Archivio Marzo 2010

drunk with chatsAllora è vero! Le chiacchiere possono ubriacare il cervello più del vino!  Ho sempre pensato che si trattasse di un modo di dire figurato, invece, stando ad una recente ricerca di due psicologi (J. Watson  e D. Strayer) le chiacchiere fatte al telefono cellulare mentre si guida (ancorchè svolte in una forma legale) possono causarci gli stessi effetti di un eccesso di alcool nel sangue. con conseguente pericolo di incidenti, statisticamente comprovati.

Meno male che continuo a preferire la vecchia radio, a volume moderato.

E quando le chiacchiere mi stancano, ho sempre a portata di mano della buona musica!

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oldest fatherAnche se dalla foto non si direbbe, quest’uomo, è l’uomo più felice del mondo. O almeno così si sente. Si chiama Gerry Burks ed è diventato padre (in modo naturale) per la quinta volta nel giorno del  suo 75.mo compleanno, così da divenire il papà più anziano della Gran Bretagna.

Il suo segreto? Cibo fatto in casa e povero di sale; niente fumo, nè alcolici; ma soprattutto banane in abbondanza.

Anche se il nostro Gerry è ancora lontano dal record di  quel papà indiano, che ha concepito il suo 21.mo figlio all’età di 90 anni,  il suo traguardo è di tutto rispetto.

“Adesso ci fermiamo” avrebbe dichiarato il neo papà alla stampa! Ma la sua moglie quarantunenne ha  aggiunto: ” Chi può saperlo?”

Auguri ai neo-genitori e lunga vita al sig. Gerry!

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junk foodGiunge da oltre manica l’allarme cibo. I giovani britannici sono sempre più obesi a causa del c.d. junk food (v. foto).

Inoltre questo “cibo-spazzatura” crea dipendenza, al pari del fumo e delle droghe pesanti (quali l’eroina).

Non è uno scoop giornalistico ma il risultato di una ricerca sull’obesità condotta dagli studiosi britannici.

Da amante della buona, vecchia dieta  mediterranea non posso non ribadire l’importanza anche culturale di trasmettere ai nostri figli le sane abitudini alimentari della nostra cucina nazionale.

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domenica delle palme 

 

Quando giunsero al Monte degli Ulivi,

nei dintorni di Aelia Capitolina,

Jerusalem, verso Betania, quivi

Ove Lazzaro alla sorte meschina

Avea sottratto Gesù, da quel Monte

Disse a due dei Suoi: – ” Giù per quella china,

in quel villaggio che vi sta di fronte,

all’ingresso troverete legato

un asinello che ancor non ha monte

sacrileghe o giogo, mai sopportato.

Scioglietelo e conducetelo qui!

Se vi chiedon chi vi abbia autorizzato,

rispondete che serve a Rabbunì,

ma lo rimanderà speditamente!”

Andarono e trovaron, lì per lì, 

legato fuori d’una porta, niente

di meno che un asinello, il quale

si fè slegare molto docilmente!

Però i presenti gli dissero: – “E’ male,

ci insegna Mosè, prender l’altrui cose!”

Ma essi gli risposero in modo uguale 

A come aveva detto Gesù! Dose

Alcuna di sentenze o norme più

Non fêro’ e si avviaron per le anfose

Vie! Sicchè lo condussero a Gesù,

e per renderGli comodo il montare,

 

gli misero addosso i mantelli; e su 

di esso Egli fu issato! A tappezzare,

con palme e mantelli, come un tappeto

provvidero tutti e intenti a gridare 

festosi: – “Osanna! Che sia benedetto

Colui che viene in nome del Signore!

Benedetto sia il regno del Re Eletto!

 Davide Padre nell’Alto Splendore

Dei Cieli!”  Entrò così il Messìa

Trionfante a Jerusalem, fino al cuore

Del Tempio; Ei, visto tutto, andò via

Di nuovo a Betfage e Betania,

l’attuale cittadina El Azarìya!

