Archivio Marzo 2011

biologicoProverbio del giorno: “Fill’e gattu/cassa topi!” Traduzione dal Sardo: “Chi ha l’istinto del gatto va a caccia di topi!”

Mio padre diffidava dei venditori biologici (e di un sacco di altra gente).

Io chiedo scusa in anticipo agli operatori ed ai venditori del settore biologico seri ed onesti (che sono tanti) ma anche io diffido e sospetto che dietro il Biologico ci sia un affare milionario e tanti furboni.

Vado a comprare nei negozi biologici più per accontentare mia moglie che per convinzione personale; anzi, se fosse per me, non ci metterei proprio piede.

Certa frutta e certe verdure, esposte in vetrina come altrettanti gioielli, non sono per me, praticamente nato e cresciuto in campagna, uno spettacolo tanto commendevole.

Naturalmente non ho niente contro il Biologico in particolare; ma diciamo che ho qualcosa contro gli speculatori in generale.

Eppoi, che ci posso fare, se ho l’istinto del gatto?

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acciseNelle montagne della Barbagia, in Sardegna,  si era dato alla macchia  un latitante di nome Tabeddu. Nei Paesi circostanti, quando qualcuno aveva dei conti di sangue da regolare, commetteva il crimine e poi spargeva la voce che era stato opera di Tabeddu. La Vox Populi, che non sbaglia mai, prese a commentare “Totu paga Tabeddu” (cioè, in senso ironico “Certo, è sempre  colpa di Tabeddu”).

Sarà che sono avvocato per carattere e per mestiere; sarà perchè sono Sardo; sarà pure perché a pensar male si fa peccato, ma si azzecca, diceva qualcuno nella Prima Repubblica; sarà quel che sarà ma ogni volta che mi indicano un colpevole io guardo sempre da un’altraparte per vedere se riesco a scorgere il vero colpevole (nel 90% dei casi il vero colpevole si cela dietro un innocente).

Da poco il Governo (bontà sua; ma è sempre meglio tardi che mai) ha scopertoche con la cultura in Italia si mangia e come! Perciò ha ripristinato i fondi per lo spettacolo stanziando 326 milioni di Euro variamente divisi nei diversisettori della cultura.

E siccome ” ogni norma  che importi  nuovi o maggiori  spese deve indicare i mezzi per farvi fronte” (art. 81-ult. comma Costituzione) il Governo ha deciso di aumentare di 0,02 centesimi le accise (cioè le già pingui  imposte indirette che vanno allo Stato su ogni litro di carburante alla pompa).

Tutto il popolo italiano (o quasi) ha cominciato ad inveire contro la cultura, colpevole di far lievitare a dismisura il costo dei carburanti e di contribuire ad impoverire i poveri contribuenti per il mantenimento di inammissibili privilegi ecc. ecc..

Insomma il colpevole era lì, sul banco degli imputati, pronto per la condanna senza appello dell’indignazione popolare.

Ma qualcuno ha cominciato a fare dei conti. E vi assicuro che i conti non tornano.

Anche io ho fatto i miei conti . Salvo errori & omissioni, come diceva quel vecchi ragioniere, qui c’è qualcuno che sta facendo il furbo (senza far nomi). .

Ora in Italia si consumano ogni anno 73 milioni tonnellate di carburante. Siccome un litro di carburante pesa 0,750 kili, ne deriva che una  una  tonnellata di carburante si ricavano 1.333,33 litri di benzina. Se moltiplichiamo 1.333,33 per 73 milioni otteniamo un totale di litri 97.333.000.000 (arr. x difetto); moltiplichiamo ora per i 2 centesimi di aumento della benzina ed otteniamo la somma di € 1.946.660.000(diconsi un miliardo e novecentoquarantaseimilionieeseicentosessantamila euro).

Domanda: ma se alla Cultura sono stati destinati 326 milioni di Euro, dove vanno a finire il miliardo e i seicento milioni e rotti che mancano all’appello?

