Archivio Maggio 2011

Io so
Che tu sei là
Massimo
Dove il sole brilla
Sulle “Cinque Terre”
Dove il  mare accarezza le tue coste
sussurrando
Io so che tu sei là
fra terrazze e grappoli
Sudore e  amore
Di cui mi parlavi
Ed ora tu sei lì
Per sempre
Anche se quando mi lavasti i piedi,
quel giorno a Londra, ricordi?
Io non capii
Ma ora so, chi eri, chi sei,
là dove brilla il sole
sulle cinque terre.
Cagliari, 1989
manarola
Io so
Che tu sei là
Massimo
Dove il sole brilla
Sulle Cinque Terre
Dove il  mare accarezza le tue coste
sussurrando
Io so che tu sei là
fra terrazze e grappoli
Sudore e  amore
di Liguria
che tu mi narravi
Ed ora so che tu sei lì
Per sempre
Anche se quando mi lavasti i piedi,
quel giorno a Londra, ricordi?
Io non capii
Ma ora so, chi eri, chi sei,
là dove brilla il sole
sulle cinque terre.
Cagliari, 1989

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putinMentre Putin avanza i suoi sospetti sulla vicenda Strauss-Khan, sostenendo la tesi del complotto della CIA, che avrebbe operato in combutta con i servizi segreti, per eliminare un pericoloso concorrente alla poltrona più alta di Parigi, l’ex-presidente del Fondo Monetario Internazionale, accusato di violenza carnale ai danni di una cameirera in servizio nell’hotel newyorkese che ospitava l’economista francese, prepara la sua difesa nella casa di 632 metri quadri da 30 mila euro mensili, a due passi da Manhattan, dove è obbligato a soggiornare su cauzione in attesa del processo.

Strauss-Khan, d’intesa con il principe del Foro di New York Brafman, ha incaricato un’agenzia di investigazioni per indagare sulla vita della presunta vittima dell’aggressione sessuale, una immigrata di colore che ha da poco lasciato il Paese africano dove è nata, alla ricerca di una vita migliore per sè e per sua figlia.

Che Strauss-Khan voglia dimostrare che, come dice Putin, si sia trattato di un complotto ordito ai suoi danni?

Ma non aveva lo stesso Strauss-Khan, all’indomani del suo arresto, accusato Putin e la Russia di avergli organizzato una trappola per scalzarlo dai vertici del FMI?

Staremo a vedere. La vicenda ha tutti gli ingredienti degni di una storia di spionaggio internazionale!

Per saperne di più

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1392158/emailArticle.html

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scuola2Uno degli slogan che noi studenti urlavamo nelle strade nei primi anni settanta, a parte quelli “pro-Vietnam” (yankee go home; USA=Imperialismo; la fantasia al potere; ecc.), c’era quello che inneggiava alla “scuola per tutti”.

Seppure inconsciamente, noi giovani immaturi di allora, avvertivamo le profonde ingiustizie che la società decretava a danno dei figli dei ceti sociali economicamente più deboli e svantaggiati e volevamo, in qualche misura, che lo Stato ponesse rimedio a tali ingiustizie da un lato abbattendo le barriere ideologiche che si frapponevano ad una effettiva parità, dall’altro aiutando concretamente i meritevoli ma bisognosi con borse di studio e finanziamenti per lo studio.

Sul primo fronte, il regime allora al potere (parlo soprattutto del potere democristiano), seppe cogliere ed interpretare con furbizia e tempismo il vento della protesta e prima di fare la fine dei Mubarak, dei Ben Alì e dei Gheddafi di oggi, si precipitò a porre mani al sistema scolastico per modificarlo in senso più democratico e popolare.

Per prima cosa, nel 1969,  vennero abbattute le barriere dell’Università, di modo che tutti i diplomati delle Scuole superiori potessero iscriversi presso ogni Facoltà (prima di allora alle Facoltà dei “professionisti”, cioè Giurisprudenza, Medicina e Ingegneria, potevano accedere soltanto quelli che provenivano dai Licei, appannaggio esclusivo, per tradizione e per aspettativa, delle classi più ricche), così che alle professioni borghesi per antonomasia poterono accedere anche i figli degli operai, degli operai e degli artigiani.

Lo Stato inoltre provvide a predisporre, con la costruzione di nuovi edifici scolastici e con l’allestimento dei doppi turni, dei corsi scolastici “per tutti”, introducendo con la legislazione delegata del ’74 (frutto di una delega fatta dal Parlamento qualche anno prima al Governo) i principii di democrazia per gli studenti (diritto all’assemblea di istituto  mensile , all’assemblea di classe, alla presenza di studenti e genitori negli organi collegiali et similia).

