Archivio Marzo 2007


Cari amici bloggers vi propongo oggi la mia personale lettura , come al solito in versi, del trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Il Messia venne salutato festosamente con rami di ulivi e palme, circostanza che viene ricordata la domenica precedente la Pasqua

Quando giunsero al Monte degli Ulivi,
nei dintorni di Aelia Capitolina,
Jerusalem, verso Betania, quivi

Ove Lazzaro alla sorte meschina
Avea sottratto Gesù, da quel Monte
Disse a due dei Suoi: – ? Giù per quella china,

in quel villaggio che vi sta di fronte,
all?ingresso troverete legato
un asinello che ancor non ha monte

sacrileghe o giogo, mai sopportato.
Scioglietelo e conducetelo qui!
Se vi chiedon chi vi abbia autorizzato,

rispondete che serve a Rabbunì,
ma lo rimanderà speditamente!?
Andarono e trovaron, lì per lì,

legato fuori d?una porta, niente
di meno che un asinello, il quale
si fè slegare molto docilmente!

Però i presenti gli dissero: – ?E? male,
ci insegna Mosè, prender l?altrui cose!?
Ma essi gli risposero in modo uguale

A come aveva detto Gesù! Dose
Alcuna di sentenze o norme più
Non fêro? e si avviaron per le anfose

Vie! Sicchè lo condussero a Gesù,
e per renderGli comodo il montare,
gli misero addosso i mantelli; e su

di esso Egli fu issato! A tappezzare,
con palme e mantelli, come un tappeto
provvidero tutti e intenti a gridare

festosi: – ? Osanna! Che sia benedetto
Colui che viene in nome del Signore!
Benedetto sia il regno del Re Eletto!

Davide Padre nell?Alto Splendore
Dei Cieli!? Entrò così il Messìa,
Trionfante a Jerusalem, fino al cuore

Del Tempio; Ei, visto tutto, andò via
Di nuovo a Betfage e Betania,
l?attuale cittadina El Azarìya!

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Al primo quesito rispondo subito affermativamente:sì, se quest’uomo si chiama Elia e se di mestiere fa il profeta un pò meno di 900 anni prima di Cristo; con riguardo al secondo posso solo dire che non saprei a quale sport fare riferimento nella fattispecie, anche se le antiche ordalìe costituiscono senza dubbio le antesignane di tutte le sfide sportive e di tutti gli sport(dalle prime Olimpiadi ai giorni nostri).
Sentite come lanciò la sua sfida Elia al re israelita Acàb, che lo accusava di essere la rovina di Israele:

“Io non rovino Israele, ma tu
e la tua famiglia, perchè i comandi
del Signore non osservate più
e seguite per sentieri e per blandi
e vani territori il dio Bàal! Su,
con un bando fai radunare i grandi
profeti di Bàal sul monte Carmelo
e il popolo intero! Vedrem così
[a chi appartiene il Cielo!]?

Elia si accostò quindi a quel consesso
E disse: ?Fin quando zoppicherete
Da entrambi i piedi? Il dio Bàal professo
seguite, se esso è dio, ma seguirete
invece il mio Signor , se Dio è Lui stesso!!!
Pertanto due giovenchi ora prendete:
io son rimasto solo come messo
del Signore; quattrocentocinquantave n?è di Bàal; scelgano essi per primi
[ che propongo una tenzone santa!].

? Squartino dei due giovenchi il prescelto,
lo pongan sulla legna senza foco;
io l?altro giovenco avrò pur divelto,
allo stesso modo, dopo d? un poco,
sia pure senza fuoco; quindi, svelto,
ciascuno invocherà ?l suo dio, qui, in loco!
La divinità che prima darà
fuoco ai giovenchi, per tutti noi l?Unico,
[ Vero, Dio sarà!"].

?Proposta buona!? urlò l?Assemblea,
dichiarando di fatto l?ordalìa!
I profeti di Bàal, in gran marea
attaccarono con la litanìa
al mattino! Ma Elia, di stirpe ebrea,
vista la lor fallace ignofilìa,
così li canzonava all?ora media:
? Insistete col vostro dio dormiente,
[ che di vostre preci non si tedia!"].