Ma non sarà che qualcuno ha trovato il modo di farci pagare i costi della guerra in Libia senza dircelo chiaramente? Anzi, puntando il dito contro l’ennesimo colpevole senza titolo?

Eh già! “Totu paga Tabeddu!”

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samaritana2

Nella terra di Samarìa

A sud della Galilea

E a nord della Giudea

Un dì di sole il Messìa

2. assetato si era fermato

dove Giacobbe un pozzo

a Giuseppe avea donato.

Venne una donna al mozzo:

3.“ Se l’acqua del pozzo mi dai

quella di spirito ti dò”

le disse Gesù dopo un po’!

“ A darmela come farai

1. s’altro non hai che le mani?”

con meraviglia rispose

che dai Samaritani

un Giudeo delle cose

volesse. “Chiunque beve

di quest’acqua, assetato

sarà ancor, com’è già stato!

Invece chi dalle leve

del mio pozzo attinge

mai più avrà stimoli

di liquidi e intingoli

ed ogni  sete spenge!”.

Disse la donna: “Signore

Dammi l’acqua di spirito

Così non avrò più ardore

-“ Prima chiama tuo marito

e qui torna”. Riprese

il Cristo. Ma quella disse

“niun me ne sopravvisse”.

-         “Ben cinque te ne prese

infatti la morte e tu,

non vivi sposa col sesto”,

senza attendere il resto

l’anticipò Cristo Gesù.

– “ Tu sei certo un profeta”

disse correndo a Sicar lei.

E giunta che fu alla meta

Confidò a tutti quei

che incontrava, di quello

che le era accaduto,

di quell’uom che avea veduto

la sua vita e il suo fardello.

Ed a ragion di tal vanto

Tanti credevano in Cristo;

ma poi che l’ebbero visto

tutti credettero tanto.

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Avatar-BOLLINO FUSParrebbe di si, almeno per quest’anno, vista la marcia indietro del governo riguardo il FUS, fondo unico per lo spettacolo.

I fondi saranno così ripartiti:

Il ministero per i Beni e le Attività Culturali, a conclusione dell’odierno consiglio dei ministri, comunica che, con il decreto legge approvato oggi, ” a partire dal 2011 vengono assegnati in misura permanente al MiBAC 236 milioni di euro, così ripartiti:149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali”.Complessivamente, il Fus 2011 ammonta a 428 milioni risultanti da 231 milioni ( Fus 2011 prima del reintegro) + 27 milioni che erano stati congelati dal ministero dell’Economia + 149 milioni assegnati al Ministero + 15 milioni dal Milleproroghe alle fondazioni liriche + 6 milioni dal Milleproroghe alla Scala e all’Arena di Verona = 428 milioni.

“Il decreto stabilisce inoltre che il finanziamento delle misure di agevolazione fiscale in favore dell’industria cinematografica non venga più finanziato dal contributo straordinario di un euro sui biglietti di ingresso nelle sale cinematografiche. Lo stesso provvedimento- prosegue il comunicato –  permette al MiBAC di assumere unità di personale nei ruoli tecnico scientifici e dirigenziali, attingendo in prima istanza alle graduatorie dei precedenti concorsi. Il decreto comprende inoltre norme straordinarie per il recupero complessivo degli scavi archeologici di Pompei: viene adottato un piano straordinario di manutenzione e sono potenziati i poteri di tutela della Soprintendenza, anche attraverso l’aumento del personale tecnico addetto e l’invio di una task force composta da archeologi, architetti e operai specializzati per realizzare i primi interventi di necessità. In particolare, verranno riaperte le graduatorie dell’ultimo concorso nazionale per archeologi del Ministero al fine di assumere nuove professionalità da dedicare alla salvaguardia di Pompei. A normativa vigente, pertanto, le risorse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono reintegrate in maniera stabile”.

