Archivio Febbraio 2011

XX
Vedi Dio la mia miseria, salvami!
La Tua legge non ho dimenticato.
Difendi la mia cäusa, riscattami.
Lontano dagli empi, mi son salvato.
La vita, Dio, per la Tua grazia, dammi.
Ribrezzo per i ribelli ho provato.
Resta in eterno ogni Tua sentenza;
della Tua parola non so far senza!
salmo2
XX
Vedi mio Dio,  la mia miseria, salvami!
La Tua legge non ho dimenticato.
Difendi la mia cäusa, riscattami.
Lontano dagli empi, mi son salvato.
La vita, Dio, per la Tua grazia, dammi.
Ribrezzo per i ribelli ho provato.
Resta in eterno ogni Tua sentenza;
della  parola Tua non so far senza!
Tag:, , , , , , , , , ,

Comments 4 Commenti »

copertina pansaSto seguendo con molto interesse la saga dei libri di Giampaolo Pansa sui “vinti”.

Come è noto la tesi di base del giornalista monferratino, che ha scatenato la reazione inviperita degli intellettuali di sinistra (suoi ex-colleghi e forse, a questo punto, anche suoi ex-amici) è che la Resistenza, nel suo resoconto (qui si parla in termini di cronaca, storia,  e di memoria) non abbia tenuto conto delle vittime dell’altra parte (intendo dire delle vittime annoveraste nelle file dei fascisti).

Inoltre, leggendo l’ultimo libro pubblicato da Rizzoli e scritto da Pansa con il titolo  “I vinti non dimenticano” (sottotitolo ‘I crimini ignorati della nostra guerra civile’), emerge chiaramente un altro limite della testimonianza offerta ai posteri dalla Resistenza: il fatto che la Resistenza era fatta per il 70% da comunisti legati a doppio filo con Stalin e Tito (e con l’Internazionale Socialista) i quali, pur di raggiungere il loro obiettivo vero e finale (far diventare l’Italia un Paese satellite dell’Unione Sovietica) non avrebbero esitato ad ammazzare chiunque si frapponesse al raggiungimento di questo loro obiettivo (compresi anche i Partigiani cattolici).

Il dibattito è aperto. Io, ahimè, sono abbastanza grande  da aver vissuto, se non l’immediato dopoguerra, quantomeno gli anni del boom economico e dei dintorni del sessantotto; ricordo in effetti una totale preclusione nei confronti del partito fascita (allora MSI) ed una retorica a senso unico dove   i comunisti la facevano da gran padroni.

Non ho mai sentito parlare degli omicidi e delle rappresaglie compiute dai comunisti a danno dei veri o presunti fascisti e collaborazionisti di regime; e ancor meno ho sentito parlare, ad esempio,  delle foibe o di altri crimini che i comunisti portarono a termine, nel periodo tra l’8 settembre 43 fino anche a dopo il 25 aprile 1945.

Questo silenzio dei comunisti è imbarazzante, perchè mi fa pensare che sia vero; insomma, chi non si difende, è perchè ha qualcosa da nascondere (lo dicono anche gli eredi dei comunisti per cerrti imputati eccellenti che invece di difendersi, menano il can per l’aia).

Io credo che se vogliamo una Nuova Italia, certi episodi andrebbero chiariti; e sarebbe meglio che i comunisti cominciassero a farsi un serio esame di coscienza e a vuotare il sacco di tutto ciò che sanno, prima che la gente finsca col perdere quel poco di fiducia che residua nei partiti che hanno ereditato simboli e/o memoria di quelgli lontani e terribili.

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

citta nuovaSul N. 3 del 10/2/2011 di Città Nuova, a pag. 71, leggo l’interessante articolo dal titolo “Gita di Classe? No, grazie” di Luca Gentile.

A parte il riferimento al DDL 70/2010 (poi convertito in legge), che meriterebbe uno spazio a sè (tutt’altra cosa gli sforzi di quel Ministero, per far quadrare i conti, ai tempi di Quintino Sella; tutt’altra classe politica, capace di ridursi gli emolumenti al minimo pur di far quadrare i conti!), l’articolo contiene alcuni spunti meritevoli di riflessione.

Intanto il taglio dei fondi che colpisce un settore nevralgico come la Scuola.

