Archivio Settembre 2012

Salmo 108

Contro gli empi

Non tacere, mio Dio, nella mia lode,

poiché contro di me si sono aperte

la bocca empia dell’uomo di frode;

parlano di me con lingua solerte,

mi investono dell’odio che gli rode,

mi avversano senza ragioni certe!

Al mio amore l’empio muove le accuse;

le sue speranze gli siano precluse!

II

Or suscita un empio contro di lui;

ogni giudizio si volga in condanna.

Gli siano prossimi i giorni più bui,

ai suoi beni manda colui che scanna

con sete d’usura il lavoro altrui;

la sua vedova sia povera in canna;

dei suoi orfani non s’abbia pietà,

né perdona ai suoi avi ogni reità!

III

 

Chi persegua il suo simil meschino,

o chi ammazzi gli affranti di cuore,

riabbia il male sul suo capo chino,

s’allontani da lui ogni amore,

dannato sia nel corpo e nel sino;

ben ricompensa il mio accusatore;

di vergogna sia fatto il mantello

per chi accusi innocente il fratello!

IV

 

Ma Tu agisci secondo il Tuo nome

mio Signore con me, perché buona

 la Tua grazia è per me! Io son come

la locusta sbattuta che stona!

pel digiuno ho ginocchia già dome,

e le orecchie ove ancora  rintrona

lo scherno arrogante dei nemici!

Ma Tu il Tuo servo,  Dio benedici!

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A volte certe notizie passano quasi inosservate, come se fossero minori. E gli eroi in negativo (politici, ladri e rapinatori) prendono il sopravvento nelle cronache dei mass media insieme ad altri eroi in positivo (o reputatati tali), come i calciatori del lunedì, o dirigenti di azienda e sindacalisti, o altri personaggi televisivi alla ricerca di visibilità e successo. Ma i veri eroi sono quelli che lottano in silenzio per quello in cui credono; magari con sofferenza e in mezzo a mille difficoltà, con estremo coraggio, come Anicetto Scanu. L’Unione Sarda gli ha dedicato un articolo e attraverso il link sottostante si può leggere tutto l’articolo.

S. Gavino, la Sla non spegne la passione Storico speaker dirige la sua radio col pc Anicetto Scanu

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/289022

 

 

 

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L’ultima intervista di Carlo Maria Martini . Padre Georg Sporschill e Federica Radice hanno incontrato Martini l’8 agosto: «Una sorta di testamento spirituale. Il cardinale Martini ha letto e approvato il testo».

D. Come vede lei la situazione della Chiesa?

R. «La Chiesa è stanca, nell’Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l’apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? (…) Il benessere pesa. Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. Lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità. Quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo. Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. Dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci? Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell’istituzione».

D. Chi può aiutare la Chiesa oggi?

R. «Padre Karl Rahner usava volentieri l’immagine della brace che si nasconde sotto la cenere. Io vede nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. Dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala? Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali. Uomini che siano vicini ai più poveri e che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove. Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque».

D. Che strumenti consiglia contro la stanchezza della Chiesa?

R. «Ne consiglio tre molto forti. Il primo è la conversione: la Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio. Questi sono importanti per ognuno e a volte forse sono anche troppo importanti. Dobbiamo chiederci se la gente ascolta ancora i consigli della Chiesa in materia sessuale. La Chiesa è ancora in questo campo un’autorità di riferimento o solo una caricatura nei media? Il secondo la Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II ha restituito la Bibbia ai cattolici. (…) Solo chi percepisce nel suo cuore questa Parola può far parte di coloro che aiuteranno il rinnovamento della Chiesa e sapranno rispondere alle domande personali con una giusta scelta. La Parola di Dio è semplice e cerca come compagno un cuore che ascolti (…). Né il clero né il Diritto ecclesiale possono sostituirsi all’interiorità dell’uomo. Tutte le regole esterne, le leggi, i dogmi ci sono dati per chiarire la voce interna e per il discernimento degli spiriti. Per chi sono i sacramenti? Questi sono il terzo strumento di guarigione. I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto per gli uomini nei momenti del cammino e nelle debolezze della vita. Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? Io penso a tutti i divorziati e alle coppie risposate, alle famiglie allargate. Questi hanno bisogno di una protezione speciale. La Chiesa sostiene l’indissolubilità del matrimonio. È una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono (…). L’atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l’avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: “Signore non sono degno…” Noi sappiamo di non essere degni (…). L’amore è grazia. L’amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?»

D. Lei cosa fa personalmente?

R. «La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall’aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l’amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l’amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».

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Salmo 107
Esaltazione di Dio

Saldo è il mio cuore, Dio, saldo è il mio cuore;
voglio cantare gli inni, anima mia.
Ti loderò tra i popoli, Signore;
a Te, Dio,  canterò per ogni etnia.
E’ grande quanto il celeste chiarore!
La Tua bontà  alle nubi ci rinvia;
Innalzati, Dio, sopra tutti  i cieli!
Sulla terra la Tua gloria disveli!