ROMA – 23 MARZO 2011

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Snuraghe-in-costruz-2in da giovane mi ritrovavo a sognare i mondi antichi e lontani, ed in particolare quelli legati alla mia terra: la Sardegna. Soprattutto ammirando estasiato le costruzioni megalitiche e tra esse i nuraghi mi ritrovavo a fantasticare su come potesse presentarsi il paesaggio, tutto attorno, quando i nuraghi erano abitato e come si svolgesse la vita nel villaggio nuragico.

Qualcosa l’ho persino scritta, quando ho composto la commedia musicale “S’Urtima Jana” che si svolge appunto in un villaggio nuragico nell’anno 1000.

Ma adesso quel sogno è divenuto realtà.

Chi voglia vedere coi propri occhi e dal vivo la vita di una comunità nuragica dei millenni trascorsi non deve fare altro che recarsi a “Isca sa Folla”.

In questa località, che si trova a pochi minuti di macchina da Cagliari, con ingresso dalla s.s. 125, di fronte alla Cantina Sociale di Dolianova, su un appezzamento dei 6 ettari, l’artista Giovanni Argiolas di Monserrato ha realizzato un vero e proprio villaggio nuragico, con trenta sculture a grandezza d’uomo.

Le sculture raffigurano i diversi ceti sociali che animavano la società sarda di allora: il Capo-Tribù,  le sacerdotesse, i guerrieri, i panificatori,  cacciatori, i sonatori di launeddas, i pastori,le casalinghe, i giovani guerrieri, i ragazzi ed  i bambini tutti colti nelle faccende quotidiane con al centro, maestoso, il Nuraghe. E tutto intorno il magico mondo che lo avvolge insieme ai suoi abitatori: il pozzo sacro, la sorgente, il bosco, “Su Coidroxiu” (il luogo della cottura dei cibi, vero paradiso nuragico in terra).

Un luogo dove i grandi dovrebbero accompagnare i loro piccini, se non altro per mostrargli “dal vivo” uno spaccato autentico delle radici della nostra storia millenaria.

Complimenti all’artista Giovanni Argiolas e ai suoi validi collaboratori del “Gruppo Parco”.

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altra primaveraE’ Primavera ma non gioisce con la Natura il mio cuore. Risuona nella mente quell’antico verso: ” Quanti cannoni/dovranno ancora sparare/prima che la pace/alberghi nel mondo?” E quando spegnerà l’uomo la sua sete di potere? Quando saremo tutti liberi e fratelli?

Continuerò  a credere e a lottare peer il Bene e per la Pace anche se anch’io con il poeta mi chiedo se mai l’Uomo potrà dirsi veramente libero dall’odio, dalla protervia e dall’avidità.

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Nabucco

I

Piangendo il ricordo del mio paese,

sui fiumi di Babilonia sedevo;

ai salici di quel paese, appese

le cetre, con i miei compagni, avevo;

canzoni di gioia, color che lese

le libertà c’avevano in quell’evo

di prigionia, volevano sentire!

Ma  un cuore oppresso, potrà mai  mentire?!?

II

Se Ti scordo mi si blocchi la mano

Gerusalemme! La lingua al palato

Mi si attacchi, se essa cadrà invano!

Il ricordo d’esso ed il Tuo afflato

Al di sopra d’ogni mia gioia siano!

RicordaTi di chi aveva urlato,

del  nostro popolo facendo scorno:

rendigli ciò che han fatto in ritorno!

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articolo italiaAuguri Italia! E Mille di questi giorni! Mille, come i garibaldini che contribuirono a crearTi; mille come le lire che rimpiango; mille come gli italici ingegni che il mondo ci invidia!

Auguri Italia: perché Tu  esistevi già, prima di nascere, in quel solco che a Romolo piacque di incidere settecentocinquantatre anni prima del Grande Sole del Mondo.

Auguri Italia, che in volto mostri i segni del dolore di una stagione infelice e nel corpo le cicatrici e le amputazioni di duci e profeti di politica e inganni.

Auguri Italia, cuore impavido e rassegnato, di paternalismo e di amore!

Tu non morirai mai, fintanto che ci sarà al mondo qualcuno che pronuncia la parola “Sì”.