Più tardi, visto che il fuoco pagano
Non giungeva, prese dodici sassi,
quante le tribù di quel dì lontano,
per far fare un?ara. – ? Acqua ne passi?,
indi ordinò a chi il canal piovano
costruito intorno avea ? ? e che lassi
i falsi profeti siano in battaglia!!!?
Chiese infine al Signore di mostrare
[ ? Chi vive in vero e qual invece sbaglia!]?

Cadde giù dal cielo fuoco sì tanto,
che bue, legna e fino l?acqua, bruciò
in tal guisa che il popolo diè vanto
ad Elia, e a faccia in terra esclamò:
? Il Signore è il nostro Dio?- come un canto!
Trascinatili al torrente Kisòn,
e presili tutti per i capelli,
Elia, i profeti di Bàal scannò
[ come vitelli].

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Quante volte, amici bloggers, siamo stati “una voce che grida nel deserto?
Quante volte abbiamo avuto l’impressione che nessuno risponde ai nostri disperati appelli, anche se siamo certi di avere ragione e di essere nel giusto? Davvero una brutta sindrome, la sindrome di Giovanni il Battista! E lui, che non era la Luce, ma annunciava la Luce non venne ascoltato! Anzi la Luce, il Verbo, fattosi carne, venne inchiodato sulla Croce! Siamo ormai prossimi all’anno Zero! Ecco l’annuncio del grande profeta come lo ha vissuto il vostro umile poeta che vi saluta e vi rimanda, come sempre, all’Originale! A presto su Tiscali Blog!

Io sono solo una voce
che acclama nel deserto!
Soltanto questo è certo,
tutto il resto sol vi nuoce.

Mentre ‘l battezzavo udii
“Ecco il figlio prediletto
mio vanto e mio diletto!”
Questo , io Giovanni sentii

detto il Battista, pel fatto
che, seppur indegnamente,
Iddio Onnipotente
come ho detto, ho battezzato!

Spianate colline e monti
preparate tutte le vie,
queste son le parole mie,
conventitevi da santi!

Sono solo uno de’ profeti,
e non sono io la Luce
che al Dio Signor conduce
ai Cieli sempre lieti!

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…. essendo ricco di suo, dovette avere qualche altro motivo per tradire il Suo Maestro. Personalmente sono convinto che egli sia stato plagiato dal Gran Sacerdote Caifa.
Ecco con quali argomentazioni io immagino che Caifa abbia convinto Giuda che Gesù Cristo, per il fatto che si rifiutava di imbracciare le armi contro gli occupanti Romani, fosse da considerare un traditore della causa di liberazione giudea. O se preferite, amici bloggers, fu una buona scusa che il potere utilizzò per liberarsi di “un uomo scomodo“…

? Dimmi Giuda prediletto
di Giudea! Chi, eletto
a profeta si vuole

il suol, la Patria, il Tempio
lascerebbe ai suoi nemici?
Coi nemici van gli amici
O vanno contro all?empio?

Lui, che or ne avrebbe agio
Col gran seguito di folle
Perché non ha il coraggio
E la spada in alto tolle?

Chi è Re, sul trono siede
E in armi gli hosti infidi
Ricaccia ai loro lidi
E ai Padri l?onor riede!

Chi invece si rifiuta
Di adempiere la legge
Il fronte rompe in schegge
Ed il nemico aiuta!?
Muta ebbi la lingua e mesta.
Conchiuse me infelice:
-?E chi inerte se ne resta
dell?empio è ben complìce!?
Non fu per trenta danari
Che io dunque lo baciai!
Non per soldi! Quando mai,
per simili salari,

tradito avrei il Signore!?!
Ma il Grande Sacerdote
Sommo suonò le note
Del canto ingannatore!

Così, mentre lo baciavo
Infatuato da quel canto
Israele liberavo
E di ciò menavo vanto!

Ma il tintinnio d?argento
Gli occhi sul mio malanno
E sul Suo vile inganno
spalancò! E fu il tormento

Che terminò sol quando
Preda dei miei rimorsi
All?orto me ne corsi
E mi spensi penzolando.

Gesù, Figlio dell?Eterno
Mio Maestro e Fratello
Dal fuoco dell?Inferno
Ti giunga quest?appello

Perdono, ancor perdono
ChiederTi, Gesù, io voglio
Per la viltà e l?orgoglio
Con cui ho accolto il dono

Della Tua Missione in terra.
E voi che m?ascoltate
Lì, d?ogni ben lasciate
Di cura, affanno e guerra!