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Le vignette sul Profeta Maometto, pubblicate ieri dal giornale satirico francese Charlie Hebdo hanno riacceso il dibattito sui contenuti e sui limiti della  libertà di pensiero e delle sue  molteplici espressioni nei diversi mass media (giornali, stampa, web e quant’altro).  Emerge chiaramente da numerosi e pregevoli interventi (da ultimo quello di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di oggi) un’idea di fondo che accomuna un po’ tutti i commentatori: noi occidentali dobbiamo difendere la libertà di espressione del pensiero che ci siamo guadagnati con il sangue dei nostri antenati in più di duecento anni di lotte e quindi non dobbiamo cedere alla paura delle reazioni degli islamici. Ciò non toglie, chiosano un po’ tutti gli intellettuali e i pensatori, che il film dell’ebreo-americano, che rappresenta il Profeta dell’Islam come un pedofilo, sia una solenne boiata, una pellicola scadente e priva di ogni pregio artistico, così come le vignette dei francesi su Maometto sono soltanto una provocazione intempestiva e pretestuosa. E’ certamente giusto che noi non dobbiamo cedere alla paura; ed è altrettanto giusto difendere la libertà di pensiero che le nostre democrazie hanno raggiunto in oltre due secoli di lotte cruente contro il potere di chi riteneva di essere il depositario della verità (parlo, a titolo di esempio, del clero e dei sovrani di antica memoria).
Mentre scrivo ho in mente  quel film austriaco proiettato a Venezia, che ci mostra una suora che compie giochi erotici con il Crocifisso nelle mani. Non credo sarebbe andato in onda se gli organizzatori del Festival della Laguna avessero preventivato una risposta violenta dei Cristiani (che pur si sono sentiti offesi da quelle immagini blasfeme e provocanti).
Voglio perciò concludere con una riflessione (che è anche una domanda): e  se esercitassimo una qualche forma di censura, non per paura delle reazioni degli islamici più arrabbiati (e magari più interessati a creare disordini), ma per rispetto dei sentimenti religiosi altrui? In questo mondo caotico e disordinato abbiamo finito per confondere libertà e valori, travolgendoli entrambi sotto un cumulo di idiozie che spesso chiamiamo arte.

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Salmo 106

Ringraziamento

Gridarono al Signore nell’angoscia

E dalle angustie Ei li liberò!

Sulla retta via Li condusse poscia,

e il povero  di beni ricolmò!

Ma la parola Sua resero moscia;

e con sventure il cuore gli piegò!

Il Suo disegno essi disprezzavano,

nell’ombra della morte essi abitavano.

II

Da tenebre di morte  li fé uscire,

 e dopo spezzò  loro le catene;

Per la misericordia Sua, il Sire

ringraziarono gli uomini del bene

ricevuto quando ebbero a soffrire!

Già si seccava il sangue nelle vene

a causa della loro corruzione!

Ma li salvò la Sua intenzione!

III

Ricondusse alla calma la tempesta,

si rallegrarono della bonaccia;

Lo si esalti nell’Assemblea in festa;

S’alzino lodi nel consesso e in faccia

agli anziani. La gioia manifesta

rallegri ‘l giusto e ogni iniquo taccia!

Chi è saggïo, di ciò sia osservatore:

 comprenderà la bontà del Signore!

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Confessione Nazionale

Celebrate il Signore perché è buono,
ché eterna è la Sua misericordia!
Chi può risuonare come un tuono?
La lode del Signore dà concordia!
Visita il Tuo popolo con il dono
Di felicità, perché la primòrdia
Gioiosa del Tuo popolo godiamo:
della Tua eredità ci gloriamo!

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Tutti sanno che a Sa Illetta c’è la sede di una importantissima società che occupa un posto di primaria importanza nel panorama del terziario avanzato a livello internazionale.

Non molti sanno però che per secoli Sa Illetta è stata isolata dalla terra ferma e raggiungibile solo via mare.

L’isoletta, conosciuta storicamente con il nome di “Isola di San Simone” famosa per la ricchezza della fauna ittica, risulta abitata sin dalla notte dei tempi.

Nel suo territorio insiste la chiesa di San Simone, chiesa campestre di rilevante pregio architettonico.

La località è inoltre ricca di olivi e vigne piantate da secoli per dare al territorio delle risorse economiche da aggiungere a quelle naturali.

Oggi a San Simone, collegata alla terraferma dalla SS 195, opera una Associazione Culturale (Sa Illetta) impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturale del territorio.

L’isola è aperta inoltre anche alle  scuole, alle quali l’Associazione culturale “Sa Illetta” propone delle visite di grande contenuto didattico, allo scopo di precipuo di far conoscere le bellezze  naturali e i pregi culturali dell’isola.

L’Associazione culturale “Sa Illetta” svolge in particolare attività rivolta alla salvaguardia del territorio e degli insediamenti dell’Isola di San Simone, rendendo fruibile questo luogo alla cittadinanza mediante l’organizzazione di visite guidate, conferenze e seminari, manifestazioni ed iniziative di tipo storico-culturale e ricreativo-sportivo.

Insomma, un’altra perla di Sardegna, a due passi da Cagliari, ingiustamente disconosciuta e poco valorizzata che merita, al contrario, di essere conosciuta dai Sardi e dai visitatori in vacanza in Sardegna.

Per saperne di più:

 

 

 

 

http://www.saillettacultura.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1

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Il Patto coi Padri

Salmo 104

Il Signore lodate ed  invocate

Il nome Suo tra i popoli con gioia;

A tutti le Sue opere cantate

Il Santo Nome Suo non vi sia a noia;

ma i Suoi prodigi bensì meditate,

il vostro sentimento giammai muoia!

Gioisca colui che cerca il Signore!

CercateLo sempre nel vostro cuore!

II

Ricorda le meraviglie compiute,

ricorda i Suoi giudizi e i Suoi prodigi;

  Lui è il nostro Dio! Non furono mute

Le Sue sentenze ma furono ligi

Ad Abramo ed Isacco e mantenute

Le promesse, avverandosi  le sfingi

Da Giuseppe per mezzo del Signore

Che d’ Israele fu  liberatore!

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