Cagliari, 17 marzo 2011

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copertina stato e nazioniSemplificando al massimo il diritto pubblico distingue tra stato e nazione, indicando con il primo concetto il soggetto giuridico internazionale dotato dei tre elementi essenziali (popolo, territorio e sovranità) mentre  con il secondo si indica un insieme di persone accomunate da lingua, costumi, religione, vicende storiche, usi e consuetudini.

Ci sono stati composti da più nazioni (come ad es. il Belgio, la Spagna, la Gran Bretagna ed altri) e nazioni suddivise in più stati (ad es. i Curdi; ).

Eppure non sempre le Nazioni vogliono unirsi sotto l’egida di uno Stato unico (ad esempio la Nazione islamica è frantumata in una miriade di stati indipendenti) anche perché al loro interno sono quasi inevitabili delle sottodivisioni particolaristiche (si pensi, sempre a proposito di Islam, alla suddivisione tra Sciiti e Sunniti).

Come Sardo sento forte l’attrazione identitaria verso la Nazione Sarda ma non al punto da propugnare una Sardegna politicamente indipendente (anche se ho subito come una violenza l’insediamento di numerose servitù militari, eseguita senza consultare a fondo le comunità e le istituzioni; e ancor meno sopporterei la costruzione coattiva di centrali nucleari calate dall’alto).

A tal proposito ritengo che lo sviluppo più sano e più consono all’evoluzione del mondo attuale sia quello che deve puntare ad organismi unitari sempre più vasti e soprannazionali (l’Unione Europea ne costituisce un esempio emblematico; anche se l’obiettivo apicale resta la formazione di un ordine internazionale capace di racchiudere sotto un unico ombrello tutti gli stati del mondo).

Ma questo auspicabile processo di verticalizzazione verticistica deve andare di pari passo con un’affermazione e un consolidamento delle basi nazionalitarie (che definereie come la base orizzontale del fenomeno) che lo sostengano alla base.

Ecco perché non sono favorevole ad un processo di indipendenza della Sardegna (che considero, per quanto detto in premessa, storicamente superato) ma, non di meno, propugno un sempre più forte autonomismo ed una autodeterminazione che veda i Sardi protagonisti coscienti ed  interpreti responsabili del proprio destino.

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radio copertinaAurelio Fierro, Quartetto Radar, Flo Sandon’s, Natalino Otto, Nella Colombo, Paolo Bacilieri, Olga Pizzi, Bruno Rosettani, Corrado Lojacono, Nicla Di Bruno, Bruno Quirinetta, Ernesto Bonino, Germana  Caroli, Umberto Bindi, Quartetto Cetra, Marino Marini, Ebe De Paulis, Nicola Arigliano (e chissà quanti ne dimentico) erano gli eroi delle canzoni alla radio.

Siamo negli  anni cinquanta. Di lì a poco il video, come recita una canzonetta degli anni ottanta, ucciderà impietosamente queste stelle della radio. Il sessantotto gli darà poi il colpo di grazia.

Eppure ad ascoltarle oggi, quelle canzoni, ci rimandano ad un mondo che sembra più lontano dei sessantanni che ci separano.

Soprattutto nelle canzoni d’amore si percepisce una cautela pudìca e  una discrezione allusiva che contrastano apertamente con la libertà sessuale e, oserei direi, con la scostumatezza cui ci hanno abituato i mass-media attuali.

Non voglio rinnegare le mie radici: io sono un figlio del sessantotto ed ho combattuto anche   per la liberalizzazione dei costumi sessuali.

Eppure mi ha suscitato  una grande, indefinibile  emozione ascoltare Bacilieri cantare ” Per un bacio d’amor/ti darò la mia vita!!”; oppure Rosettani  decantare il fascino misterioso di “quel pezzetto di chiffon/che spuntava dalla gonna della donna al metrò!” o ancora Flo Sandon’s  confessare sussurrando “Addormentarmi così/tra le tue braccia!”.

Insomma l’amore, in quelle canzoni, è lasciato più all’immaginazione che alla cruda descrizione; è sussurrato più che gridato; alluso più che mostrato.

