Archivio Giugno 2011

burocrazia cartaceaChe la burocrazia sia un mostro che ingoia tutto e  tutti è arcinoto. Kafka era un maestro nell’evidenziare le contraddizioni della burocrazia, al punto che su di lui è stato coniato l’aggettivo “kafkiano” che indica proprio un paradosso burocratico.

Naturalmente si pensava che con la informatizzazione dei sitemi amministrativi, il mostro sarebbe stato sconfitto, insieme alla valanga di carta e alla marea di inchiostro su cui navigavano i nostri incubi burocratici cartacei di un tempo.

Invece la burocrazia informatica è peggio della sua antenata cartacea, perchè non è impersonata da insensibili ed inflessibili burocratici dalla faccia di pietra ma bensì da misteriosi call centers, impenetrabili barriere elettroniche e misteriose tastiere su cui occorre digitare altrettanto misteriosi codici alfanumerici generati da mostri sconosciuti ed imperscrutabili.

Uno dei prodotti più autentici della burocrazia informatica è il PIN, un numero segreto che rischi di dimenticare e se lo trovano gli altri son dolori; spesso però con te non funziona e ti si ritorce contro.

Nella prima commedia che scrissi per i miei studenti, ormai più di dieci anni fa e che si intitolava “La Ricreazione è finita” trovava posto un simpatico paradosso di natura kafkiana, peraltro non molto lontano dalla realtà di certe mie esperienze dirette in materia di burocrazia ministeriale, che mi è tornato alla mente mentre questi giorni scorsi tentavo inutilmente di abilitare il PIN Inps di mia madre.

Il sistema mi chiedeva di digitare la  prima  parte del PIN (che mi era stato fornito dal sistema medesimo); io lo immettevo ma il sistema me lo dava errato e non lo riconosceva; l’ho provato maiuscolo, minuscolo,misto ma il sistema continuava a non riconoscerlo.

Allora ho chiamato il numero verde. La signorina un po’ seccata mi ha detto che se non ero in possesso della seconda parte, era inutile che io digitassi la prima parte del PIN, aggiungendo che la seconda parte mi sarebbe arrivata da lì ad una settimana per via posta prioritaria e che soltanto con il PIN completo avrei potuto abilitare mia madre ad operare on line.

E’ inutile che vi dica che anche con il PIN al completo, effettivamente pervenuto a casa di mia mamma dopo una settimana circa dai fatti narrati, mi è stato impossibile attivare il PIN.

Il sistema questa volta lo riconosce ma mi avvisa che è scaduto e ne devo scegliere un altro ex novo. In realtà seguendo la procedura guidata è il sistema che ti attribuisce il nuovo PIN; senonchè, dopo avermi dato il nuovo PIN e dopo avere schiacciato il pulsante “AVANTI” la schermata successiva mi chiede di digitare il nuovo ed il vecchio PIN; ma il PIN nuovo era rimasto nella schermata precedente.

Fantozzianamente disperato (o kafkianamente se preferite) ho cercato di tornare indietro alla schermata precedente per recuperare il nuovo PIN e poterlo digitare insieme al vecchio; ma il sistema mi ha punito, annullando tutta l’operazione.

Ho telefonato al numero verde; per fortuna la signorina del call center mi ha detto cher i primi bollettini per pagare i contributi dovuti arriveranno per posta. Quindi per adesso sono salvo. Non so cosa accadrà in seguito.

E veniamo alla vicenda autobiografica inserita nella commedia.

Un professore legge una Circolare Ministeriale agli studenti. La Circolare, avente ad oggetto “Invio dati a mezzo supporti informatici e dismissione supporti cartacei”  è del 1995 e così recita testualmente: ” Si avvisano tutti i destinatari in indirizzo che codesto Istituto, a far data dal prossimo 1° aprile 1995, sarà collegato alla Banca Dati Centrale del Ministero. Alfine di un più sollecito disbrigo delle pratiche amministrative che le riguardano, si invitano le SSLL a produrre le loro autocertificazioni, richieste, domande, istanze et similia, su supporto informatizzato. Soltanto in casi di seria e documentata impossibilità, comprovabile anche con autocertificazione, verranno accettate le suddette richieste, domande, istanze e quant’altro, su supporto cartaceo”.