Eppure, nonostante l’apparente vittoria che tali innovazioni legislative sembrano avere rappresentato per quella “Primavera Europea” che partita da Parigi si diffuse presto in tutta l’Europa occidentale (nell’Europa Orientale fu repressa nel sangue dai carrarmati sovietici), io ho sempre visto, dietro l’apparente arrendevolezza dei gerarchi democristiani di allora, un disegno cinico e spregiudicato.

Era ovvio infatti che le nostre rivendicazioni di allora fossero viziate da una mancanza di strategia, essendo dettate piuttosto da una forza istintiva e rivoluzionaria, di carattere libertario,  non sostenuta da delle capacità di analisi raziocinante e lungimirante. Capacità  che invece avrebbero dovuto guidare l’azione dei dirigenti politici di allora. I quali, invece, hanno preferito raccogliere la sfida sul piano tattico, con una risposta che nell’immediato avrebbe dovuto “raffreddare” la piazza e gli animi, garantendo loro il perpetuarsi del  ruolo di potere, pur nella consapevolezza che alla lunga, tali richieste,  avrebbero mostrato il loro vizio originario: che era quello, come ho già sottolineato, di non avere dietro una analisi ragionata delle ricadute che tale scuola per tutti avrebbe rappresentato per la società ed il mondo del lavoro.

Con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti: una Scuola  che sforna diplomati e laureati senza sbocco professionale concreto; e con un tasso di abbandono scolastico che in Italia è fra i più alti d’Europa.

Ai danni prodotti dall’incapacità e dalla spregiudicatezza delle vecchie classi dirigenti, i politici della Seconda Repubblica, nell’ultimo ventennio, hanno cercato di porre rimedio in maniera frammentaria, confusa e contraddittoria. Frammentaria e confusa perchè ciascun governo, invece di raccordarsi al precedente, ha preferito legiferare “ex novo”; contraddittoria perche a seconda delle ideologie di riferimento, si è proceduto con velleitari e demagogici progetti nazional-proletari oppure con improponibili riforme di stampo nostalgico e borghese.

I Baroni, nel frattempo, son sempre lì, abbarbicati alle loro cattedre a vita, trasmissibili per diritto nepotistico a figli e nipoti, mentre la Scuola Secondaria boccheggia, reggendosi sulla fantasiosa laboriosità di singoli docenti che,  seguendo i vecchi modelli di docenza  di stampo greco-romano (fondati sull’amore per il sapere e per la trasmissione della propria scienza),  cercano di mantenere viva nei discenti la passione per l’apprendimento di contenuti e valori, all’insegna della comune appartenenza ad un modello culturale e sociale che ha nell’intelletto e nella buona predisposizione d’animo i suoi punti forti, senza tralasciare l’uso di strumenti tecnici di cui ai giovani si può in realtà insegnare soltanto l’uso proficuo ed oculato, ma non certamente la capacità tecnica di utilizzo.

In conclusione che fare?

La mia ricetta è semplice: un biennio di scuola superiore obbligatorio per tutti; sia per coloro che un domani sceglieranno di dedicarsi ad una attività artigianale (cuochi, idraulici, elettricisti, ma anche panettieri, sartine, pasticceri, ecc.), che potranno e dovranno  continuare con un biennio specifico, di stampo pratico; sia per quelli che saranno ragionieri, geometri, tecnici informatici, periti agrari ecc.; sia, infine, per coloro che sceglieranno le professioni liberali: medici, avvocati, architetti ecc., che potranno e dovranno frequentare un triennio più teoricamente orientato e propedeutico alla professione da scegliere, ovvero alla facoltà da frequentare.

Insomma, una scuola per tutti, nel senso di una scuola che consenta a tutti di esprimere nella scuola e nella società, in maniera piena, la propria peculiare personalità, senza trascurare quel minimo di cultura di base che, accomunando tutti sotto un’unica egida, può costituire persino un collante sociale di comune appartenenza allo stesso scibile culturale e identitario.

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concorso1Quando seppero che suo fratello aveva fatto domanda per essere assunto al Comune come ragioniere capo lo abbracciarono tutti con grande trasporto. Ed era la prima volta, da che si conoscevano, che questo accadeva..

Prima Dio e poi i Santi” sentenziò ancora Giovanni nell’Ufficio del Sindaco.

Idealmente parve ripetere l’abbraccio di poco prima guardando Giorgio dritto negli occhi come per dire:

“- Noi siamo Dio. Dopo noi cinque vengono tutti gli altri.”

Per la verità Giorgio non aveva fatto niente per meritare tutta quella divina considerazione anche se non si nascondeva, tuttavia timidamente, un certo, indefinibile piacere.