Già martoriata, umiliata, ridimensionata, vilipesa, questa nobile decaduta (Il Carducci e il Pascoli furono insegnanti di Liceo; ed anche Vecchioni, il vincitore di Sanremo, lo è stato sino a qualche anno fa), annaspa, sanguinante, sotto i colpi di accetta di governi insensibili ed incapaci che negli ultimi venti anni hanno proceduto impietosamente ad un’operazione sistematica di smantellamento(la sinistra è stata totalmente incapace di selezionare adeguatamente il personale insegnante, consentendo a dei laureati demotivati e senza vocazione, di rifugiarsi in una sorta di ultima spiaggia per ambiziosi delusi e di partime per docenti, uomini e donne,  con altre mire extra-scolastiche; ricordo ancora le parole del commissario che ci comunicava l’esito favorevole del concorso a cattedre, nel lontano 1987: “tenete alta la bandiera dei docenti; molti di loro purtroppo, entrano in ruolo dopo decenni di precariato ed è come se poi odiassero chi li ha angheriati per troppo tempo; la destra ha concluso l’opera a forza di tagli scriteriati e mostruosi).

L’ultimo capitolo tagli riguarda le gita scolastiche. Per molti studenti costituivano forse l’unica occasione della loro vita per recarsi fuori dalla propria regione e per visitare la nostra bella Italia.

Io avevo già smesso da un pezzo di accompagnare i miei studenti in gita: un po’ per lasciare posto ad altri colleghi, un altro po’ perchè negli ultimi dieci anni sono andato fuori col  gruppo teatrale che ho creato all’interno della scuola; inoltre  perchèmi è parso che le gite stessero diventando sempre meno viaggi di istruzione e sempre più viaggi di trasgressione, con gli studenti sempre più impegnati a distinguersi per atti di vandalismo e di bullismo; infine, proprio a causa di questa esplosione di rabbia repressa manifestata in modo crescente da studenti sempre più a disagio con se stessi, ho visto crescere a dismisura le responsabilità dei docenti accompagnatori.

Ed è proprio questo uno dei tasti che l’articolista di Città Nuova tocca a ragion veduta nelsuo interessante articolo.

Per saperne di più

http://www.cittanuova.it

Tag:, , , , , , ,

Comments 4 Commenti »

nonna elisa

Il Compleanno Di Nonna Elisa

Era una luminosa giornata di fine settembre 1995 quando andai a trovare nonna Elisa a casa di zio Efisio. Il suo centesimo compleanno cadeva ad ottobre, nel trimestre che avrebbe trascorso, a Dio piacendo, in casa nostra. Andava avanti così, di trimestre in trimestre, da quando i suoi quattro figli, mia  madre compresa, avevano deciso che data l’età, la vecchina avrebbe speso il resto dei suoi giorni ruotando con cadenza trimestrale, nelle loro rispettive abitazioni. Volevo perciò discutere con lei gli ultimi dettagli della sua prossima festa di anniversario e, soprattutto, chiederle cosa desiderasse per regalo in quella occasione. La trovai seduta  al caminetto, su un basso scranno di legno impagliato, con lo sguardo fisso sul selciato asciutto e lucido di cemento su cui, presto, il primo fuoco di autunno avrebbe scoppiettato. Dopo i convenevoli di rito le posi la domanda che mi aveva spinto a trovarla. Al principio si schermì, come era nel suo  carattere ritroso e poco prono alle dimostrazioni esterne di affetto. Poi, considerando che io insistevo, riprese dicendo che un regalo le sarebbe piaciuto,  ma non era in mio potere  di accordarglielo. Insistetti perché me lo dicesse lo stesso.

Io chiederò alla Madonnina”– mi specificò di seguito–“che mi permetta di vedere, anche per un giorno solo,  il terzo millennio.”

Feci a mente un calcolo veloce: arrivare al terzo millennio, nella migliore delle ipotesi, voleva dire per lei avere compiuto la bagattella di 105 anni.

- “Vuoi battere il record di tua nonna Angela?” le dissi ridendo.

Tra le mie antenate, per parte di madre, si contavano infatti molte centenarie o giù di lì. Tra queste, la mia trisavola Angela era arrivata a 104 anni di età, come ben avevo sentito dire sin da quando ero piccolo da mia madre e dalla stessa nonna Elisa.

- “Non è tanto il record dell’età che mi interessa, quanto piuttosto quello degli anni santi giubilari.  Io credo infatti che se  vedessi l’alba del 2000,  sarei la persona che ha assistito al più grande numero di Giubilei romani.”