Un tuffo nel passato mai vissuto ma non per questo meno emozionante e vivo.

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giappone-terremoto-10Direttamente dal Giappone, dove è in tournée il teatro di Firenze, raccolgo questa testimonianza.

“QUI A TOKYO LE COSE VANNO MOLTO MEGLIO DI QUELLO CHE I GIORNALI E LA STAMPA ESTERA VOGLIONO FAR CREDERE. IN QUESTA CITTA’ NONOSTANTE UN TERREMOTO CHE HA RAGGIUNTO IL 9′ GRADO DELLA SCALA RICHTER NON E’ CADUTO NEANCHE UN CORNICIONE, SI SONO FERMATI I MEZZI PUBBLICI PER UNA SERA E UNA NOTTE E POI TUTTO A RIPRESO A FUNZIONARE REGOLARMENTE. IL PROBLEMA MAGGIORE SEMMAI E’ STATO CAUSATO DALLO TZUNAMI CHE VERAMENTE E’ STATO TRAGICO A SENDAI, CITTA’ A CIRCA 400 KM DA TOKYO. PER QUANTO RIGUARDA LA CENTRALE NUCLEARE DI FUKUSHIMA PARE CHE TUTTO SIA SOTTO CONTROLLO ED E’ STATA EVACUATA UNA ZONA DI SOLI 20 KM INTORNO ALLA CENTRALE. CERTO LE SCOSSE NON SONO ANCORA TERMINATE MA QUESTO E’ IL NORMALE EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE DI ASSESTAMENTO. NON E’ PIACEVOLE SENTIR MUOVERE LA TERRA, IL CUORE OGNI VOLTA BATTE FORTE E PENSI SE DEVI SCAPPARE OPPURE NO. PER QUEL CHE MI RIGUARDA CI PENSO E POI MI DICO CHE SONO IN GIAPPONE. PER ULTIMO, MA NON ULTIMO COME PENSIERO, MI PIACE RICORDARE LA CIVILTA’ E IL SENSO CIVICO DI QUESTO POPOLO MERAVIGLIOSO. NON HO VISTO NESSUNA SCENA DI PANICO, NESSUNA PERSONA, VECCHIO, ADULTO, UOMO, DONNA, BAMBINO CHE NON SIA STATO PIU’ CHE DIGNITOSO E RISPETTOSO DI SE E DEGLI ALTRI. SE ERA INEVITABILE CHE NEL MIO DNA DOVESSE ESSERE ISCRITTO UN TERREMOTO SONO FELICE CHE QUESTO SIA AVVENUTO IN GIAPPONE.

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moms romeroFra poco ricorrerà il 31.mo anniversario della morte di Mons. Oscar Arnulfo Romero, assassinato mentre celebrava la Santa Messa nella sua Cattedrale di El Salvador.

Non voglio entrare nelle questioni politiche (che seguirono all’efferato omicidio) e neanche a quelle religiose.

Qui mi interessa evidenziare il coraggio e la coerenza di un uomo capace di morire per ciò in cui egli crede.

Di fronte agli eccidi del popolo innocente, di fronte ai desaparecidos, di fronte alle azioni cruente di gruppi armati che agivano per il potere, Mons. Romero, armato solo del suo bastone di pastore della Chiesa gridò a quegli uomini di smetterla di uccidere, di cessare ogni violenza, di deporre le armi. Prima li supplicò, poi glielo ordinò in nome di Dio.

Lo uccisero sull’altare, come un agnello sacrificale.

Non m’importa sapere di più. Cercare  giustificazioni alla violenza è contro il credo di ogni pacifista, di qualunque estrazione, laica o  religiosa, cristiana o hinduista, cattolica o buddhista poco importa.

Mons. Romero poteva starsene tranquillo, nell’ignavia in cui stazionano tanti “Don Abbondio” di ogni luogo e di ogni tempo.

E invece no! Pur sapendo che sfidava la morte, puntò il dito accusatore contro gli empi!