 

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promised landMi ha colpito la storia di Rita, una vedova di 63 anni che, dopo la morte del marito Richard, ha viaggiato attorno al mondo, spargendo le ceneri dello sposo, compiendo così, oltre la morte, ciò che la vita aveva reso impossibile a causa di un male incurabile (nella foto Rita posa sullo sfondi Gerusalemme in una delle tappe del suo viaggio attorno al mondo che ha toccato perfino l’Italia e la Cina).

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Annunciazione 

Ave  o  Madre dél Dio Vivente

scrigno dél più prezióso déi tesòri,

generatrice dell’Onnipotènte,

 

di Colui che esiste dagli albori

di Colui che pér sèmpre sarà!

Madre che lenisci i nòstri dolóri,

 

luce di confòrto e pietà!

Avvocato di cause nòstre infelici,

inimitabile virtute e beltà!

 

Aiuto a peccatóri e peccatrici,

rifugio che ci ami e sostieni!

Modèllo di bontà e sacrifici,

 

minièra dai filóni ripieni

di giòie d’inestimabile valóre,

che sòla richièdi e ottieni

 

da Tuo figlio Gesù Il Redentóre,

che riscatto sèi stata di Eva,

umilménte servèndo Il Creatóre

 

nél progètto che pér nói prevedeva

il perdóno dall’antico peccato!

Perfezióne e Mistèro che s’eléva,

 

arduo da capire e complicato!

Madonna Madre di Gesù Salvézza

Che còl Suo sangue l’uòmo ha riscattato

 

Dalla sua originaria nefandézza!

Non basta il pensièro umano

Pér spiegare il mistèro di grandézza,

 

che pur venèndo da così lontano

s‘è fatto carne in quésta tèrra;

e Tu, Tu l’hai cresciuto, piano, piano,

 

covando in cuor ciò che ógni mamma inserra

per il sangue dél suo sangue,

pur cònscia dél Suo destino; èrra

 

chi nón avvèrte il cuor che langue

di una mamma che generosaménte,

il frutto di Sua carne esangue

 

nón vuòle abbia soffèrto inutilménte!

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oxymoron weak macho“Tutto si crea e nulla si distrugge”  viene confermato da una ricerca condotta all’Università di Cambridge.

Secondo questa  recente ricerca l’uomo paga il suo amore per il rischio, indebolendo il suo sistema immunitario.

Come dire che sottrae risorse al sistema immunitario per sovvenzionare il suo amore per il rischio.

Ecco perchè il c.d. sesso forte in realtà contrae più facilmente le forme influenzali più ricorrenti, mettendosi a letto al primo starnuto, perdendo così molte più giornate di lavoro a causa di raffreddori ed influenze rispetto alle colleghe di sesso femminile.

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vespasiano biologico

vespasiano biologico

Certamente l’imperatore Vespasiano approverebbe l’iniziativa presa dai consiglieri comunali di una cittadina inglese per evitare lo sconcio spettacolo degli ubriaconi del sabato sera che si liberano “open air”.

L’idea è quella di posizionare nei punti strategici della città dei cestini(v. foto) dei bidoni che,  oltre alla normale funzione di raccoglitori delle cartacce, presentano  una particolare sezione, cui si accede tramite un ampio foro frontale, che consente agli uomini di convogliare la loro urina direttamente ad un mini laboratorio chimico che la trasformerà in bio-fertilizzante.

Come dire: fare di necessità virtù.

Gli amministratori comunali della città inglese ci tengono a precisare che, per il momento, non sono previste versioni femminili dell’innovativa idea.

E’ inutile dire che l’iniziativa ha diviso il popolo in due opposte fazioni: c’è chi è convinto che i consumatori dovrebbero utilizzare i servizi igienici dei bar che dispensano loro le bevande; e c’è chi invece, plaudendo all’iniziativa, la ritiene un utile contributo all’ambiente.

Per saperne di più vai al link:  poetryandmore

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belly fatNon è più il bere eccessivo e neanche il cibo indiscriminato il responsabile dell’obesità ma bensì il matrimonio.

