Archivio Maggio 2012

 

 

 

 

 

Donne  finalmente alla riscossa in Arabia Saudita. 

Invitata dalle guardie della Polizia Religiosa ad  uscire da un Centro commerciale di Ryad, in quanto portava portava lo smalto alle unghie, una donna coraggiosa ha reagito violentemente, sifidando la guardia ad eseguire l’allontanamento in forza dei suoi sedicenti poteri.

A leggere bene l’articolo, tratto dal quotidiano francese “Le Monde”, in effetti si evince che a capo della Polizia Saudita c’é adesso un moderato che ha esautorato le temibili guardie religiose volontarie, responsabili molto spesso di abusi a danno delle donne saudite, magari colpevoli soltanto di non avere il capo sufficientemente coperto oppure, come nel caso di specie, di girare i centri commerciali con le unghie verniciate delle mani e dei piedi.

Insomma, piccoli successi per le donne saudite che vogliono ribellarsi anche contro il divieto di guidare l’automobile da sole (tempo fa fece notizia una donna che si era messa al volante di un’auto per recarsi allo shopping senza essere accompagnato da un membro di sesso della famiglia).

Certo la strada é ancora lunga per le donne saudite. Ma se si vuole la libertà bisogna pure incominciare da qualche parte.

Per saperne di più:

http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2012/05/28/lets-go-to-the-mall-une-saoudienne-tient-tete-a-la-police-religieuse/#xtor=RSS-32280322

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Salmi 92-93

Inno a Dio, Re e Giudice

Dio regna  ovunque e si ammanta splendente,

tutto il mondo è da Lui sostenuto!

In breve io sarei nel regno silente,

se il Signore non fosse il mio aïuto!

Chi ha creato l’orecchio più non sente?

Beato l’uomo che Tu hai istruito

Per dargli riposo nella sventura!

Signore, la perfidia dell’iniquo

[sarà peritura!]

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Uno degli scrittori di punta del “Manifesto di Napoli”, nonché suo socio fondatore, é Angelo Ruggeri.

E’ nato il 21 dicembre 1944 in provincia di Roma e vive a Perugia.

Ha pubblicato il suo primo libro quando aveva già 60 anni.

Questo é il motivo per cui i suoi scritti sono densi di pensiero e hanno uno spessore e una profondità notevoli.

Ha pubblicato con numerosi e importanti editori sia poesie, sia saggi, sia narrativa autobiografica.

Dal Volume di Miscellanea delle sue opere edito da Aletti nel 2008 e intitolato “Sulla Violenza” pubblico di seguito alcuni stralci emblematici del suo acume e del suo stile, in certi casi conditi da una dose di ironia sottile e accattivante.

Le leggi- Pensavano gli antichi che dovessero/gli uomini esser governati dalle leggi/e celebrarono con divini onori i legislatori:Mosè, Licurgo, solone, Numa./ Oggi governa la legge del Bush.

 

Rissa all’osteria_ Quelli che avevano ben mangiato e ben bevuto/per non pagare il conto rovesciano i piatti e i bicchieri/insultano l’oste, picchiano i camerieri/aiutati da quelli adirati con l’oste/per essere in tanta baldoria rimasti digiuni.

 

Sul cancello d’ingresso di un cimitero di guerra_ Qui riposano nell’eterna pace/uomini morti ancora giovani/combattendo in terra straniera./Ancora godrebbero la luce del sole/se i loro concittadini recandosi per il voto alle urne/avessero dato i loro suffragi a gente pacifica.

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Salmo 91

Lode a Dio

E’ bello dare lode al Signore
E cantare al Tuo Santo nome, o Altissimo;
bello è annunziare al mattino il Tuo amore
insieme a  canto di cetra dolcissimo
sino a quando nella notte, il chiarore
ci restituisca il suo cielo lindissimo!
Quanto sono  profondi i Tuoi pensieri
E quanto grandi le Tue opere
[Mio Signore! Oggi più di ieri.]

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Nell’articolo “La nuova editoria”, apparso nella pregevole rivista on.line “scrivendovolo” a firma di Daniele Dell’Orco il 13 maggio appena scorso, editoria, anche a Torino, fa rima con telecrazia.

L”articolista, partendo dalla rilevazione di  due dati contraddittori (l’aumento del 4% dei visitatori alla Fiera del Libro di Torino e la diminuzione dei lettori) argomenta acutamente come i conti non quadrino. Insomma c’é qualcosa che non convince.

L’arcano, però, é presto svelato dalla presenza di tre divi televisivi (o se non proprio prodotti televisivi, frutti comunque di celebrità e risonanza promosse dal piccolo schermo) che presentano le loro ultime fatiche letterarie.

La gente, infatti, non legge. Ma se a scrivere sono i divi promossi dal piccolo schermo, allora i lettori si moltiplicano d’incanto.

Noi poeti e scrittori aderenti al Manifesto di Napoli abbiamo denunciato da parecchio lo stato di abbandono in cui versa la poesia e la cultura più in generale. E abbiamo stigmatizzato proprio il ruolo deleterio ricoperto dalla televisionne, denunciando l’occupazione delle televisioni da parte di una ristretta cerchia di pseudo-intellettuali, promossi nell’etere (e confermati nel digitale) dalla partitocrazia parastatale (Reti Rai) e da potentati economici concentrati sul profitto, dimentichi di ogni forma di cultura (Reti Mediaset).