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…sa dove andare…Così recitavano il canto ed il controcanto di una canzone della premiata ditta Mogol/Battisti egregiamente portata al successo da Bruno Lauzi!
Certo il fiume è sempre presente nella mitologia e nella storia dell’uomo. Penso a Romolo e Remo abbandonati in riva al Tevere(e che poi, continua la leggenda, litigarono perchè un gemello voleva fondare Roma in riva al fiume, mentre l’altro la voleva fondare in collina); penso anche ad Achille, immerso nello Stige dalla madre Teti, che tenendolo per un tallone, coprì involontariamente l’unica parte vulnerabile del suo corpo; penso anche a Mosè, abbandonato in fasce alle acque del fiume Nilo….

Un tributo ora pago doveroso,
ed è quello che è dovuto a Mosè,
quando l?Egitto divenne pauroso,
ai tempi del Faraone Ramsè?,
che il suo popol sempre più numeroso,
per gli egizi fosse un rischio perché,
quei colle armi in caso di guerra, certo
contro avrebbero vinto, per fuggire
[di poi dal deserto.]

E accadendo che i pesanti lavori,
cui gli Egiziani li avean sottoposti,
imperocché diminuirne i valori,
li avea resi più mordaci e più tosti
agli occhi degli stessi vessatori,
di conseguenze incurante e di costi,
il Faraone emanò questo editto:
? Sia ogni figlio maschio degli Ebrei
[affogato nel fiume d?Egitto".]

Ora avvenne che una moglie e un marito,
che di Levi vantavano ascendenza,
dopo un trimestre di aver partorito,
un maschio di notevole presenza,
non potendo tenerlo più inibito,
preso un capace cesto che aderenza
facesse sull?acqua, senza affondare,
misero dentro il bimbo e al fiume Nilo
[lo vollero lasciare.]

Accadde alla figlia del Faraone
di andare in riva al Nilo per nuotare
e, visto in mezzo alla vegetazione
quel cestello, se lo fece portare
da una schiava. Le causò compassione
il gran pianto che il bimbo prese a fare!
Si diè conto la nobile ragazza
Che fame aveva il bimbo e che non era
[della sua stessa razza.]

La sorella del bimbo che nascosta
Avea seguito tutta la faccenda,
con grande tempismo smette la posta
per dire alla regina se essa intenda
darle un permesso oppure un nulla osta
per procurare un petto ebreo che venda
il latte per il bimbo del cestello.
Ed al suo assenso incarica la madre
[del fratello.]

Essa, quando il bambino fu cresciuto,
lo portò alla figlia del Faraone
che la pagò per averlo pasciuto.
E lo chiamò Mosè, per la ragione,
che per gli Egizi indica chi aiuto
riceva in acque di disperazione!
Quel bimbo divenne un figlio per lei,
anche se poi sarebbe divenuto
[eroe di salvezza per gli Ebrei.]

Il come della storia ed il perché
nel Libro Secondo vallo a cercare;
e delle dieci piaghe che a Ramsè?
il Dio dei reclusi deve mandare;
del vitello che al posto di Jahwè?
gli ingrati, d?oro fuso fanno fare!
Se ancora al mio lettore è necessario
io voglio ricordargli che lì trova
[tutto assai più bello e assai più vario.]

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or son diletto dei miei versi! Nel 931 a. C.il regno di Salomone si divide in due parti:ecco come il vostro poeta ha rivissuto l’evento della profezia del profeta Achìa prima e della scissione poi, in quattro strofe a nona rima. Le prossime tappe segneranno il trionfo dell’impero assiro-babilonese che nel 721 a.C conquisterà il regno del Nord e nel 586 il regno del sud con Gerusalemme. A presto!

D?altronde fu così che avea predetto,
per mezzo del profeta il Dio del Cielo,
che fuor Gerusalemme il neo eletto
incontra con addosso il nuovo telo;
165. e Achìa, come già gli era stato detto,
lacerato l?avea con tanto zelo;
e dando a Geroboamo dieci pezzi,
trattenendosi gli altri due dicea:
[?a dominarne tanti tu t?attrezzi?].

Ora son due della Promessa Terra
170. i regni: quel giudeo, nel meridione,
che ne arma cento e mila per la guerra,
l?altro ne guida dieci al settentrione,
che avido di glorïa si rinserra
nei falsi dei di un?altra religione.
175. Ma ?l vero Dio che li ama stante tutto,
non vuol per loro, né la guerra né
[tantomeno il lutto].