Poi si abbandonò ai ricordi, soffermandosi in particolare su quelli del suo primo Anno Santo. I pensieri scaturivano dalla sua bocca come un filo d’acqua che si vede sgorgare esile e lento a valle, ma che ha percorso un lungo e sicuro cammino attraverso i monti sovrastanti.

Mi disse che  aveva ancora impresso nella  memoria un discorso che tenne il vecchio Papa Leone XIII in una delle quattro basiliche della Penitenza Giubilare. Nonostante fossero già trascorsi quasi 95 anni, riviveva ancora con nitida emozione quel momento quando, sulle spalle del suo babbo, quel vecchio minuto, dalla voce un po’ stridula ma persuasiva, riferiva ai pellegrini presenti di come non potesse esimersi, in quel frangente, dal fare un raffronto tra quel   Giubileo di inizio secolo, il primo dopo lo sconvolgimento di Porta Pia, ma non di meno così ricco di aspettative per la comunità cristiana, ed il Giubileo al quale  egli aveva assistito per la prima volta, il primo dopo la baraonda della rivoluzione borghese del 1789.

- “Correva l’anno del Signore 1825”– erano state le parole testuali di quel papa distante, che  nonna Elisa aveva registrato nella sua  memoria come un  inchiostro indelebile su una pergamena–“ed io, giovane quindicenne,   alunno del Collegio Romano, udivo da Leone XII della Genga le storie terribili di quella accecante bufera che, partita dalla Francia, sembrava dovesse travolgere il mondo intero, Chiesa compresa. E quel mio grande predecessore, come tutti i nobili, in quegli anni di fine ‘700, si era sentito ballare la testa sul collo. E nei pellegrini di allora, forse con la vista distorta dalla paura e dalla malinconia di quel testimone ammalato ma implacabile, si scorgeva la trepidazione, la costernazione, la confusione come di un gregge che sia stato disperso dai lupi e poi si  ricomponga, cercando nel gruppo il sicuro e confortante contatto di quel compagno di viaggio che non c’è più, o il bastone nodoso del pastore che leggero, ma imperioso,  guidi e conduca nella giusta via. Ed oggi io capisco, figli miei”–così si concludevano i ricordi che Elisa bambina aveva di quel discorso papale di inizio ‘900-  che quel papa del quale io sarei stato, senza che allora neanche lontanamente lo pensassi, un successore, mi stava idealmente passando  un testimone, affinché  io continuassi la sua faticosa opera di ricostruzione della famiglia di Cristo. Ed oggi, questo è un pensiero che dico ad voce alta, provo ad immaginare come sarà la nostra comunità tra cento anni, quando essa si affaccerà ad un nuovo secolo, ad un nuovo millennio. Ebbene, la maggior parte di noi non ci sarà, io di sicuro non ci sarò, ma  ho la netta sensazione che qualcun’ altro avrà raccolto il testimone che io lancio qui, proprio oggi. Perché io sono certo che la Chiesa, allora, avrà superato  un nuovo culmine di forza e di speranza  e sarà lanciata verso la nuova era alla testa del suo popolo, in cammino verso Dio.”

Distolse gli occhi dal focolare e guardò fissa nei miei. Voleva essere sicura che l’avessi seguita. Notai un luccichio acquoso ravvivare il suo sguardo velato dagli anni. Istintivamente le  presi le mani tra le mie. Provai la sensazione come se quel sangue che pulsava sotto l’epidermide scarna e ruvida, contenesse nelle molecole del suo plasma le tracce chimiche degli ultimi duecentocinquanta anni della nostra storia e forse anche più. .

- “E così”– concluse nonna Elisa, mentre riposava il suo sguardo mite sul caminetto vuoto- “mi piacerebbe tanto sentire quello che dirà nel  prossimo Giubileo, all’alba del 2000, questo nostro grande Papa. Ho l’impressione che il mio spirito spazierebbe più libero, verso nuovi orizzonti, se io facessi in tempo a sentire le parole sante che proietteranno il mondo nel terzo millennio dell’era di Cristo.”

Tornando a casa provavo una malinconia indefinibile al pensiero di come ogni vecchio fosse in realtà un pezzo di storia vivente, la parte terminale di una catena di avvenimenti che, ripercorsi a ritroso, potevano portarci indietro nel tempo. E di come ogni vecchio, andandosene via, si portava con sè ciò che era stato e ciò che sapeva, rendendo il mondo inevitabilmente più ignorante e più povero.