Dopo la lettura, sollecitati dal docente a chiedere spiegazioni sulla Circolare appena letta,  uno studente alza la mano e chiede:

-” Ma, prof, l’autocertificazione che dichiari l’impossibilità di produrre il supporto informatico, va fatta, a sua volta, su supporto informatico o su supporto cartaceo?”

Il povero prof, nella commedia e nella realtà, non poteva fare altro che fare i complimenti alla viva intelligenza dello studente.

In effetti la Circolare lasciava aperto il terribile, irrisolvibile dilemma!

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infedele1L’infedele è un programma della TV La7. Oggi si parlava della donna.

La trasmissione spaziava dal ruolo della donna nei Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, alle ragazze del Bunga-Bunga, dal femminismo prima maniera, al ruolo della donna italiana nella società attuale. Un filmato, invero molto superficiale e banale,  sconfinava nell’analisi della figura della Madonna (ma l’argomento avrebbe meritato una puntata intera di approfondimento, talmente esso è complesso, interessante ed importante).

In sala c’erano molti ospiti; soprattutto donne.

Da giovane simpatizzavo per le femministe; oggi non le reggo più; forse sto invecchiando; non sopporto più che si parli dell’aborto come di una questione di autogestione femminile; non mi piacciono le quote rosa e non concordo con gli atteggiamenti di facile vittimismo di certe donne, cariche di pregiudizi anti-maschili e convinte che l’uomo sia sempre e solo una belva arrapata pronta a saltare addosso alle donne.

Ovviamente odio i maschilisti aggressivi e violenti; l’ho scritto tante volte anche in questo blog. Ma questo non significa che io sia disposto a prendere per vere tutte le lamentele, cariche di contraddizioni pregiudizi, che certe donne tirano fuori quando sono intervistate in televisioni oppure scrivono nei giornali. E mi spiego.

Per me è contraddittorio sfruttare il proprio corpo per fare carriera, per lucrare profitti e vantaggi, per prostituirsi e poi lamentarsi contro i maschi e il maschilismo.

E già che ci siamo cerchiamo di capire che le  donne islamiche non sempre portano il velo come costrizione e, a parer mio giustamente, si reputano anche superiori a certe donne occidentali che mostrano il loro corpo, non per libertà, ma per lucro e per ottenere vantaggi.

E infine lasciamo in pace la Madonna e ciò che Essa rappresenta.

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SALMI ( T.M.10) 10,11,12,13;
Fiducia in Dio, Dio contro gli empi, Lamento fiducioso del giusto, Depravazione generale
Che fine ha fatto l’uomo onesto e retto?
Spadroneggia l’empio, spergiura e mente;
Con il suo proprio labbro ha insino detto:
“dopo la vita in terra,  non c’è niente”
negando così l’Essere Perfetto,
l’eterno Fattore,  il vero Nostro Ente!
Proteggimi Signore dai mendaci,
dalla brama di avere e  dai nemici !
[Salva i giusti ed i capaci.]
salmo5
SALMI ( T.M.10) 10,11,12,13;
Fiducia in Dio, Dio contro gli empi, Lamento fiducioso del giusto, Depravazione generale

Che fine ha fatto l’uomo onesto e retto?
Spergiura e spadroneggia l’empio  e mente,
con il suo proprio labbro,  ha insino detto:
“dopo la vita in terra,  non c’è niente”
così negando l’Essere Perfetto,
nostro Fattore,  vero Nostro Ente!
Proteggimi Signore dai mendaci,
dalla brama di avere e  dai nemici !
[Salva i giusti ed i capaci.]
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tamarro1L’Age Onlus , Associazione italiana genitori (Age), attiva da più di quarant’anni per dare voce ai genitori italiani nei confronti soprattutto della scuola e delle istituzioni,  presente in Italia con 200 gruppi locali e circa 10mila iscritti, sta conducendo una battaglia affinchè Mediaset interrompa la programmazione di “Tamarreide”, l’ultimo reality del Biscione, iniziata il 13 giugno, che porta in giro per l’Italia 8 giovani su un pullmino, ritraendoli nei diversi momenti della giornata, ivi comprese le loro puntate in discoteche mega-galattiche, con annesse sbronze, scazzottate ed effusioni più o meno intime.