In tre lunghi anni di vita amministrativa quella era la prima volta che i suoi colleghi di giunta lo trattavano da pari a pari e ciò, almeno nelle loro intenzioni, era una promozione e Giorgio era stato sempre particolarmente sensibile ai riconoscimenti altrui anche quando al loro paternalismo, che in questo caso non era neppure tanto palese, avrebbe voluto ribellarsi.

All’inizio, subito dopo l’insediamento, c’era stata una prima fase di fredda cordialità: non ci si conosceva a vicenda né come amici né come politici. Poi era subentrata nei suoi confronti una sottile inespressa antipatia che egli avvertiva solamente sotto forma di diffidenza. Innanzitutto era l’unico dei componenti l’organo esecutivo ad essere alla prima esperienza amministrativa. Ciò giustificava una qual certa aspettativa da parte dei suoi alleati di giunta. Ma quando essi avevano capito che la sua integrità morale, il suo impegno personale, il suo attaccamento all’interesse generale erano più il frutto di una scelta di vita, di un suo ( per quel tempo) originale stile politico piuttosto che discendere dalla indecisione o dalla sua inesperienza, la cauta , timida e speranzosa patina di formale attesa si era tramutata lentamente ma inesorabilmente in quella incomprensibile diffidenza che Giorgio, all’inizio, non aveva saputo valutare e capire appieno.

- “ Ma come? Questo qui non ha nessuno da sistemare in qualcuno degli uffici dell’Ente?!? Non sbraita per nominare ingegneri, geometri, avvocati,di sua conoscenza a carico dell’amministrazione? Non sgomita,  non traffica, non intriga per gli appalti e le commesse comunali?!? Ma come mai? Come è possibile! E se fosse una spia?!? Non ci posso credere! E’ solo un giovane idealista! Si sveglierà anche lui prima o poi!”

Giorgio si immaginò i nuovi commenti così come si era immaginato i vecchi.

- “ Ve lo avevo detto io??” – leggeva in bocca a Bobo.

-” Ogni uomo ha un suo prezzo. Nessuno di noi è immune dal peccato”. E Giovanni al sindaco: “E’ finita la pacchia Tonì!In tre anni ti sei mangiato anche la sua parte, eh?!?”

Mentre Ottavio dopo essersi schiarito la gola, con la sua voce piatta e rapida avrebbe sicuramente detto:

- “ Io lo sapevo che anche Giorgio era dei nostri. E’ un finto tonto ma sotto,  sotto, dà dei numeri anche a noi” e avrebbe riso a mezza bocca.

Dare dei numeri a lui ed ai suoi amici! Questa poi!

E  altrettanto certamente Giovanni lo avrebbe rimbeccato:

-” Meglio di voi è impossibile”

Come se i suoi compagni, dal centro-sinistra in poi, si fossero limitati ad accendere i ceri al padreterno!

Comunque,  tutti quei commenti, i suoi colleghi di Giunta, se avessero saputo la verità, se li sarebbero risparmiati e avrebbero continuato a considerarlo chi un finto tonto e chi un vero imbecille seppure, forse,  colto e intelligente.

Se solo avessero immaginato che suo fratello aveva saputo del concorso dalla Sezione Concorsi della Gazzetta Ufficiale e che egli, addirittura, aveva stentato a parlargliene,  cercando quasi di tenerglielo nascosto per paura di possibili, come dire, implicazioni morali!

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SALMO 6
Supplica di un infermo
Non punirmi nel tuo sdegno Signore!
Pietà di me,  vengo meno,  mio Dio;
Non castigarmi più nel tuo furore:
Sanami perché trema il corpo mio!
La mia anima è sconvolta,  mio Amore:
quando sarò libero infine, io?
Degnati d’ascoltare   il mio lamento
le lacrime, il mio pianto e  il mio dolore
[  arretrano i nemici, già li sento]
salmo7
SALMO 6
Supplica di un infermo
Non punirmi nel tuo sdegno Signore!
Pietà di me,  vengo meno,  mio Dio;
Non castigarmi più nel tuo furore:
Sanami perché trema il corpo mio!
La mia anima è sconvolta,  mio Amore:
quando sarò libero infine, io?
Degnati d’ascoltare   il mio lamento
le lacrime, il mio pianto e  il mio dolore
[  arretrano i nemici, già li sento]

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tiralongoEra dai tempi del “Pirata” Marco Pantani che non mi emozionavo guardando una tappa del Giro.