Attenzione però: non pensiamo che il coraggio di ribellarsi contro il male spetti solo agli uomini di Chiesa.

Lottare contro il male è un dovere di tutti noi: nel piccolo come nel grande.

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salmi3

XXII

Giunga il mio grido sino a Te Signore,

la mia supplica pervenga al Tuo volto;

sgorghi dalle mie labbra con ardore

la lode e i canti che io amo molto!

Desiderotti come Salvatore;

non lasciarmi dal mio gregge risolto.

Fa che io  viva a lungo per  darTi lode;

Freme il mio cuore alla Tua legge e gode!

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ceneriChe ci piaccia o no, siamo di passaggio su questa terra, ed il nostro destino, volenti o nolenti, è quello di ricongiungerci, un domani lontano, alla Madre Terra che ci ha generati.

Oggi per molte Chiese Cristiane ricorre il giorno delle Ceneri. Al di là del proprio credo religioso io penso che l’occasione possa essere proficua   per fare una riflessione sulla caducità della vita.

Ciascuno di noi, in base alle proprie convinzioni religiose e/o filosofiche può rivolgere il proprio pensiero alla Fonte della Vita: Il Cosmo, la Madre Terra, la Madre Biologica, il Destino, Il Caso, Il Kaos, la Roulette Cromosica, la Combine Biologica e chi più ne ha, più ne metta.

Io rivolgo il mio grazie al Dio in cui credo.

Chiunque ci abbia creato, ci ha fatto un regalo. Bello o brutto che sia, questo dipende dai punti di vista e dalle alterne fortune della vita.

Per me costituisce un regalo da apprezzare e da valorizzare ogni giorno.

Ci sono tanti  modi per dire grazie al Creatore: uno  è sicuramente quello di chiederci perchè siamo sulla terra e se in cambio di questo regalo sia nostro dovere fare a nostra volta qualcosa per sdebitarci.

Un altro modo è quello di salvaguardare il mondo che ci è stato dato in prestito, con le sue bellezze naturali e le sue risorse (che andrebbero equamente distribuite tra tutti gli abitanti della terra; e non è un discorso politico, ma cristiano; nel senso che la redistribuzione è su base volontaria, perchè così sarà ancora più apprezzabile agli del nostro Padre).

Un altro modo è quello di ricordarci di santificare le feste , di ricordarci dei nostri genitori e dei fratelli che vivono nel bisogno (ognuno in base alle proprie possibilità, ovviamente; e sempre con spirito di liberalità).

Nel giorno delle Ceneri non si mangia carne ed è prevista una forma di  digiuno che varia a seconda delle condizioni personali (ne sono esonerati i bambini, gli anziani e gli ammalati).

Le Ceneri segnano l’inizio della Quaresima: un periodo speciale che può tornare utile per approfondire i temi spirituali della vita.

Ricordando  sempre e comunque che siamo polvere e in polvere ritorneremo.

“Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”

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COPERTINA SCUOLAGIOVEDÌ 03 MARZO 2011 08:53 AGE: sOSTENERE NON CONTRAPPORRE

ANCORA SCONTRO SULLA SCUOLA? Ragionare, non contrapporre. Sostenere, non delegittimare. NOTA A CURA DELL’UFFICIO SCUOLA/UNIVERSITÀ DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GENITORI A.GE. ONLUS

Siamo ancora di fronte ad un’altra inutile, se non dannosa, polemica sulla scuola. In questo momento, tipicamente italiano, di coltelli affilati e di animi surriscaldati tutto può servire per essere lanciato contro gli altri, anche la scuola e la sua importanza: opponendo i genitori ai docenti, la scuola statale alla non statale (senza comprendere la grande differenza istituzionale tra privata e paritaria, in tutte le sue diverse sfumature), la scuola ideologica a quella che educa e così via. Intanto, parafrasando Cronin, gli studenti (e le famiglie) stanno a guardare… Sul fatto che la scuola sia uno dei beni più preziosi di una nazione, visto che solo attraverso la formazione dei nostri figli costruiamo il futuro di civiltà, dovremmo essere tutti, davvero tutti, d’accordo.

