste, così come altre pagine, sono rivolte soltanto alle persone oneste. Quante ce ne siano in Italia, o nel mondo intero, non è dato sapere; gli istituti di ricerca (ad esempio l’Istat, il Censis…) non possono aiutarci in tal senso.

Mi ricorre alla mente una frase molto cara ai magistrati Falcone e Borsellino: «Non bisogna mai confondere gli uomini con i ruoli».

Basterebbe, quindi, diffondere questo straordinario pensiero affinché si ristabilisse la fiducia, ma sappiamo che non è così, o almeno che finora non è avvenuto, o peggio ancora che molti hanno la percezione che non possa più avvenire. È proprio per questi motivi che ho citato questa frase, che per me rappresenta il primo passo nel senso giusto, quel senso tracciato da uomini che hanno lavorato – fino alla morte – per tutti noi, in rappresentanza dello Stato, prima fra tutte le istituzioni. Il senso profondo di quella frase, in cui le parole “ruoli” e “uomini” assumono valori immensi, è incarnato alla perfezione da tutti i cittadini che compiono il loro dovere, con dedizione verso il prossimo e, oggi più che mai, con estremo sacrificio.

http://www.lundici.it/2013/02/lavorare-meno-lavorare-tutti-il-primo-impegno-della-politica-il-primo-passo-per-la-dignita/

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In aumento le classi pollaio

Secondo le previsioni del Miur la popolazione scolastica nell’anno scolastico 2013-2014  aumenterà di quasi 27mila unità, 13mila in più alle superiori,

ma la legge n. 111 del 2011 stabilisce che le classi non possono aumentare e tantomeno le cattedre.Si verificherà un incremento delle classi pollaio?

 Lo spinello

…quei ragazzi hanno gli occhi rossi, un po’ lacrimosi. A volte biascicano le parole, di tanto in tanto sono irascibili…dormono in classe.

I genitori sono bravissime persone, lavoratori onesti, scrupolosi cittadini, un esempio per i propri figli. Eppure…persino il figlio di…tra le pagine sgualcite di un quaderno nasconde qualcosa di segreto che fa male con un nome che arrotola la lingua: droga.

Docenti e famiglie si domandano perché. Dove hanno sbagliato?

Rabbia, risentimento dopo tanti sacrifici, qualche schiaffo davanti alla spavalderia e alla sfrontatezza dell’ammissione crudele…

“Il vino allora? E il fumo di sigarette? Sono più dannosi dello spinello”, sostengono i ragazzi che ne fanno uso e poi “la vita è mia e la gestisco come voglio”. Comincia la guerra in casa.

I genitori arrivano a supplicare i figli, tentano di dissuaderli, sono disponibili a mettersi a nudo davanti a psicologi e giudici…niente, non arrivano a capo di niente: “non impicciarti, so quello che faccio, spinello di tanto in tanto in compagnia”…

Intanto lacrime di sangue si mischiano all’impotenza del papà e della mamma che non sanno più cosa fare, si rivolgono a tutti in cerca di conforto e aiuto, anche al parroco…ma quel figlio corre ignaro verso mete indefinite, incomprensibili… “Aveva tutto” si dice, ma nulla di tutta la bellezza con cui è stato avvolto è stato interiorizzato. Pare che il bello per questi ragazzi sia avvolgere una cartina di droga con le mani sporche in un angolo di periferia…

Perché?

Scritto da  Maria Francesca Magni: se vuoi saperne di più vai ai links sottostanti

http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2012/04/scuola-sentenza-tar-classi-pollaio-illegittime.html

http://www.leccoprovincia.net/index.php?option=com_k2&view=item&id=571:aumentano-le-classi-pollaio-lo-spinello&Itemid=121

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Se trovate uno scheletro

 legato

con il fil di ferro

ad un altro scheletro

legato

ad un altro scheletro

e a un altro ancora,

quello scheletro

sono io.

 

Non cercatemi in un posto qualunque,

in un fosso o in una buca.

Io giaccio

in quei recessi profondi e contorti

che in vita chiamavo foibe.

 

Avvolgetemi in un drappo bianco

E restituitemi ai miei cari,

alla mia Patria e alle cose di Dio.

 

Non odio nessuno e perdono tutti.

 

Solo un’ultima cosa vi chiedo:

aprite gli occhi dei vostri figli

sulla verità!

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