Anzi, a dire il vero, l’amarezza per la fine del grande campione romagnolo delle due ruote, emblema di una società ingrata nella memoria e avara nei sentimenti, che ti esalta quando sei all’apice del successo e poi ti schiaccia e travolge appena scivoli in basso per qualunque ragione, mi aveva allontanato dal Ciclismo nel quale non riuscivo più a riconoscere quei grandi valori del passato quali  il coraggio, la lealtà, la autenticità di una sfida lanciata da un gregario qualunque e vinta sul traguardo.

Eppure oggi, al Giro, mi sono emozionato come non mi accadeva da tempo.

A 5 km dal traguardo, in una salita niente male, Tiralongo, uno di quei gregari fedeli, caparbi e resistenti che hanno fatto il Ciclismo sin dai tempi di Bartali e Coppi, è scattato sui pedali ed ha cominciato a guadagnare secondi su secondi.

Sembrava una favola: finalmente il sig. Nessuno che batte i grandi campioni; è questo ciò che mi piace del Ciclismo: chiunque può vincere contro chiunque; purchè abbia muscoli nelle gambe,  coraggio nel cuore e fiato nei polmoni.

E come tutte le favole, la realtà, ad un certo punto, la stava risucchiando nella sua gravità fatta di squadre più forti che, coalizzandosi, possono riprendere qualunque fuggitivo; a meno questo non si chiami Marco Pantani e non sia soprannominato “Il Pirata”.

Ma di questi campioni lo sport è avaro, e ne sforna uno ogni 50 anni; proprio perchè sono Campioni.

Così la Saxo, la squadra della Maglia Rosa, si mette all’inseguimento di Tiralongo: sono in tanti e, a turno, si tirano la corsa finchè a 200 metri dal traguardo, proprio la Maglia Rosa, il N: 1 della Corsa, Contador, lo riprende e lo supera.

E’ giusto così: è la legge del Ciclismo e di ogni Sport: il più forte vince ed il più debole soccombe.

Ma prima del Traguardo succede qualcosa capace di restituire al ciclismo ed a qualsiasi sport il suo volto più umano ed apprezzabile: Contador non vede in Tiralongo un avversario di classifica; sa che quel giovane, professionista dal 2000, non ha mai vinto una tappa così importante e forse, essendo un gregario, non avrà mai un’altra occasione.

La Maglia Rosa, che in un primo tempo sembra stringere inesorabilmente lo sfiancato Tiralongo, ormai senza più forze, apre leggermente sulla sinistra e, sulla destra lo infila Tiralongo, il gregario, l’eterno portatore d’acqua di un tempo lontano, l’operaio delle due ruote che deve cedere sempre il passo al Campione, con disciplina e con leatà.

Ed è con ritrovata emozione che lo vedo alzare  le mani al cielo in segno di vittoria.

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Reverend 2A volte mi chiedo cosa direbbe Gesù, se si reincarnasse sulla terra, di questo curato al femminile che in poco tempo ha fatto raddoppiare le presenza alla funzione domenicale nella Chiesa di Catherham, nel Surrey (GB).

Si tratta di una persona speciale, sicuramente dotata di una grande vocazione e con un fascino spirituale di notevole attrazione.

Era una manager apicale del Servizio Sanitario Nazionale Britannico ed ha subito un declassamento salariale notevole, accettando l’incarico di curato, ma si è dichiarata felice ai massimi livelli.

Si chiama Stephanie Naradajah, ha 29 anni ed è felicemente sposata con un consulente di azienda. Legge la Bibbia in maniera incantevole ed è laureata in Teologia.

Spero di non urtare la sensibilità di nessuno se a volte penso, che se Gesù ritornasse sulla terra,  assumerebbe le fattezze umane femminili.

Anche per dimostrare che si può essere donna e spendere la propria vita al servizio della Fede, esercitando il proprio fascino in senso spirituale (come d’altronde credo che facciano tante suore e tante laiche impegnate nei servizi parrocchiali anche in Italia).

Per saperne di più:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1390384/emailArticle.html

ps la didascalia della vignetta, per chi non avesse tempo e voglia di tradurre, la moglie  dice al marito: “Non mi eri mai sembrato così entusiasta come oggi all’idea di invitare il nostro parroco a prendere il thè in casa nostra!”

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Rinascerò,
Quando il giorno muore,
E finalmente volerò!
Sarò musica, dolce canto,
Melodia della sera,
Libero spirito, verso il tramonto,
Malinconica armonia di una chitarra Andalusa!
Sarò gioia senza rimpianto
Sarò amore senza paura
Sarò impalpabile
Senza barriere
Senza confini
Attimo fuggente
Nell’Eternità
andalusia
Rinascerò,
Quando il giorno muore,
E finalmente volerò!
Sarò musica, dolce canto,
Melodia della sera,
Libero spirito, verso il tramonto,
Malinconica armonia di una chitarra Andalusa!
Sarò gioia senza rimpianto
Sarò amore senza paura
Sarò impalpabile
Senza barriere
Senza confini
Attimo fuggente
Nell’Eternità
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carrierismoOgnuno fa carriera a modo suo. Donne e uomini arrivano persino a prostituirsi pur di fare carriera. Senza contare il morbo del nepotismo e della corruzioni ai diversi livelli. Io, per centrare i miei obiettivi professionali, oltre che allo studio indefesso e all’impegno quotidiano, ho chiesto aiuto a Dio.