Tag:, , , , , , ,

Comments 6 Commenti »

salmo7

XIX 

Salvami e seguirò i Tuoi insegnamenti;

precedo l’äurora e grido: aiuto,

mi perseguitano con tradimenti

e medito su ciò che ho ricevuto

in promessa. I Tuoi ordinamenti

da tempo riconosco che hai voluto

per sempre! I Tuoi precetti son veri:

fammi vivere in base ai Tuoi voleri!

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments 2 Commenti »

cose dell'altro mondoAdesso Pippo aveva finalmente capito. Quand’era di questo mondo si era chiesto tante volte, senza farsene mai una ragione, come mai e perché i due mondi, quello di qua e quello dell’aldilà, fossero separati ed incomunicabili.

Si era addormentato, quella notte, come sempre, fantasticando sui mondi del passato, convinto che da qualche parte dovessero esserci quegli antichi romani che ammirava tanto, o gli eroi di Omero che tanto lo entusiasmavano leggendo le sue opere; o ancora i suoi antichi antenati sardi e siciliani, che gli apparivano nei vari costumi d’epoca, in un’infinitamente lunga processione di oranti in cammino; i conquistadores spagnoli, che cavalcavano come dei celesti davanti a folle immense  di indios vocianti. Ed ogni notte era un viaggio diverso nell’immaginario del suo fantastico mondo interiore.

Sorrise il ragazzo, ma in un modo diverso da quello che appariva sulla foto della tomba dove sua mamma non faceva mancare mai i fiori freschi.

Sua mamma! Che sensazione, sfiorarle i capelli, appena spruzzati di grigio, sotto le sembianze impalpabili di  un refolo di vento! Certo la mamma non poteva capire che quello scompiglio improvviso di capelli o quel prurito fugace alla guancia o lo sventolio rapido del soprabito erano sempre carezze del suo piccolo Pippo!

Ma forse era meglio così. Se l’avesse immaginato appena si sarebbe certo spaventata. Meno male che il Buon Dio non aveva reso possibile il contatto materiale tra i due mondi, anche se in fondo, Pippo non era poi così convinto che sua mamma non lo sentisse a fianco a sé.

Se avesse potuto parlarle le avrebbe detto che i mondi antichi,  tanto da lui bramati notte e giorno, erano lì, negli stessi posti dove i viventi del mondo terreno vivono. Era sufficiente, per visualizzare attorno al Colosseo gli antichi abitanti, allontanarsi con la velocità della luce ed arrestarsi ad un certo momento, per vedere l’arena affollata di fiere e gladiatori, di senatori ; e le antiche strade percorse dai pesanti calzari dei soldati romani armati di scudi e di lance; i mercanti, gli osti e le prostitute; e le ilari commedie di Plauto che tanto lo facevano divertire sui banchi del liceo: tutto era lì, come se duemila anni non fossero mai passati. E nel gaudio eterno, con Gesù, Giuseppe e Maria, i santi, gli angeli e gli spiriti immortali di Dante, di Leopardi, Shakespeare, Holderlin, cantava ora anche Pippo le lodi alla grandezza infinita di Dio.

Come poteva ora il suo spirito giubilante, spiegare ai mortali che il tempo che si vive non è altro che un piccolo segmento spazio-temporale, integrato in una curva geometrica infinita che si evolve senza soluzione di continuità dalla notte immemore dei tempi? E ancora prima, come contattare con degli spiriti prigionieri della forma materiale del proprio corpo putrescibile, e soprattutto, schiavi dei propri pregiudizi razionali? Bene aveva fatto dunque Dio a rendere incomunicabili i due mondi. Ed egli avrebbe atteso nell’Universo infinito il ricongiungimento con sua madre e con le altre anime più candide del mondo!

Tag:, , , , , , ,

Comments 10 Commenti »

salmi3

XVIII

Tu sei’l Giusto ed il più retto, Signore;

da giusto le Tue leggi hai ordinato;

mi divorano lo zelo e l’amore

della Tua casa, perché hanno scordato,

tutti i nemici miei, il Tuo valore!

Io sono piccolo e son disprezzato,

ma è giusta   la Tua legge ed infinita:

fammi comprendere ed  avrò la vita!