Così è stato ufficialmente accertato da una équipe di studiosi ad Atene.

Stando ai risultati di questa recente ricerca gli uomini sposati vedono triplicato il rischio di ingrassare rispetto agli scapoli, mentre le donne coniugate hanno il doppio di possibilità di aumentare di peso rispetto alle coetanee nubili.

Pare che la colpa maggiore sia dovuta alla pessima abitudine di mangiare insiemee guardando la TV.

Insomma, lo dicevano già i vecchi, che senza la TV la sera si trovava di meglio da fare.

Ma qualche malizioso ha commentato che, una volta conquistasto il partner, uomini e donne non hanno più ambizioni di conquista e se lasciano andare senza più riguardi per la linea.

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images[3] 

Avevo una mezza idea di parlare del genocidio degli Armeni ma navigando in rete ho appreso per la prima del campo di concentramento giapponese di SANDAKAN.

Mai sentito prima, ma anche questo ennesimo capitolo della malvagità merita di non essere dimenticato, pur se l’istinto, a volte, ci suggerirebbe di lasciarci tutto alle spalle nel dimenticatoio.

E invece no!!!! Dobbiamo ricordare, affinchè certe cose non accadano più!

Ecco una sintesi. Per saperne di più, attraverso il link, si può risalire alla mia fonte e leggere l’intera storia.

Queste sono alcune delle testimonianze dei sei sopravvissuti al campo di concentramento allestito dai giapponesi nei pressi di Sandakan, una cittadina portuale nel Borneo malese, per ospitare i prigionieri inglesi e australiani catturati durante la presa di Singapore nel luglio del 1942. Un gruppo di circa 2400 uomini fu trasferito in questo campo e usato come forza lavoro per costruire un aeroporto militare, con l’aiuto di 4000 lavoratori giavanesi. Le condizioni di vita in un campo di concentramento giapponese non erano molto diverse da quelle che abbiamo imparato a conoscere dalle testimonianze di chi è sopravvissuto alle equivalenti strutture in Europa. Il controllo psicofisico esercitato dagli aguzzini attraverso la fame, lo strenuo lavoro imposto senza sosta, in un ambiente torrido e afoso, le pessime condizioni igieniche, le sofferenze derivanti da malattie, sadiche punizioni corporali, calzature inadeguate, il terrore e le umiliazioni quotidiane andavano ben oltre la privazione della libertà di un regime carcerario, sebbene alla fine la libertà rimanesse sempre l’aspirazione più grande di ogni detenuto. ”

“Visitare il sito di Sandakan è un’esperienza molto diversa da quella che si può fare per esempio ad Auschwitz o a Dachau, perché nulla è rimasto a testimonianza diretta di ciò che si è verificato qui. I giapponesi hanno distrutto e bruciato ogni prova e i testimoni di quei crimini sono pochissimi. Raramente capita di soffermarsi a considerare il dramma della guerra da questo particolare punto di vista, da questa angolazione geografica per noi insolita, ma il confronto aiuta davvero a comprendere la portata di quanto è successo in quegli anni difficili per tutto il pianeta.”
http://www.grillonews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3177&mode=thread&order=0&thold=0

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Angkor_wat[1]Scrive Tiziano Terzani, in uno dei suoi bellissimi libri(quello che raccoglie i suoi reportages dalla Cambogia e dintorni negli anni settanta), che all’inizio nessuno credeva ai racconti dei profughi della Cambogia, quando narravano i massacri dei khmer rossi a danno della popolazione inerme.

Erano gli anni settanta del XX secolo e la ragione dormiva, avvinta in un abbraccio soffocante all’anima, nel torpore cieco delle ideologie.

Se nel ’700 la ragione tentò di sopraffare l’anima coi suoi   lumi; e se nell’ottocento l’anima tentò timidamente di prendersi una rivincita sulla ragione, nel novecento esse giacquero congiunte nel torpore del secolo che sembra essere passato alla storia come il secolo lungo ma che sarebbe più significativo, costellato come esso è di momenti bui,  definire come il secolo del sonno: del sonno dell’anima e della ragione.