Non sono uno spettatore, neppure occasionale, dei vari realities : GF, Fattorie, isole caraibiche con finti naufraghi et similia non fanno per me; certe cose che appartengono alla sfera intima vanno vissute con riservatezza e per il resto non amo affatto vedere le ccdd stars mentre ballano, cucinano, parlano o discutono; figuriamoci dover osservarle addirittura in un’isola senza neanche quel filtro di decoro che mi risparmia il peggio; men che meno amo fare  il guardone della vita di giovani più o meno rampanti, aggressivi, maleducati, grezzi e senza cultura.

Mi dispiace quindi per gli otto giovani che speravano di affermarsi nella vita con “Tamarreide” ma sono d’accordo con i genitori italiani, preoccupati che il programma costituisca un pessimo esempio per i loro figli.

Per quanto la televisione generalista sia ormai in via di superamento, soppiantata dalla forza trascinante dell’WEB e dei  suoi vari social networks credo sia stato un errore,  quello commesso dalla politica italiana negli anni ottanta, di affidare ai privati uno strumento veicolare così potente come la TV ad una società privata. E oggi ne stiamo pagando le conseguenza, con annessi e connessi, interessi e rivalutazione monetaria.

Per quel che mi riguarda, sarà che detesto la pubblicità (e qualche volta anche chi la vende) ma affiderei gli spazi ludici della TV (a parte quelli relativi ai servizi pubblici, al cinema, al teatro e alla cultura) ai giovani artisti (scrittori, poeti, cantanti, ballerini, attori ecc.) in totale autogestione, bandendo definitivamente oche, ochette, starlette, opinioniste fasulle dalle cosce lunghe e dalle tette (finte) di taglia forte, abolendo anche quelle patetiche trasmissioni dove vecchie glorie ballano, cantano, raccomandano, propongono e si ripropongono, facendo  il verso a se stessi e perpetuando la loro fama eterea verso l’eternità del nulla.

Certo

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enrico caruso1Oggi visita mensile alla biblioteca. Restituisco i due  libri presi in prestito a maggio e ne prendo altri tre. Di solito scelgo autori italiani, tra le novità. La bibliotecaria mi dice che ci sono, all’uscita, dei libri in omaggio. Nonostante ne abbia la casa piena, al punto che io stesso, ogni tanto, ne regalo alla biblioteca, vengo attratto. I libri mi attraggono ancora, come sempre in passato e, spero anche in futuro. Mi porto via un impagabile libriccino sui pensieri di Sant’Antonio; un romanzo di Mario Tobino sulla guerra in Libia che venne stroncato da Palmiro Togliatti su Rinascita nel 1952(non questa guerra di adesso, evidentemente, ma un’altra); un’edizione del 1967 del Guiness dei Primati per i tipi degli Oscar Mondadori.

Chissà perchè poi l’ho preso; andando via penso che i primati del ’67 adesso saranno stati superati, dopo quasi 50 anni!

Ma sfogliandolo capisco che ho fatto comunque bene a prenderlo. A parte  il suo valore storico, ci sono certi primati, rifletto, che non possono essere superati per il semplice fatto che sono innovativi.

Ad esempio vi leggo che il primo disco d’oro(1.000.000 di copie vendute) lo ha vinto   Enrico Caruso con un’incisione dell’aria “Vesti la Giubba” tratta dall’opera “I Pagliacci” di Leoncavallo, la cui prima versione venne incisa dal grande tenore italiano nel 1912.

Ecco un Primato che non cambierà mai.

A meno che un domani non si venga a sapere di un altro disco d’oro che abbia raggiunto un milione di copie prima del 1912.

Ma questo potrebbe succedere anche ad un primato registrato nell’edizione 2010!

Insomma, ha proprio ragione chi ha detto una volta che un libro è un amico che non tradisce mai!!!