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments 6 Commenti »

bibbia copertinaSiamo fatti di materia e di spirito; molti di noi scelgono la carne: per passione, per carattere, per raziocinio, per incredulità; altri privilegiano lo spirito: quella è la parte migliore, ma stentiamo ad accorgercene.

La nostra vita sulla terra dura 50, 100 anni; la vita dello spirito dura per sempre; dobbiamo crederci e non solo perchè credere ci aiuta a vivere meglio; dobbiamo credere perchè Dio non ha figli da abbandonare e dobbiamo lottare fino in fondo ma con la convinzione che Dio non ci abbandonerà mai.

Da giovane pensavo che la Bibbia fosse fatta solo parole: forse è vero, ma sono parole che aiutano; da giovane sognavo di girare tutto il mondo ed ero convinto che viaggiando avrei scoperto la verità e magari avrei anche trovato il mio mondo ideale; in giro per il mondo ho trovato esattamente quello che vedevo al mio paese, tutti i giorni, sotto i miei occhi: gente ricca e gente povera; accaparratori, arrivisti, superbi; ma anche gente umile e sincera; gente che si ama e che si unisce; gente che si divide e poi si odia; gente che sfida la sorte, gente rassegnata; gente che crede e gente che non crede; gente che fa finta di credere, ma non crede e gente che è convinta di non credere, ma in realtà crede più degli altri.

Oggi non cambierei una pagina della Bibbia  con nessuno dei tanti viaggi che ho fatto (che pur mi hanno insegnato tanto e che comunque dovevo fare per capire), nè con quelli che quando le vicende della vita mi hanno costretto a non ripartire, avevo ancora in mente di fare.

Se troviamo Dio dentro di noi poi lo ritroveremo dappertutto: in un vecchio che si prepara a salutare il mondo; negli occhi di un bambino che ci guarda; in un fiore, nel sole che sorge, nel pane caldo che mangiamo.

Magari mi sbaglio, perchè non sono un teologo ma soltanto un umile poeta, ma Dio è una forza immanente (forse quella che ha scatenato il Big-Bang 15 miliardi di anni fa); o magari è solo il Cosmo Infinito che ci ruota attorno e dentro il Quale noi ruotiamo e ruoteremo all’infinito; oppure una forma misteriosa e perfetta che muove gli astri e li tiene in equilibrio; oppure ancora una materia primordiale da cui noi discendiamo; un soffio che ci anima, un afflato che ci unisce, un respiro che viene e che va; ma in fondo che importa definire Dio se siamo sicuri che esiste e che c’è?

E se Dio fossimo noi tutti messi insieme, coi nostri pregi e i nostri difetti, il nostro odio e il nostro amore, in un eterno divenire di vita e di morte che soggiace a delle leggi troppo complesse per il cervello umano?

Ed  è davvero più sensato credere col cuore.

Tag:, , , , , ,

Comments 12 Commenti »

legge truffaSe avessi tempo, voglia, mezzi, aiuto e quella forza che da giovane mi faceva vedere il mondo una terra di conquista raccogliere firme, tante firme, di cittadini che non sono nè di destra, nè di sinistra, come me,  e forse neanche di centro. Tutta gente stanca delle parole insulse che ormai quotidianamente ti propinano la TV e la politica; stanca delle risse, delle false promesse e delle false riforme  che forse stanno portando l’Italia alla deriva e sicuramente l’hanno già fatta oggetto di  pubblica derisione al cospetto della comunità internazionale.

Con questa raccolte di firme chiederei l’indizione di due refrendum (o referenda, se preferite): uno abrogativo con cui chiederei agli elettori italiani di espellere dall’ordinamento ogni riferimento alla legge elettorale maggioritaria; l’altro, da svolgersi successivamente,  consultivo con cui impegnerei il Parlamento(ma sarebbe comuque costretto a farlo, pena il caos istituzionale, dall’esito del primo referendum) ad emanare una legge elettorale rigorosamente proporzionale.

Nessuno lo ha scritto finora, e se lo ha fatto io non l’ho letto, ma i guai che stiamo attraversando e  che rischiano una vera e propria paralisi istituzionale derivano dal sistema elettorale introdotto in Italia con la L. 21 dicembre 2005 n. 270.