Ricordo che nella metà degli anni ottanta, già laureato e praticante procuratore legale, in occasione delle elezioni comunali venni contattato da due partiti locali che mi offrirono la candidatura a consigliere comunale (allora il sindaco veniva poi eletto dal nuovo consiglio comunale).

Una delle proposte mi venne fatta da un mio amico di infanzia che allora militava nel Partito Socialista Italiano; anche se all’epoca mi collocavo vagamente nella informe galassia della sinistra riformista, ero abbastanza perplesso e restio ad accettare; il mio amico, forse per incoraggiarmi e, voglio credere, senza cattive intenzioni, mi disse che per un giovane avvocato nel suo partito c’erano buone prospettive di carriera; non di meno presi tempo, più per cortesia, che per indecisione; dentro di me sentivo di non dovere accettare, nonostante un’esperienza di quel tipo mi attraesse; se non altro per vedere dall’interno quelle istituzioni che avevo lungamente studiato con passione sui libri di scuola.

Alcuni giorni dopo mi contattarono degli altri compaesani; si trattava di un gruppo politico da poco costituitosi in paese, anche se faceva capo ad un partito già affermato soprattutto a livello regionale, il Partito Sardo d’Azione (uno dei pochi che ancora portano quel nome anche adesso).

Si trattava come dicevo di un gruppo abbastanza improvvisato ed eterogeneo ma fatto soprattutto di giovani,  che mi offrivano un posto in lista in quanto avevano bisogno di qualcuno che masticasse un poco di leggi e giurisprudenza.

Io gli chiesi che cosa mi offrissero in cambio, in termini di prospettive di carriera, di agganci e agevolazioni. Mi risposero un po’ delusi che si erano appena costituiti e che comunque, essendo tutti (o quasi) dei disoccupati non potevano garantirmi niente. Accettai subito la loro offerta. E venni pure eletto, partecipando a diversi livelli di gestione. Nel mio piccolo cercai di incidere nel sociale, attraverso un impegno fatto di sacrifici e di studio disinteressato dei problemi.

Mi accorsi subito che l’ambiente era ostico per un novizio, intriso di ideali e desideroso di operare per il bene pubblico. Forse avrei continuato, ma seri problemi di famiglia e professionali, non disgiunti da un ostracismo subdolo e velato che perfino i miei comagni di partito (forse invidiosi delle posizioni di rilievo che andavo assumendo nei diversi enti di gestione) posero in essere nei miei confronti, mi costrinsero  a smettere.

E così finì la mia carriera politica durata, in realtà, soltanto cinque anni.

Da un punto di vista professionale ho ottenuto nella vita ciò che volevo: insegno e svolgo la professione di avvocato. Ma per il successo conseguito nei concorsi pubblici che ho sostenuto e vinto,  devo solo ringraziare il Padreterno che sicuramente mi ha aiutato a realizzare i miei sogni. E di questo Lo ringrazio ogni giorno, mentre mi reco a lavoro.

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cvopertyina 2falcone“La mafia non è  invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Ma bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave che si può vincere, non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia  le forze migliori delle istituzioni. “

Così scriveva Giovanni Falcone prima che il 23 maggio di 19 anni fa i malvagi lo facessero saltare in aria insieme alla moglie ed alla scorta.

Io sono convinto che non esista una sola mafia, ma bensì che esistano “le mafie”.

Uso il plurale perché il fenomeno malavitoso di tipo associazionistico, se anche lo volessimo circoscrivere alla sola Sicilia, assume connotazioni e peculiarità tali da non potere essere considerata una entità unica e indistinguibile.

Certo tutte le mafie, siciliane o no, hanno un denominatore comune e vanno comunque  ascritte al Male; anche se sono cosciente che il confine tra il Bene e il Male non è sempre così netto e preciso da tracciare; (basti pensare agli ostacoli che lo stesso Falcone dovette affrontare all’interno delle istituzioni giudiziarie prima di essere chiamato a Roma dall’allora ministro della giustizia Martelli per collaborare ai massimi livelli nella lotta contro la malavita organizzata, appena un anno prima della sua morte.