Ne abbiamo ricordato uno a gennaio, dedicato all’assurda strage dei Giudei;

Ne abbiamo celebrato un altro a febbraio per ricordare l’infame vicenda delle foibe;

A marzo dovremmo iniziare a ricordare l’incredibile sterminio perpetrato da Pol Pot e dai suoi accoliti a danno dei connazionali cambogiani.

Non voglio aggiungere altro per non essere frainteso. L’ideologia ha offuscato le menti del XX secolo.

Dimentichiamoci quelle passioni politiche così poco obiettive.

Il sangue versato ha un solo colore, anche se le ideologie di chi lo ha versato, assumevano tonalità diverse.

Eppure Gesù Cristo ha versato il Suo sangue per tutti.

Ma il Vangelo, nel secolo buio del sonno dell’anima e della ragione, è rimasto a lungo nell’oblio.

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Beatrice and prince AndrewsImpazza in G.B. la polemica per le spese che i contribuenti britannici devono sostenere per proteggere 24 h. su 24 delle principine sfaccendate, senza arte nè parte,  che se la spassano da un party all’altro in giro per il mondo.

Avranno spianato la strada alla dittatura; saranno scappati a gambe levate verso Brindisi, scansando una guerra di cui erano i primi responsabili; qualcuno sarà anche un grossolano ed incolto conoscitore della Storia (soprattutto quando parla male dei Sardi e della Sardegna) ma almeno non dobbiamo pagare imposte e tasse per mantenere i loro vizi.

Come ha dimostrato Emanuele Filiberto  i Savoia sono capaci di mantenersi da soli, cantando, ballando e suonando!

Per saperne di più su una dinastia di più alto blasone e di maggiori fortune clicca il link sottostante

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coppa-tiscaliRicevo da Musicamore questo riconoscimento : Il premio costanza 2010. Un riconoscimento dato a tutti i blogger che hanno resistito al cambio di piattaforma. mi è stato chiesto di condividere questo premio ed io lo faccio con:

ivy phoenix
maestraelisa.blog.tiscali.it
speranzadivita.blog.tiscali.it
Questo è il codice per apporre la coppa nella colonna del blog

 

<a target=’_blank’ title=’ImageShack – Image And Video Hosting’ href=’http://img190.imageshack.us/i/coppatiscali.jpg/’><img src=’http://img190.imageshack.us/img190/8103/coppatiscali.jpg’></a>

 

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penguin all in blackSembra così fiero questo pinguino!

 E ne ha ben donde! Pensate: è un pinguino rarissimo ed è stato ripreso a Fortuna Bay, unico esemplare tutto nero, in mezzo a migliaia della sua stessa specie tutti rigorosamente in frac! A meno che non sia un nudista, anticonformista e antisociale che ama fare ciò che più gli aggrada!

Oppure si sarà semplicemente dimenticato di indossare la camicia d’ordinanza?

Per saperne di più

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quaresimaAnche durante la Quaresima mi sforzo di capire Dio.

Ma mi rendo conto che i miei sforzi sono vani.

Son troppo piccolo, troppo fragile, troppo presuntuoso per capire l’immensità del mistero di Dio.

Allora penso abbia ragione chi dice che la Quaresima è un  tempo per  amare e per  pregare, non per  farsi domande troppo difficili per chi abbia natura semplicemente umana.

E anche che il modo migliore di cercare Dio  è quello di seguire il dettato del Vangelo.

Con il Vangelo alla mano non si sbaglia mai.

Se  lo seguissimo veramente  tutti, io credo che il mondo si scoprirebbe diverso e migliore e che cadrebbero violenze, egoismi, sopraffazioni, falsità, invidie, odio e quant’altro di peggio vediamo quotidianamente sotto gli occhi.

Buon proseguimento di Quaresima a tutti.