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Mario Giraldi era un mio amico. Non voglio cercare di tracciare un profilo artistico di Mario, lo ha gia fatto il giornalista Roberto Comparetti sulla rivista  dei Focolari “Città Nuova”  ( potete leggerlo  attraverso  il link http://musicamore.blog.tiscali.it/).

Io vorrei semplicemente delineare l’amico, l’uomo, il fratello che si celava in lui.

Quel suo fare e quel suo dire ogni cosa in maniera pacata, serena e profonda nello stesso istante; quel suo entusiasmarsi, a più di 75 anni suonati, nella prospettiva di costituire una nuova associazione di artisti; per creare insieme, lui che tra noi era il più artista di tutti, affermato, riconosciuto, consacrato, quel poco (o quel molto) di arte e di bellezza che un’associazione culturale può produrre.

Quella sua bonomia intelligente e rassicurante, come di un Garrone maturo, su cui sapevi di poter contare sempre e comunque.

Quel suo sorriso dolce e  quel suo sguardo mite, illuminato da quei suoi guizzanti lampi d’artista.

Chissà che forma assumerà la tua arte, Mario, quando ci rivedremo!

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insegnante 1Ieri alcuni  colleghi della mia scuola sono andati in pensione. Il Preside (che si chiama Pietro), come altre volte in passato, mi ha chiesto di buttare giù dei versi, per salutarli, in rima e versi. Ho accettato e ho voluto buttarla sull’irriverente, sull’ironico, sul comico.

Fa sempre un certo effetto vedere degli uomini e delle donne di 65 anni piangere come bambini. Con i miei versi sono riuscito almeno a farli sorridere.

Quando toccherà a me, di ritirarmi dall’insegnamento, spero che la salute mi consenta di continuare a lavorare almeno come avvocato. Non chiedo molto: giusto quanto basta per ammortizzare quella caduta traumatica che è costituita indubbiamente dalla pensione.

Prima non capivo quelle lacrime, e anzi, non vedevo l’ora che arrivasse il mio turno. Ora le capisco e non ho più tanta fretta che arrivi il momento mio; anche se, come per tutte le fasi della vita, è giusto che arrivi anche il momento di appendere penna e registro a qualche chiodo.

La poesia l’ho intitolata “Rimba, rinco oppure sclero?”

Colleghi che agognate la pensione,

vengo a rivolgervi un pensiero,

una domanda, una riflessione:

ma chi vi spinge a ritirarvi?

Rimba, Rinco oppure Sclero?

Forse è l’invidia che mi fa parlare:

come farete senza più lezioni?

Senza colloqui, né interrogazioni?

Come farete senza lavorare?

Appendere registro e penna al chiodo???

Ma come e quando vi è saltato in mente?

Volete passar tempo a fare niente?

Eh già! Peccato che c’è modo e modo!!!

Va bene! Se la decisione è presa,

andate pure e non guardate indietro!

Noi non contiamo più: né noi, né Pietro!

Questa non è una tregua,

questa è una resa!

Cosa vi devo dire, scherzi a parte?

Grazie per il lavoro fatto a scuola!

Il vostro bel traguardo ci consola

Mentre restiamo qui sudando carte!

Godetevi il riposo meritato,

tornate a trovarci col pensiero,

se non riuscite a farlo per davvero!

E grazie ancora per l’aiuto dato!

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Dio trionfatore sugli empi
Canterò lodi a  Dio con tutto il  cuore
E annunzierò con tanta meraviglia
Che è un giudice giusto il mio Signore
Nella rete che ha piazzato  si impiglia
Il piede dell’uomo empio traditore
Tutti i miei nemici spaventa e striglia
Ma il Signore sta assiso per l’ eterno
E soltanto i giusti saranno ammessi
[alla presenza del trono superno]
salmo1
SALMO 9
Dio trionfatore sugli empi

Canterò lodi a  Dio con tutto il  cuore
E annunzierò con tanta meraviglia
Che è un giudice giusto il mio Signore
Nella rete che ha piazzato  si impiglia
Il piede dell’uomo empio traditore
Tutti i miei nemici spaventa e striglia
Ma il Signore sta assiso per l’ eterno
E soltanto i giusti saranno ammessi
[alla presenza del trono superno]

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uci due“La Scuola e l’Uomo” è’ una rivista di formazione, comunicazione e approfondimento delle nuove progettalità di una scuola in cammino, alla quale mi sono recentemente abbonato per tenermi aggiornato in ambito scolastico, non soltanto con riferimento alla normativa, ma anche e soprattutto per degli approfondimenti di carattere associativo e culturale.