E Falcone, è giusto ricordarlo senza tentennamenti e ipocrisia, era schierato dalla parte  del Bene in maniera netta e coraggiosa.

Una scelta che egli pagò con la vita.

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SALMI 3,4,5
Preghiera nei pericoli, del Giusto e Invocazione Mattutina
Sorgono e mi attorniano ostili i miei
Nemici! Ed anche   mio figlio,  ahimè,
in nome di  idoli e di  falsi dei,
è in loro mano! Di peggio che c’è?
Padre Celeste disperdi quei rei
perchè sempre coi giusti è il Re dei Re!
Ma chi mi darà indïetro Assalonne ?
Per la sua vita  avrei dato lo scettro
[Le greggi, i palazzi e le donne!!!]
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SALMI 3,4,5
Preghiera nei pericoli, del Giusto e Invocazione Mattutina
Sorgono e mi attorniano ostili i miei
Nemici! Ed anche   mio figlio,  ahimè,
in nome di  idoli e di  falsi dei,
è in loro mano! Di peggio che c’è?
Padre Celeste disperdi quei rei
perchè sempre coi giusti è il Re dei Re!
Ma chi mi darà indïetro Assalonne ?
Per la sua vita  avrei dato lo scettro
[Le greggi, i palazzi e le donne!!!]
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McLuhanCopertinaC’è un vecchio signore che passeggia sotto casa e con il sole si siede un po’ su un muretto, per fare orario.

A volte mi fermo a parlare con lui.

- “Scappo dalla televisione!”- mi ha detto l’ultima volta. ” E dalle sue nefaste notizie”- ha aggiunto subito dopo.

Mentre andavo via, verso le incombenze quotidiane, ho avuto un flash sinaptico (una domanda delle cento pistole, avrebbe detto forse Sandro Paternostro; o una domanda da un milione di dollari, per dirla con gli Americani): ” Ma è il mondo che fa schifo o sono le notizie che fanno schifoso il mondo?”

Mi sono così ritrovato ad immaginare come sarebbe diverso il mondo se i mass-media iniziassero a dare delle notizie diverse.

Ad esempio: invece di parlare sempre di politici arrestati, indagati e corrotti, mi piacerebbe sentir parlare di quei politici di paese che, spesso senza compenso, lavorano attivamente per la loro comunità; o magari, la televisione, invece di intrattenersi ore ed ore a dibattere su fatti di cronaca nera che neanche in Tribunale trovano spesso una soddisfacente soluzione, potrebbe trattare temi più edificanti e positivi, magari accendendo i riflettori sul mondo dei giovani regolari (ce ne sono tanti che lavorano, aiutano i genitori e sono dei bravi ragazzi), sui rapporti nelle famiglie che funzionano, ecc. ecc..

E perchè no? Gradirei  anche sentir parlare di quelle migliaia di sacerdoti che dedicano la loro vita al prossimo, invece di insistere sempre sul solito prete pedofilo che sarebbe meglio lasciare alla  severa punizione della giustizia terrena e a quella ancor più temibile della giustizia divina.

Insomma, forse il vecchio Walt Disney intuiva una verità nascosta, quando faceva  cantare a certi  suoi personaggi una simpatica canzone dal titolo “Un buon non compleanno a tutti!”

Sono un sognatore? Beh, lasciatemi sognare. E cerchiamo di regalare ai nostri vecchi qualche ora di televisione più allegra e meno tetra.

In fondo, anche una foresta che cresce può essere una notizia interessante, se presentata bene.  Ed è altrettanto vera, quanto quella di un albero che viene abbattuto.

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SALMO SECONDO
Il Re Messia
Perché popoli congiunti cospirano
E  ricercano   un potere fallace?
Perché verso il Cïelo essi non mirano
A pregare Colui che dà la pace?
Beati tutti coloro che esultano
Nell’unico Dio Vero che è capace
Di dar  possesso fra tutte le genti
Di costituire principi e sovrani
[ sopra la materia e sopra le menti!!!]
salmo2
SALMO SECONDO
Il Re Messia
Perché popoli congiunti cospirano
E  ricercano   un potere fallace?
Perché verso il Cïelo essi non mirano
A pregare Colui che dà la pace?
Beati tutti coloro che esultano
Nell’unico Dio Vero che è capace
Di dar  possesso fra tutte le genti
Di costituire principi e sovrani
[ sopra la materia e sopra le menti!!!]
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tu me provochiHa scatenato un putiferio una frase pronunciata da un poliziotto canadese nel corso di un convegno su prevenzione e sicurezza contro gli stupri  che a Toronto, dove appunto si svolgeva il convegno, negli ultimi tempi hanno subito una vera e proprio escalation a danno di giovani donne.