Entrambi fanno il male pel Signore
e come pure i loro discendenti;
gente con le tenebre nel cuöre,
180. che adorano feticci inesistenti
cui innalzano gli altari con ardore
e con riti che ottundono le menti.
Fanno eccezione Asa e i suoi eredi,
e prendimi in parola, anche se qui
[tu non li vedi].

185. Non di meno se tu l?elenco esatto
vuoi di quei re, che agli occhi del Signore
gli han camminato innanzi giusto il Patto,
cercalo nell?Antico Trovatore
che nelle Cronache e nei Re ci ha fatto;
190. vi troverai ancor quel Narratore,
che ci racconta come quei regnanti,
si opposero fratelli gli uni agli altri
[ con armi, carri e fanti].

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e che sogni!!! Carissimi bloggers, visto che i sogni vanno forte, vi racconterò il sogno che il profeta Daniele spiegò a Nabuccodonosor II. Seguitemi dunque ancora nell’anno 587 a.C., in Assiria, dove i Giudei vivono il secondo, grande esilio della loro storia. Vi prometto che dopo vi riporterò indietro, al tempo del Regno di Davide.

Salve, Nabuccodonosò? Secondo!
Vivi per sempre! Tu, dominatore
in cielo e in terra! Odi , re del mondo,

ciò che Daniele sa dal Suo Signore,
Unico e Vero Dio, per quel tuo sogno
di cui chiedi notizia! Nel torpore

Egli me l?ha mostrato!!! Ed al bisogno
t?illustrerò anche la spiegazione!
Lascia dunque i pensieri di scalogno

e revoca l?ordine di uccisione
dei saggi e dei maghi babilonesi!
C?è un Dio nel Cielo che con la visione

nel sogno svela i misteri protesi
nel futuro! Se son stati svelati
a me non è perché io possieda pesi

di Sapienza e poteri insuperati,
ma perché tu conosca cos?hai in core!
La statua vista in sogno ha quattro strati:

il tuo, Maestà, è quello superiore,
Re dei Re, di oro puro esso è composto;
ciascuno degli altri è al tuo inferiore,

d?argento, oppure di più vile costo!
Dio t?ha concesso il dominio su tutto,
ma quei re che siederanno al tuo posto,

non saranno giammai di tal costrutto!
Anzi, il quarto regno sarà diviso
in due e poi esso sarà distrutto,

dato che al ferro ed all?argilla è inviso
ed i due giammai si fondono interi,
opposti come son il pianto e il riso!

Questi che spiego, re, son segni veri:
la pietra che nel sogno, per divina
mano, rotolando in giusti sentieri

la statua ha spinto giù per quella china
è il Regno del Signore senza etate,
che gli altri renderà polvere fina,

come la pula nelle aie d?estate
ed intrasmesso, durerà per sempre!

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Carissimi bloggers che mi seguite, contraccambiati di cuore, con tanto affetto, ecco divisa in tre parti la splendida pagina dell’Annunciazione. Il vostro umile poeta, traendo ispirazione dal Vangelo di San Luca (e non solo )ha immaginato così quel magico momento!

Ave Maria, Madre del Dio Vivente,
scrigno del più prezioso dei tesori,
generatrice dell?Onnipotente,

di Colui che è Fattore dagli albori,
di Colui che è per sempre e sarà!
Madre che lenisci i nostri dolori,

luce di gran conforto e di pietà!
Avvocato a cause nostre infelici,
virtù inimitabile per beltà!

Aiuto a peccatori e peccatrici,
rifugio che ami l?uomo e lo sostieni!
Modello di bontà e sacrifici,

miniera aurea dai filoni ripieni
di gioie d?inesauribile valore,
Tu, che sola vuoi, richiedi e ottieni

da Tuo figlio Gesù Il Redentore;
Tu, che riscatto sei stata di Eva,
umilmente servendo Il Creätore

nel progetto che per noi prevedeva
il perdono dall?antico peccato!
Perfezione e Mistero che s?eléva,

?sì arduo da capire e complicato!
Madonna Madre di Gesù Salvezza
Che col Suo sangue l?uomo ha riscattato

Dalla sua originaria nefandezza!
Non basta il misero pensiero umano
Per spiegare il mistero di grandezza,

che pur venendo da così lontano
s?è fatto carne sulla nuda terra;
e Tu, Tu l?hai cresciuto, piano, piano,

covando in cuor ciò che ogni mamma inserra
per il sangue del sangue del suo sangue,
conscia del Suo destino amaro; ed erra

chi non avverte il cuore che langue
di una mamma che generosamente,
quel Santo frutto di Sua carne esangue

non vuole abbia sofferto inutilmente!