Ripropongo quindi il tema: ma chi ha deciso che la TV debba essere ostaggio di giornalisti e intellettuali promossi da uno Stato partitocratico e corrotto? E  chi ha permesso che le tre emittenti televisive, maggiori concorrenti di quelle statali, andassero in mano ad una unica società che le gestisce per incassare profitti, appiattendo gli spettatori su livelli semidemenziali di sottocultura metropolitana?

E attendo ancora una risposta al mio quesito: ma dove sta scritto che una, almeno una, emittente televisiva nazionale, non possa essere gestita a beneficio di poeti  e scrittori, se non addirittura autogestita da poeti e scrittori?

Per saperne di più

http://www.scrivendovolo.it/web/2012/05/13/la-nuova-editoria-e-le-regole-dello-show-di-daniele-dellorco/

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Salmo 90

Protezione Divina

Tu, che alla Sua ombra dimori, dì
Al Signore: “ Mio rifugio e  fortezza
In Te io confido”. Non   può  colpir
Né sventura il mio cuore o  nefandezza!
Dio  darà ordine di custodir
Ai Suoi cherubini la tua salvezza.
Lo salverò perché a me si è affidato;
lo esalterò perché m’ha conosciuto
[m’invocherò e sarò aiutato!]

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Ricordo di lui un concerto favoloso a Cagliari, negli anni 70: presentava quel suo lavoro che, mi pare, si intitolasse “anidride solforosa” o qualcosa del genere. Istrione inimitabile, criticava la Borsa, sin da quei tempi lontani; grande parodia dell’avv. Agnelli; ritratto in musica di Tazio Nuvolari, il modenese più veloce del vento, che guidava in formula uno negli anni trenta e quaranta; poi venne il mare (com’è profondo il mare!), il grande bonetti, trasfuga confuso da pensieri tailandesi (e non solo, suppongo) tra Berlino e Bologna (con quella immagine stupenda espressa in versi musicali: “non so se hai presente una puttana, progressista e di sinistra? A parte lo stivale e la pelliccia… non ragionava male…ecc); sino al suo capolavoro immortale, inimitabile, irraggiungiubile, eterno “Caruso”, grande musica, versi profondi.

Non sapevo che avesse conosciuto anche Padre Pio! ci andava con la mamma, sartina, molto devota; si confessava prima, perché aveva paura di vuotare il sacco davanti a quel grande spirito, così burbero e ruvido, da incutergli timore (e non solo reverenziale). Grande Lucio!

Poi lo sognò, quella notte di settembre del 1968, mentre a Parigi viveva ancora l’ebbrezza del 68 parigino.

Corse a San Giovanni Rotondo, giusto in tempo per l’ultima confessione, l’ultimo sguardo in quegli che sapevano di infinito, di magico, di eterno!

Il giorno dopo morì, Padre Pio, già in odore di santità.

Ora é morto anche Lucio! E chi crede, come me, in una vita oltre queste misere contese terrene, spera ed é sicuro che i due grandi  gioiscono insieme, tra le  anime immortali.

 

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Cagliari, come tutte le città antiche di una certa importanza, é uno scrigno che contiene tanti tesori nascosti. Questi tesori vengono fuori, come d’incanto, in occasione della grande manifestazione annuale, “Monumenti Aperti”.

Nonostante il tempo inclemente, oggi, con mia moglie, ci siamo messi alla scoperta di queste perle preziose che giacciono nei più riposti angoli del forziere cagliaritano.

Abbiamo scelto, tra le innumerevoli ed invitanti proposte della manifestazione culturale cittadina, la Chiesa di Santa Rosalia, più nota ai Cagliaritani come la Chiesa degli Artisti. Vi si celebra infatti ogni domenica, alle ore 10 e 30, la Messa degli Artisti: c’é il coro che allieta la funzione religiosa e, soprattutto c’é l’organo, il più importante e grande della Sardegna.

La Chiesa si erge in via Torino, nel punto più alto del quartiere della Marina, lì dove sino ai primi del 1800, come attestano importanti dipinti custoditi nella Chiesa, si infilava una lingua di mare e che faceva di questo importante sito l’estremo lembo di terra della città. L’attuale edificio risale al 1700 (é in effetti un esemplare di stile tardo Barocco) ma contiene arredi della preesistente Chiesa di Santa Rosalia che risaliva invece al 1500 (notevoli due altari gemelli, custoditi in due cappelle che si fronteggiano sull’unica navata, un quadro del Bea e un sarcofago).

L’altare maggiore della Chiesa ospita, dopo l’innalzamento a Beato del frate spagnolo Salvatore da Horta, le spoglie dell’umile fraticello mentre la grande santa siciliana, patrona di Palermo e protettrice degli ammalati terminali e dei moribondi é ospitata nella adiacente cappella, a destra del transetto.

Bella la storia del Beato Salvatore da Horta: inviso ai suoi superiori del Convento francescano di Barcellona, a causa del carisma di santità che gli aleggiava attorno sin dai primi anni del suo noviziato, venne sottoposto a processo da parte della Santa Inquisizione che però lo assolse con formula ampia.

Non di meno i suoi superiori lo spedirono, per punizione, in Sardegna, dove venne accolto come un santo dalla popolazione in delirio. Ad accoglierlo, nel porto di Cagliari, soprattutto storpi ed ammalati: ne guarì una moltitudine e la sua fama di santo persiste ancora oggi nei cuori dei cagliaritani che lo annoverano tra i santi più stimati.

In un corridoio che conduce alla Pinacoteca francescana (oggi purtroppo chiusa al pubblico) 52 stampe di Mario Barberis illustrano la vita del fraticello: vita, miracoli e morte del Beato.

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