La frase incriminata era la seguente: “Evitate di vestirvi come puttane se non volete diventare vittime di molestie, aggressioni e stupri”.

La frase ha mobilitato il mondo femminile del continente nord-americano sfociando in una manifestazione di protesta, definita dalle organizzatrici “Slutwalk”. Le manifestanti reclamavano e reclamano il diritto ad essere “belle, svestite ed amanti del sesso senza dover subire le indesiderate attenzioni di maschilisti arrapati”.

Il movimento adesso sbarca in Europa dove il 4 giugno sono attese in contemporanea, nelle prinicipale capitali, manifestazioni simili a quella di Boston, dove si ribadirà il dirtto e la  libertà delle donne di vestirsi ed abbigliarsi come meglio si vuole senza correre il rischio di essere fatte oggetto di insulti ed assalti da parte di maschi aggressivi.

E in Italia? Pare che i maschi tradizionalisti e retrogradi abbiano in mente una contro-manifestazione dove verrà proiettato il film “Un americano a Roma” magistralmente interpretato da Alberto Sordi che, di fronte ad un piatto di fumanti bucatini al sugo ripeterà l’intramontabile battuta ” Tu me provochi? E io me te magno!”

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The Mask insideUn giovane laureando di 22 anni è stato incriminato dopo essere stato sorpreso nei servizi pubblici di un grosso Centro Commerciale a registrare le chiacchiere delle signore al bagno, il rumore che facevano espletando le loro esigenze fisiologiche più veloci, lo sciacquone e, in tre occasioni, a fotografare i piedi delle avventrici sedute alla toilette.

Si è difeso dicendo che ciò lo gratificava dal punto di vista sessuale.

Il problema è che Mr  Hardman (questo il nome del giovane), per intrufolarsi nei bagni femminili, indossava una maschera così orribile da causare il panico tra le ignare signore.

E’ questo è stato il motivo per cui è stato scoperto.

Beh, Totò, nel bellissimo film “Un Turco Napolitano” ha indubbiamente saputo fare di meglio.

Ma si sa che il sangue e l’arte, sono altra cosa dell’acqua.

Per saperne di più

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1385889/emailArticle.html

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Oggi è  il mio compleanno, non dico quanti! Naturalmente Buon Compleanno a tutti i nati dell’11 maggio (e non solo).

Avevo programmato una visita diabetologica per mia mamma (deve compierne 85, a Dio piacendo, a ottobre!)

Purtroppo non stava bene ed ho dovuto chiamare per disdire e fissare un altro appuntamento. Ho avuto diversi problemi ma poi la nuova prenotazione è andata a buon fine.

Nel frattempo è arrivata l’assistente geriatrica!

Si lamentava per la scadente qualità dei servizi pubblici in Italia! Come darle torto?

Eppure mi son sentito di aggiungere che la perfezione non esiste!

In Francia i servizi pubblici sono efficientissimi ma ci sono i Francesi!

In Inghilterra funzionano bene ma non c’è mai il sole!

In Svezia son troppo ben organizzati, ma in quel gelo lì, chi ci vivrebbe?

Per non parlare della Germania: ce l’hanno ancora con noi per il ribaltone dell’8 settembre.

Insomma, il posto più bello dove vivere (in Europa), nonostante i politici, la televisione e le disfunzioni nei servizi pubblici (treni e pullmann compresi),  resta sempre l’Italia!

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aldo moro2

Venivano dal buio

anche quegli uomini

con le armi

che gambizzavano

che sequestrevano

che ammazzavano.

Ed io

che non stavo con loro

ma neanche con il loro nemico

cercai lontano

la Luce della Verità!

Roma 1978

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SALMO PRIMO
Le due vie
D’in tra le vie del Signore  son quelle
due: l’una degli empi, l’altra del giusto,
che differenti son come due stelle
che ora silenti sono , o in gran trambusto
stanno, o  sotto una differente pelle
fanno  diverse foglie d’ altro fusto.
Quelle del giusto non cadranno mai
Saran disperse invece quee  dell’empio!
[Ed ora il primo salmo  sai]

salmo1

SALMO PRIMO

Le due vie

D’in tra le vie del Signore  son quelle

due: l’una degli empi, l’altra del giusto,

che differenti son come due stelle

che ora silenti sono , o in gran trambusto

stanno, o  sotto una differente pelle

fanno  diverse foglie d’ altro fusto.

Quelle del giusto non cadranno mai

Saran disperse invece quee  dell’empio!

[Ed ora il primo salmo  sai]

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Osama bin LadenContinuo a nutrire dubbi e perplessità sulle modalità operative con cui si è conclusa la vicenda umana di Osama bin Laden.

