Archivio Luglio 2012

 Di rientro dal Sudafrica, uno del mio paese che aveva girato il mondo,  a un amico che gli chiedeva di raccontare qualcosa dei suoi viaggi rispose così:

Per gli scandinavi, i tedeschi sono semplicemente dei mangiapatate, con l’aggravante di essere meridionali; i tedeschi se la prendono con gli svizzeri che, oltre ad essere meridionali, sono pure montanari; gli svizzeri chiudono le frontiere a quelli di Como e dintorni, perché, pare, a sentir loro, che portino malattie come i topi, mangiano spaghetti, sono disoccupati e meridionali; quelli di Como e dintorni sostengono che da Roma in giù c’è la fogna meridionale, il profondo sud, la muerte; ma qualche meridionale italiano un giorno voleva ricacciare indietro i maghrebini perché hanno il grave torto di essere ancora più a sud; e i marocchini, per non restare indietro, rivendicano di essere al nord dei senegalesi, dei congolesi e degli ivoriani, e così via”.

“Ma non ci hai detto niente del Sudafrica“, disse l’amico un po’ confuso al viaggiatore.

Il viaggiatore rispose che per i sudafricani il globo è un crogiuolo dentro il quale si fondono i metalli: in superficie salgono le scorie, nel fondo resta l’oro; infatti loro hanno le miniere d’oro e di diamanti più ricche del mondo. Eppoi, siccome la terra è sferica, , se vai a cercare, c’è sempre qualcuno più meridionale di te!!!

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Salmo 100

Il governo del principe giusto

Amore e Giustizia voglio cantare;

voglio cantare inni a Te, Signore!

Non mi sarà vicino chi fa il male;

farò zittire  il calunniatore.

Occhi altezzosi non so sopportare;

l’ integro sarà il  mio servitore!

Non abiterà mai nella mia casa

Chi agisce con inganno. La città

[del Signore, dal male farò rasa!]

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L’Uomo della Notte, al secolo Gilbert Paraschiva, é il Presidente Onorario del Manifesto di Napoli. E’ impossibile riportare in un solo post il suo curriculum. Il nostro presidente onorario é musicista, poeta, giornalista e presentatore. Recentemente ha festeggiato i suoi primi ottant’anni con la pubblicazione di un CD con le più belle canzoni del mondo tutte tradotte in francese dal nostro Gilbert e da Marleine Pigeon e arrangiate dal Maestro Franco Cirino. Accanto a canzoni come “Blue Moon”, “Maruzzella”, My Way, Tu si’ ‘ na cosa grande, Solamente una vez ecc., troviamo alcuni tra i brani più famosi scritti dallo stesso Gilbert: Aspetterò, Fiducia, La mia stella, Folle amore e tanti altri.
La  sua storia artistica inizia a 15 anni quando, batterista di un gruppo musicale in Eritrea, se ne vede affidare da Renato Carosone, leader del gruppo, costretto a rientrare in Italia, la direzioone artistica. Negli anni ’70 spopolò alla radio con la conduzione di un programma di canzoni dal titolo “L’Uomo della Notte”. Lui non lo dice per modestia ma il suo legame con l’Eritrea é tenuto vivo dall’attività che egli  svolge con le adozioni a distanza a favore dei bambini dell’Eritrea. Inoltre Gilbert é fondatore dell’Associazione Culturale “Il Pianeta dell’Amore” che raccoglie centinaia di adesioni in tutta Italia da parte di poeti e artisti vari.Al di là delle sue indubbie qualità artistiche, quello che mi ha colpito di più di Gilbert é proprio questa sua sensibilità verso gli ultimi,  unita alla capacità di valorizzare e riconoscere gli artisti. Insomma chi più dii lui poteva meritare lla nomina di presidente onorario del Manifesto di Napoli? Visitare per credere il suo sito cliccando sul link: Gilbert Paraschiva

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Salmo 99
Elevazione

Servite tutti  il Signore con gioia!
Voi uomini della terra, esultate!
La Sua fedeltà, per chïunque muoia
O per chiunque  viva,  dunque acclamate!
La Sua misericordia mai a noia
Verrà! Gli atri Suoi, cantando, varcate
E lodate il Suo nome santo e  pio.
Egli ci ha creati e siamo Suoi! Riconoscete
[che Egli è Dio!]