Che la famiglia debba essere il principale luogo di formazione educativa delle giovani generazioni, dovrebbe essere altrettanto condiviso. Che l’impegno socio politico a favore di scuola e famiglia debba essere attento e accurato anche perché possano efficacemente riconoscersi e collaborare, dovrebbe essere pacifico, al di là di ogni posizione. Adesso è ora di fare sul serio! Che ognuno si assuma le proprie responsabilità e cerchi di fare bene ciò che gli compete. Altrimenti saremo tutti vittime di gossip, commenti e polemiche, mentre la nostra bella Italia va a catafascio. Che i genitori si impegnino ad esserlo sul serio, così per i docenti, ma ciò ovviamente vale anche per i ministri, i politici, i giornalisti etc… Quando da opposti schieramenti e parti sociali si parla solo in modo prevenuto, allora si radicalizzano i discorsi, si perde il senso della ragione, perché non vi sono ragionamenti sereni, argomentati e comprovati finalizzati alla soluzione dei problemi individuati, ma solo attacchi per fare a gara su chi ha ragione. E la ragione non si coglie solo nella forza retorica delle parole che, quasi sempre, vanno a ricalcare luoghi comuni. Sulla scuola, i “luoghi comuni” e banali, che come A.Ge. vogliamo fortemente avversare, sono numerosi: “gli insegnanti lavorano poco e male”, “i genitori non partecipano”, “la famiglia non educa più”, “una volta la scuola funzionava”… La scuola ha seguito, anche con notevole sofferenza e capacità di adeguamento, i 150 anni della nostra unità. È arrivata sino a noi oggi, senza dubbio con alcune difficoltà, anche per il rapido mutare degli scenari intorno ad essa e del mandato sociale che le si conferisce: ha bisogno di sostegno e aiuto, non di sterili contrapposizioni. Perciò sosteniamo e legittimiamo tutti i buoni insegnanti ed educatori, ovunque essi svolgano la loro professione.

È giunto IL MOMENTO di collaborare, perché stiamo perdendo punti nella competizione mondiale che vede crescere fortemente popoli che, fino a poco tempo fa, consideravamo meno sviluppati di noi. Vincerà questa, e tutte le altre possibili dispute, chi saprà coagulare le migliori forze della nazione intorno ad un progetto comune, per la soluzione dei reali problemi che affliggono questo settore. Da più di quarant’anni la nostra associazione, che unisce genitori di tutta la nazione, afferma questi principi e questi valori del bene comune, attraversando fasi politiche, ministri e governi che passano: l’A.Ge. resta. Richiamiamo tutti a guardare le cose da vicino, nell’interesse sovrano che sempre ci supera, senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma lottando contro le difficoltà oggettive e non scontrandoci alla ricerca di una supremazia oggi impossibile e nociva. Il confronto con le scelte scolastiche europee e internazionali, l’introduzione di un serio sistema divalutazione della qualità scuola, la piena realizzazione dell’autonomia delle scuole, la revisione e il rilancio della partecipazione dei genitori, il dialogo serio sulla sfida educativa sono gli snodi ineludibili intorno ai quali davvero si può oggi parlare di scuola. 28 febbraio 2011 scuola@age.it

http://www.leccoprovincia.it


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lunedì nero“Lunedì:non ti mòvere de unni sì!”

Naturalmente, come tutti i proverbi, va interpretato “cum grano salis”! Però serve a far meditare; quantomeno sulla inutilità di certi affanni. Ciao a tutti e buona settimana.

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salmi2

XXI

Mi perseguitano senza motivo

i potenti; però il mio cuore teme

le Tue parole! Odio il falso e vivo

per la Tua legge! Chi per essa freme

prova una gran pace e vive giulivo:

nella salvezza del Signore ha speme!

Osservo i Tuoi decreti e i Tuoi precetti.

I Tuoi insegnamenti  sono perfetti!

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