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qoheletFingo d’essere il Re sapïentissimo
onde mostrarvi gli inganni del mondo!
Ciò che a volte ci appare verissimo

spesso è un quadro che ricerca il ritondo.
Non è pessimismo il mio, ma realtà!
A che giova essere triste o giocondo?

Tutto è vanità delle vanità!
Vano è il piacere che stilla l’amore,
Vana sapienza, anche con umiltà!

Vano chi vive e vano chi müore;
vana stoltezza che ci spinge in basso,
vana la gloria che induce all’onore!

Vana l’accusa che offende col sasso,
vana difesa che indulge le pene!
Van’è il mangiar che sia parco o sia
crasso,

vano il digiuno che asciuga le vene;
è vano il tramonto e vana è l’aurora!
Vano è anche il fiume che va e che viene!

Vano ogni soffio di vento e di bora,
vano ogni evento che appar sotto il sole;
vana è la storia corrente e d’allora,

vano ogni odio e ogni male che duole;
vano ogni sforzo o tenzone mentale;
vana fatica il mortaio e le mole;

vana caparra che vale o non vale!
Vano l’inebrio che viene dal mosto,
vano è altresì ogni sforzo manuale;

Vano è volere esser vani a ogni costo,
è vano il dire il falso o il dire il vero,
per quanti in sorte hanno identico posto!

Vano Ti cerco per ogni sentiero,
vano non esser mio dolce Signore
a chi si volge con cuore sincero

a Chi dispensa in eterno il Suo amore!

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teatro mascherePenso che il teatro sia  la raprresentazione di emozioni e sentimenti in uno spazio scenico.

Possiamo aggiungere di tutto e di più. Ma per me, che sono un animo semplice, il teatro resta fondamentalmente un luogo di emozioni e sentimenti.

A seconda dei contenuti propri della rappresentazione, poi, possiamo avere un teatro storico, religioso, etnico, sperimentale, classico, elisabettiano, comico, brillante e chi più ne ha, più ne metta!

Quindi anche nella scuola si ritrovano queste categorie teatrali.

Nella mia produzione drammaturgica a scuola ho privilegiato tre generi: quello comico, quello storico e quello brillante.

Quello comico perchè amo da morire la farsa in lingua sarda campidanese (che ha degli ascendenti nobilissimi, discendendo direttamente dalla farsa del grande Plauto).

Quello storico perchè come Sardo mi accorgo che, oltre alla lingua, a noi Sardi, hanno tagliato anche la Storia.

La storia dei Sardi a scuola, nel passato,  non si è mai studiata. Anche se ultimamente qualcosa si sta muovendo.

In dieci anni, nella mia scuola,  abbiamo prodotto otto opere drammaturgiche: quattro in lingua sarda e quattro in lingua italiana.

I copioni sono stati scritti tutti da me.

In lingua italiana ho privilegiato il genere brillante. E’ il genere che amo di più. Non voglio togliere niente agli altri generi, ed in particolare al genere sperimentale, ma un animo semplice come il mio ha bisogno di cose chiare che, possibilmente, facciano ridere e pensare contemporaneamente.

In conclusione: il Teatro a scuola ha costituito un’occasione per emozionarci insieme, per studiare la cultura sarda, per divertirci, per viaggiare e per imparare a stare insieme.

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teatroIeri ho partecipato all’inaugarazione di una Rassegna di Teatro per la Scuola organizzata dalla Associazione Enti Locali per lo Spettacolo del Circuito Pubblico della Provincia di Cagliari,  a cura della Responsabile Teatro Ragazzi Paola Lai.

E’ stato molto istruttivo ed interessante.

Ho raccontato la mia esperienza. Ho iniziato a fare teatro a scuola quasi per caso, oltre dieci anni fa.

Ecco come. Ero stato nominato referente alla salute, alla fine degli anni novanta. In tale veste, studiando alcune fonti normative, alla ricerca di spunti per approfondire e svolgere al meglio  la mia nuova funzione, mi sono imbattutto nel DPR 567/97 che prevedeva anche dei finanziamenti per la lotta alla dispersione scolastica, alla tossicodipendenza e all’alcolismo attraverso la strategia teatrale.