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Abbiamo già visto come la penisola italiana fosse, all’epoca in cui nasce Garibaldi,  divisa in tanti piccoli stati indipendenti. La Rivoluzione francese e la costituzione della Repubblica Cisalpina e del Regno d’Italia (quest’ultima nata in epoca napoleonica), segneranno un deciso e significativo  aumento del sentimento nazionale degli  italiani repubblicani.

Ci furono molti  movimenti insurrezionali primavera del 1820 fino al 1831. Garibaldi, come molti della sua generazione, sta acquisendo una spiccata  coscienza nazionale, cui consegue   il desiderio di unificare l’Italia, divisa ormai sin dall’epoca della caduta  dell’Impero Romano d’Occidente.

Per Garibaldi, le tesi per la lotta dell’unità d’ Italia della grande epopea risorgimentale di Giuseppe Mazzini, sembrano essere il risultato diretto delle idee sint-simoniane di Barrault, momento iniziale della redenzione per tutti i popoli oppressi.

Su questo viaggio,  che cambia la sua vita,  Garibaldi nelle sue memorie scrisse: “Christoforo Columbo certamente non sentiva  tanta soddisfazione nello scoprire l’America,  quanta ne sentivo io nel trovare qualcuno che si interessava al riscatto del  nostro Paese “.

La storia ufficialmente racconta che Giuseppe Garibaldi, avrebbe incontrato Giuseppe Mazzini nel  1833 a Marsiglia e che si sarebbe unito alla Giovine Italia, l’associazione segreta politica di Mazzini che mira a trasformare l’Italia in una repubblica democratica unitaria, senza il re di Torino, e senza il Papa di Roma, con la Città Eterna come  capitale del nuovo stato repubblicano.

Come  marinaio, Garibaldi deve assolvere il servizio militare per cinque anni nella Marina Militare della Sardegna dove viene  arruolato in dicembre 1833. In linea con la tradizione, prendendo come nome di battaglia Cleombroto , un eroe di Sparta (Cleombroto Primo, per la precisione, era il fratello del grande eroe greco Leonidas, del cui figlio divenne il tutore, dopo la battaglia di Termofili).

Con gli amici e Marco Edoardo Pes Mutru, egli cerca di fare proselitismo per la loro causa, esponendosi con leggerezza. Sono segnalati alla polizia che monitora Mutru e Garibaldi, i quali sono trasferiti dal Geneys  alla fregata Conte, il 3 febbraio, pronti per partire per il Brasile.

Come avremo occasione di dire, Garibaldi, per amore d’Italia e per  la libertà del suo popolo,  abbandona gli ideali repubblicani, diventando amico del re Vittorio Emanuele II di Sardegna e del suo primo ministro, il conte Camillo Cavour, gli altri due principali autori della unificazione italiana con i nostri eroi Mazzini e Garibaldi.

… continua..

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Dopo quasi un anno dal giorno in cui ho incontrato la mia ragazza, mi sposo il prossimo mese!

La madre della mia ragazza o futura suocera è una grande donna (oltre ad essere terribilmente affascinante).

Lei, da sola, si é sobbarcata  tutta l”organizzazione del matrimonio: chiesa, musica, fotografo, banchetto, e fiori.

Recentemente ha chiamato e mi ha  chiesto di andare a casa per controllare la lista degli invitati onde aiutarla a  cancellare parte degli invitati (tra cui anche alcuni della mia famiglia).

Quando sono arrivato, abbiamo rivisto l’elenco e abbiamo tagliato appena sotto i centocinquanta ospiti.

E ‘stato poi che mi ha lasciato senza parole: si é spogliata ed é rimasta in mutandine dicendomi  che ai suoi  occhi ero sempre stato un uomo molto attraente,  e che siccome entro un mese  sarei stato un uomo sposato, voleva fare un po’ di  sesso selvaggio con me .

Quindi si é alzata  e si é diretta verso la camera da letto camminando sensualmente,  sussurrandomi che io sapevo sia dove era  la porta d’uscita, se preferivo  lasciare, sia dove si trovava la camera da letto se l’avessi voluta accontentare.