Questa legge, che in realtà è una legge maggioritaria (simile a quella legge Acerbo che spianò la strada verso il potere a Benito Mussolini e a quell’altra del 1953,  la c.d. legge  truffa, che venne saggiamente abrogata appena un anno dopo), in un Paese politicamente frammentato come il nostro, può portare al potere una esigua minoranza.  In che modo? E’ presto detto. Senza farla troppo difficile, LA la legge elettorale vigente, nell’ipotesi in cui nessun partito raggiunga i 340 seggi (cosa assai improbabile in Italia), assegna d’ufficio 340 deputati alla lista o al partito che abbiano ottenuto una maggioranza relativa.

Esemplificando: la lista A prende il 20%, la lista B e la lista C  il 15% a testa, le liste D,E,F,G e H il 10% a testa. Ebbene la lista A si vedrà assegnare 340 deputati, cioè la maggioranza assoluta, e governerà con il 20% del voto degli Italiani votanti.

E se a votare sarà andato a votare soltanto il 50% degli italiani, questa lista avrà ottenuto un potere enorme a fronte di quattro milioni di voti (se il corpo elettorale è di 40 milioni).

Non è assurdo?

E se a capo della lista vi fosse uno che poi diventa pazzo e crede di essere la reincarnazione di Cesare Augusto o, addirittura di Gesù Cristo? Oppure che so io? Un pesce in barile? Un prestanome, un poco di buono, un incapace?

Ah come rimpiango quei vecchi pentapartito quando tutti erano costretti a cedere qualcosa e nessuno poteva imporsi sugli altri.

Quelli erano i veri contrappesi del potere di cui parlava la buonanima di Montesquieu!

Tag:, , , , , , , ,

Comments 10 Commenti »

XVII
E’ la Tua alleanza  meravigliosa,
perciò le son fedele. La  parola,
Tua nel rivelarsi è ben luminosa
e dona la saggezza senza scuola!
Apro anelante la bocca vogliosa,
perché desidero una cosa sola;
salvami dall’oppressione dell’uomo:
piango per chi della Tua legge è indomo!

salmo7

XVII

E’ la Tua alleanza  meravigliosa,

perciò le son fedele. La  parola,

Tua nel rivelarsi è ben luminosa

e dona la saggezza senza scuola!

Apro anelante la bocca vogliosa,

perché desidero una cosa sola;

salvami dall’oppressione dell’uomo:

piango per chi della Tua legge è indomo!

Tag:, , , , , , , , , , ,

Comments 5 Commenti »

favole on lineDopo aver consolidato un’amicizia su Facebook, decidono di incontrarsi. Ma il giorno del primo appuntamento lei ha un brutto incidente d’auto che la manda in coma per quattro mesi. Lui non demorde; sente che quella è una donna importante per lui. Le manda in continuazione sms. Quando lei finalmente esce dal coma, piano, piano riacquista la memoria e contatta il suo amico virtuale.

Lui aveva visto giusto: quella era proprio la ragazza della sua vita. La sua perseveranza viene premiata con l’amore di lei.

Sembra una favola d’altri tempi ma è una storia vera quella di Lauren e Daryl che ora si sono sposati e vivono felici e contenti.

Per saperne di più

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1353316/emailArticle.html

Tag:, , , , , , ,

Comments 6 Commenti »

qualunquismoSi racconta che quando Dio Padre creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere  delle virtù ad ogni popolo. E così fece.
Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
Gli inglesi perseveranti e studiosi.
I giapponesi lavoratori e pazienti.
I francesi colti e raffinati.
Gli spagnoli allegri ed accoglienti.
Quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse:
“Gli italiani saranno intelligenti, onesti e politici”.
Quando terminò con la creazione, l’angelo gli disse:
“Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, ma agli italiani tre…questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri!”
“Per la miseria…e’ vero”! disse il buon Dio
“Ma, mio buon Angelo, tu sai che le virtù divine, una volte assegnate,  non si possono più togliere…!
Oramai è stabilito che gli italiani abbiano tre virtù…però farò in modo che ogni persona non potrà averne più di due insieme!”

Fu così che:

L’italiano che è onesto e politico non può essere intelligente.
L’italiano che è intelligente e politico, non può essere onesto.
E quello che è intelligente e onesto … non può essere  politico!

P.S. Questa storiella gira in tante versioni, dove al posto della terza virtù compare, pdl,pd,lega,terzo polo,sel,idv, ecc. a seconda delle tendenze politiche di chi la racconta. Io, chiamatemi pure qualunquista, ma la preferisco in questa versione.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments 4 Commenti »