E’ rinata in quel la mia voglia innata e giovanile per il Teatro e mi sono buttato.

Non so se sono riuscito a salvare dei ragazzi dalla cattiva strada, però ricordo con soddisfazione la gioia che mi diede una mamma dicendomi : “mio figlio voleva abbandonare la scuola ma mi ha confidato che ci teneva a restare per continuare a fare teatro con lei”.

Eppoi ricordo anche le emozioni sul palco a recitare con i ragazzi in una veste diversa da quella classica del docente dietro la cattedra.

Dopo dieci anni, seppure con sacrificio e tra tante difficoltà, continuo a fare teatro nella scuola.

Dal teatro ho attinto nuove energie e nuove ragioni per continuare ad insegnare, anche perchè ho proposto dei testi scritti da me, sui quali  gli studenti-attori sono spesso intervenuti con adattamenti intelligenti e pratici che ne hanno sicuramente migliorato la messa in scena.

Ed  abbiamo avuto tantissimi riconoscimenti vincendo  anche  qualche premio.

Tornerò sull’argomento per esporvi il mio pensiero nel merito e sul significato più profondo del teatro. E  del teatro a scuola in particolare.

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smokillerDavvero originale la richiesta di un uomo inglese morto all’età di 85 anni.

Dick Wittamore ha preteso che sul retro e sulla fiancata del carro funebre che lo avrebbe accompagnato per il suo ultimo viaggio comparisse la scritto “IL FUMO MI HA UCCISO”.

Incallito fumatore sin dalla giovane età, smise a causa di un enfisema che gli aveva causato serie difficoltà respiratorie.

Un’iniziativa più che lodevole, dunque, anche se non è mancato chi argutamente ha osservato che lo spiritoso vec chietto ha vissuto ben 10 anni in più rispetto alla media degli uomini del mondo occidentale.

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Cercasi teatro in provincia di Cagliari per il debutto!!

In questo mese conto di finire il montaggio della commedia musicale “Shardana:S’Urtima Jana”. Le prove procedono infatti a pieno regime, con tutto il gruppo teatrale e coi diversi collaboratori.

Se tutto va bene, quindi, il debutto è previsto per marzo a Decimomannu oppure ad Assemini si vedrà!

E mentre a maggio siamo stati invitati a rappresentare la commedia a Serri, forse nel Santuario Nuragico di Santa Vittoria (uno dei più belli esistenti) oppure, qualora lì non fosse possibile, in piazza, ad aprile speriamo di partire per la Francia.

Il gruppo progetto infatti ha provveduto a fare un’ottima traduzione dalla Lingua Sarda alla Lingua Francese dell’opera Teatrale

Colgo l’occasione per ringraziare ancora tutti coloro che hanno contribuito e che, spero, vorranno ancora contribuire alla piena riuscita dell’importante iniziativa culturale.

 I ragazzi del gruppo teatrale, naturalmente, che sono i primi destinatari del progetto, ma anche gli interpreti principali.

 Poi in particolare: la coreografa e vice regista Maria Carla Erdas; i musicisti e preparatori vocali: Barbara Mostallino e Giuseppe Atzori; la direttrice del Laboratorio Teatrale e aiuto regista Pascale Aiguier; lo scenografo Antonello Cappai; la traduttrice Pina Soldovilla.

 

E naturalmente il Dirigente Scolastico, gli impiegati della scuola, i colleghi che fanno parte del progetto e che cureranno l’aspetto teorico del progetto, con le lezioni frontali, le lezioni sul campo e quant’altro: cito qui  lo scrittore best-seller Leonardo Melis, ed i colleghi Roberta Medda e Alberto Mulas.

 

Insomma, speriamo di fare bene, se non di più, almeno quanto abbiamo fatto l’anno scorso a Madrid con il grande successo di “Aforas sos Sardos”.

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