E questo lo scrivo nella consapevolezza del male che lo sceicco del terrore ha causato con la sua condotta criminale.

Ritengo pur tuttavia che la sua cattura avrebbe costituito una vittoria moralmente e giuridicamente superiore rispetto a quella che sembra assumere sempre più i contorni di una esecuzione per vendetta.

A volte la forma e la sostanza divergono in maniera inconciliabile; altre volte,  attraverso il rispetto della forma, si riesce ad incarnare la sostanza; ed è quello che si propongono di realizzare le moderne procedure penali dei Paesi più progrediti quando, attraverso una serie di garanzie formali riconosciute all’imputato, puntano al raggiungimento di un processo sostanzialmente giusto; insomma, in certi casi, il rispetto della forma è di per sè garanzia, quantomeno, di legalità (più in generale è quanto  si chiede alla pubblica amministrazione nella formazione di un atto amministrativo).

Vi sono inoltre alcuni diritti che affondano le radici in un patrimonio culturale che talvolta va al di là delle norme formulate nella legislazione positiva degli Stati: sono i cc.dd. diritti naturali, spesso,  ma non sempre, coincidenti con il diritto positivo; si tratta di principii e di diritti non necessariamente scritti ma che non di meno sono ben fondati nelle coscienze di tutti i popoli che abbiano raggiunto un certo livello culturale.

Ci sono popoli che più di altri si sentono in grado di tracciare un netto discrimine tra il Bene e il Male; forse la grandezza di un popolo, come quella di un uomo, risiede nella capacità critica di mettere in gioco le proprie certezze, confrontandosi con l’altro, senza pretendere di possedere una verità assoluta.

Sembra che Osama bin Laden, nel suo testamento, si sia pentito di aver dedicato la sua vita alla lotta religiosa contro l’occidente ed abbia suggerito ai figli di non seguire la sua strada.

E sembra anche che non fosse armato, ma a letto ed inerme, quando le forze speciali U.S.A. hanno fatto irruzione nel suo nascondiglio pachistano.

Neppure Tex Willer, nel suo periodo d’oro, sparava addosso alla persone disarmate.

Non ho mai amato il Fascismo (anche se ho voluto bene a persone che lo ricordano come un periodo sicuramente positivo); eppure ho sempre provato orrore per il modo barbaro e sommario con cui Benito Mussolini è stato ucciso; avrei preferito per lui, come uomo,  un regolare processo; gli spettava come suo diritto naturale; il resto lo fa la storia.

Anche per Osama bin Laden avrei preferito una cattura ed un processo regolare.

Per ciò che ha fatto e mostrato sulla terra ho la certezza che qualunque giudice umano lo avrebbe giustamente condannato.

La giustizia divina è un altro paio di maniche.

Nessuno di noi può conoscerla e valutarla appieno.

Tutti hanno diritto alla misericordia divina, alle preghiere, alla pietà umana, alla possibilità di pentirsi e ravvedersi nell’anima (ovviamente scontando la pena terrena; e non come certi pentiti dei giorni nostri, pagati lautamente, molto spesso, anche se non sempre,  in cambio di tradimenti e falsità).

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1383106/emailArticle.html

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inside bin ladenMentre accogliendo l’invito del Vaticano cerchiamo di contenere  la soddisfazione e la serenità che discendono da una vittoria innegabile del Bene sul Male (e seppur coscienti che solo Dio Misericordioso può in maniera definitiva e sicura certificare etichette di così difficile attribuzione), vorrei manifestare le mie perplessità sulla scelta delle autorità americane in ordine al repentino e sbrigativo seppellimento del corpo di Osama bin Laden. A parte i diritti naturali legati ad una sepoltura consona ai canoni religiosi di appartenenza e quelli dei parenti di assistervi e di dare l’ultimo saluto al congiunto (i morti davanti a Dio son tutti uguali, a prescindere dal destino che li attende per l’Eternità), mi chiedo se sia stato utile, opportuno e conveniente ad una causa di giustizia e di affermazione della legalità sottrarre il corpo del famigerato terrorista ad una sepoltura in un logo certo e sicuro; in ogni caso ritengo che la visione materiale del suo corpo avrebbe rappresentato per il mondo un momento indispensabile di considerazione, di riflessione e di sicurezza indispensabile per poter mettere davvero la parola fine ad una vicenda umana che rischia invece di divenire una leggenda, attraverso il mistero, l’insicurezza e la misconoscenza su un episodio così decisivo ed importante come la morte e la sepoltura di un uomo. Insomma trovo assai discutibile la scelta delle autorità americane che non mi convince affatto da molteplici punti di vista.

Vedi più foto nel DM on line

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1382859/emailArticle.html

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