Sono rimasto lì come un salame,  immobile, circa tre minuti e alla fine ho deciso che sapevo in che direzione andare.

Sono andato in direzione  della porta di uscita e …, appoggiato sul cofano della mia macchina ci trovo suo marito, il mio  futuro suocero, sorridente e con una doppietta caricata a pallettoni nelle mani.

Mi ricordo che ha detto che lui e la moglie volevano solo essere sicuri che la loro  amata figlia stesse sposando l’uomo giusto, onesto e moralmente adeguato.  Quindi si è avvicinato congratulandosi con me per avere superato questo piccolo test; era raggiante.

Mi ha messo le mani sulle spalle, poi mi ha abbracciato, mi ha dato un assegno di 500.000 euro, senza che io fossi in grado di reagire o di parlare, ancora stordito dalle emozioni.

CONCLUSIONE: Meno male che non avevo i preservativi con me e stavo andando a prenderli in macchina, altrimenti oggi sarei morto!!!

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Se vi dicessi che Cagliari é stata la Capitale d’Italia per diversi secoli, cosa rispondereste?

A) Che sono il solito Sardo orgoglioso in cerca di riscatto storico;

B) Che Cagliari non é mai stata capitale di niente;

C) Che le capitali d’Italia sono state nell’ordine: Torino, Firenze e Roma;

D) Sì, é vero, Cagliari é stata Capitale del Regno di Sardegna (poi divenuto Regno d’Italia) dal 19 giugno 1324 al  17 marzo 1861.

Se avete risposto A) siete uno che crede troppo negli stereotipi;

Se avete risposto B) o siete un Continentale un po’ razzista oppure siete un Sardo vittimista e autodistruttivo;

Se avete risposto C)  siete una persona preparata ma potete scoprire, se volete, che la Storia non é così come ce l’hanno insegnata e che la si può studiare cercando anche di divertirsi;

Se avete risposto D), infine,  avete letto il libro di Francesco Cesare Casula dal titolo “La Terza Via” Edizioni ETS e aderite al metodo storico di cui lo studioso sardo é fondatore.

Andiamo  c0n ordine: intanto la mia domanda é stata appositamente formulata in modo ambiguo; se  interpretata in senso sincronico, la risposta giusta era appunto la D); in caso contrario (se interpretata in senso diacronico) come  risposta giusta doveva  accettarsi    la C).

Quello che voglio dire é che lo stato italiano odierno é l’erede del Regno di Sardegna, fondato di fatto a Cagliari il 19 giugno 1324, in seguito alla sconfitta dei Pisani ad opera degli Aragonesi sul Colle di Bonaria, a Cagliari (ma già esistente di diritto, con il nome di Regno di Sardegna e Corsica sin dal 4 aprile 1297 ad opera del papa Bonifacio VIII ,proprio quello dell’Inferno di Dante; il nome di Corsica, il Regno, lo perderà nel 1420; nel 1718, col trattato di Londra, che assegnerà il Regno ai Savoia, lo strappo sarà ancora più violento, sradicando il Regno dall’alveo originario voluto dal papa Bonifacio VIII; ma vane furono le proteste della Chiesa anche in questa occasione).

In conclusione Cagliari é stata capitale del Regno per oltre cinque secoli ma noi Sardi continuiamo ad ignorarlo, trascurando la storia patria, che (quantomeno) dovrebbe essere studiata in tutte le scuole sarde di ogni ordine  e grado.

Scuotiamoci, o Sardi, dal nostro torpore millenario, e impariamo ad apprezzare le tante cose belle che abbiamo, senza più piangerci addosso e autocommiserarci (o autocolonizzarci).

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Salmo 98

Inni a Dio Santo

 

Tremino i popoli, il Signore regna!

Sopra tutti i popoli regna eretto!

Diritto e Giustizia Egli ci insegna

Ed ha stabilito ciò che è retto!

Prostratevi a Lui, oh gente indegna;

i sacerdoti del popolo eletto

Gli obbediscano con grande vanto.

Esaltate il Signore nostro Dio

[e cantate a Lui un nuovo canto!]

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