Il numero 3-4 della Rivista è quasi interamente dedicato a Cesarina Checcacci, presidente emerito dell’UCIIM (Unione Cattolica  Italiana Insegnanti  Medi) che guidò l’Associazione (di cui la Rivista è organo ufficiale) dal 1974 al 1997.

Nel 1974 ero già uno studente universitario ma avevo lasciato da poco le Scuole Medie Superiori.

E’ un anno importante per la Scuola Italiana perchè è l’anno dei Decreti Delegati che, dietro delega parlamentare di qualche anno prima, varata sulle ali di quella tremenda marea rivoluzionaria (oggi si direbbe tsunami) post-sessantottina che parve scuotere dalle fondamenta la società italiana e la stessa scuola (ancorata tuttavia alle radici gentiliane del ventennio fascista), ammisero finalmente la  partecipazione della società civile nella scuola, introducendo gli organi collegiali aperti alle varie componenti sociali (genitori e studenti in particolare).

Cesarina Checcacci, che ha compiuto ad aprile di quest’anno novantanni, nel suo primo editoriale scritto per la Rivista “La Scuola e l’Uomo” da presidente, ebbe la capacità di interpretare “a caldo” l’importanza epocale e rivoluzionaria di quegli organi collegiali (Collegio Docenti, Consiglio di Classe aperto ai genitori e agli studenti, Consiglio d’Istituto, ecc.), ma ebbe anche l’acume profetico di capirne i limiti, chiedendo sin d’allora dei precisi  interventi legislativi tesi a superare la struttura “a canna d’organo” della scuola secondaria, così da comprendere al suo interno un nucleo di contenuti programmatici comuni, articolandola al suo interno con   indirizzi finalizzati all’orientamento e all’acquisizione di effettive competenze.

Insomma, non è un caso che nello stesso numero della Rivista Beniamino Brocca e Giovanni Berliguer (già autorevoli esponenti di governo ai massimi livelli, non precisamente di area cattolica come la Checcacci) tessano le lodi di questa insegnante così coerente ed intelligente, appassionata ed autorevole, cattolica ma non per questo chiusa in un pensiero confessionale, ma al contrario, aperta al confronto ed innamorata con convinzione del ruolo fondamentale di una scuola pubblica pluralista e pluriconfessionale.

Ci sono certe persone capaci di leggere ed interpretare il futuro. Sono i profeti dell’era moderna. Cesarina Checcacci è una di queste.

http://www.uciim.it/nuovo/index.php?option=com_content&view=article&id=4&Itemid=6&limitstart=2

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stefani cicconeIl titolo non è mio ma di un biologo e scrittore che lo ha utilizzato come titolo del suo ultimo libro, di recente recensito su alcuni quotidiani nazionali.

Devo confessare di non aver ancora letto il libro, ma il titolo è accattivante e stimola a porsi delle domande.

Che significa essere maschi oggi?

E’ vero che i giovani si sentono prede (quasi) inermi contro le agguerrite cacciatrici dell’altro sesso?

Ma allora perchè sono in aumento le violenze sulle donne?

Ecco, io vorrei partire da quest’ultima domanda; anche perchè, leggendo alcune recensioni,  mi sembra di aver capito che il libro è incentrato proprio su questo tema.

Perchè l’uomo, praticamente da sempre, sente questo istinto di esercitare violenza sulle donne?

Naturalmente mi rendo conto che quando dico “l’uomo”, sto generalizzando; io intendo dire perciò che “certi uomini” esecitano violenza sulle donne.

Allora formulo la domanda in altro modo: perchè sono, in genere, certi uomini ad esercitare violenza sulle donne e non, in genere, il contrario?

Infatti, nonostante le cacciatrici di cui parlavo prima a proposito delle giovani prede di sesso maschile, disorientate e spaventate (al punto di fare ricorso perfino al Viagra all’età di 20, diconsi venti, anni!), si è mai sentito parlare di donne che violentano uomini? O di donne che malmenano e picchiano uomini?

Quasi mai è la risposta corretta.

Allora come la mettiamo?

Forse che le donne, a causa della minore forza fisica, hanno imparato ad esercitare la forza psicologica  contro gli uomini?(è per questo che l’uomo, più spesso della donna, ricorre a gesti disperati quando la coppia, scoppia?)

O forse le ragioni di questo atteggiamento violento e intollerante risiedono in un retaggio di natura socio-culturale?

O magari in motivi di ordine biologico?

Mi rendo conto di avere posto tante domande>; e tutte molto difficili.

Io posso solo dire che odio la violenza sulle donne e che sogno un mondo dove l’uomo viene educato ad essere se stesso, senza stereotipi della serie “gli uomini non devono piangere; le donne sono troppo emotive; il sesso debole e il sesso forte; cose da donne; avere le palle”; ecc. ecc.

Insomma, forse è ora che l’uomo si liberi di certi condizionamenti ed esplichi la sua vera personalità in maniera più libera e naturale.

Naturalmente nel pieno rispetto della propria diversità: nel senso che io, per età, per cultura e per convinzione, resto del parere che la donna resti donna e che l’uomo resti uomo.

Ma in un modo nuovo e diverso.

Nel frattempo cercherò di procurarmi il libro e di capirne di più sull’argomento.

Ecco i dati del libro in questione: Stefano Ciccone Essere Maschi Rosenberg&Sellier pag252, euro 18

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Gloria di Dio e dignità dell’uomo
La bocca dei bambini e dei lattanti,
Stelle e luna che Tu  fissato hai in cielo;
Gioia di feste,  di danze e di canti,
Occhi tristi ricoperti da un velo;
Speranza e forza per andare avanti
Verso il Regno a cui soprattutto   anelo:
Sono tra i segni della Tua grandezza
Sulla terra e sugli uomini Signore,
[del pegno Tuo di verità e salvezza!]
salmo7
Gloria di Dio e dignità dell’uomo
La bocca dei bambini e dei lattanti,
Stelle e luna che Tu  fissato hai in cielo;
Gioia di feste,  di danze e di canti,
Occhi tristi ricoperti da un velo;
Speranza e forza per andare avanti
Verso il Regno a cui soprattutto   anelo:
Sono tra i segni della Tua grandezza
Sulla terra e sugli uomini Signore,
[del pegno Tuo di verità e salvezza!]

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salmo

SALMO 7

Preghiera del Calunniato

Signore mio Dio in te mi rifugio

Salvami Tu dalle offese dell’empio

Che mi persegue sempre e senza indugio

Della mia anima  vuol fare scempio:

Occhi di fuoco, denti di segugio

Dovrai  fermarti sull’atrio del Tempio!

Per chi produce menzogna e malizia

Io loderò il Signore  l’Altissimo

[e canterò la Sua giustizia]

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karen butlerNo, grazie, vado dal dentista!

Questa è la risposta che d’ora in poi potrebbe dare chiunque  volesse  migliorare o addirittura perfezionare il suo accento inglese.

E’ successo infatti ad una signora di 56 anni, Karen Butler che, svegliandosi dall’anestesia praticatale in una seduta dentistica,  ha iniziato a parlare con un perfetto accento inglese; lei che è americana dell’Oregon per nascita e per accento.

Il fenomeno della sindrome dell’accento straniero (foreign accent syndrome in Inglese), da tempo studiato dalla scienza neurologica, non trova ancora una spiegazione esaustiva e si ricollega piuttosto ad un’origine di natura traumatica.

E’ la  prima volta infatti che il fenomeno si ricollega all’uso di sostanze chimiche (nella fattispecie il farmaco utilizzato dal dentista è stato “Halcion”).

Sembra una variante della Xenoglossia: e cioè della presunta capacità di parlare una lingua sconosciuta di cui sono affetti certi soggetti a seguito di eventi di natura traumatica.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1383435/emailArticle.html

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