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….Carissimi amici di Tiscali.blog, il titolo che vi propongo oggi mi è venuto in mente mentre, curiosando tra i blogs, ho letto di una simpatica blogghista che si lamentava perchè un vecchiaccio, non pago di divorarsela con gli occhi in un bar, l’ha poi seguita per strada, suscitando le sue giuste rimostranze. E’ stato allora che ho pensato che il profeta Daniele, nel suo bellissimo libro, ci narra di una certa Susanna, una sposa tanto avvenente quanto fedele, che per avere rifiutato le attenzioni lussuriose di due vecchiacci, si vide imputata di adulterio (reato che a quel tempo si scontava con la lapidazione). Ma la perspicacia di Daniele la salvò da quell’ingiusta condanna, che dovettero subire invece i due vecchi lussuriosi.
Ecco come il vostro poeta ha immaginato, trasponendola in versi endecasillabi, la curiosa vicenda.

Orsù, dicci, vecchiaccio quale fronda
Funse da riparo agli amplessi spinti
Dell?adulterio di Susanna! Sponda
Farò dei vostri due racconti, se intinti
Nella menzogna oppure se monda
Aveate la coscienza quando avvinti
Vi affannavate come sentinelle
A scrutare di Susanna le forme
[pudiche e belle]

?Sotto un lentisco? rispose arrogante
uno dei giudici calunniatori
al giovane Daniele che, schiumante
di sdegno, i due vecchi accusatori
interrogava, in guisa che distante
fosse l?uno dall?altro. ? I peccatori
erano sotto un leccio? spergiurò
l?altro anziano. E l?Assemblea a morire
[ di identica sorte li condannò]

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….allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e prendendo la parola dirà: “Così sarà fatto all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello. La famiglia di lui sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzatob>
Eh, sì, cari amici navigatori! Eppure l’Antico Testamento non è sempre così spietato e schematico come quando recita : occhio per occhio, dente per dente, mano per mano e piede per piede.
Nel Deuteronomio (o Libro della Seconda Legge), oltre alla stravagante pena per chi violi la legge del levirato (che obbligava i fratelli a sposarsi con la vedova del proprio fratello, quando questi fosse morto senza figli,onde lasciare una sua discendenza) vi sono delle altre cose buffe:sempre nel Cap. 25 si prescrive che venga mozzata quella mano della donna che, per difendere il marito, venuto alle mani con altro uomo, abbia afferrato le pudenda dell’avversario!
La prossima volta spero di segnalarvi altre norme serie e meno serie dell’antica società giudaica, arricchendole con qualche verso tratto dal mio “Poema della Creazione“. Ciao e a presto.

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Carissimi bloggers vorrei riproporvi un brano dell’Antico Testamento che mi fa pensare agli stoici o magari ai nichilisti.
Comunque mi fa pensare anche a certi brani del Vangelo: ad esempio dove Gesù dice che i beni terreni possono essere aggrediti dalla ruggine e dalla tignola mentre i tesori in cielo sono inattaccabili.
Sapevate che questo brano viene attribuito al re Salomone?
Beh! Chiunque sia l’autore io lo trovo un brano meraviglioso e voi?

Fingo d?essere il Re sapientissimo
onde mostrarvi gli inganni del mondo!
Quello che a volte ci appare verissimo

spesso è un quadro che ricerca il ritondo.
Non è pessimismo il mio, ma realtà!
A che giova essere triste o giocondo?

Tutto è vanità delle vanità!
Vano è il piacere che stilla l?amore,
Vana sapienza, anche con umiltà!

Vano chi vive e vano chi muöre;
vana stoltezza che ci spinge in basso,
vana la gloria che induce all?onore!

Vana l?accusa che offende col sasso,
vana difesa che indulge le pene!
Vano è il mangiar che sia parco o sia crasso,

vano il digiuno che asciuga le vene;
è vano il tramonto e vana è l?aurora!
Vano è anche il fiume che va e che viene!

Vano ogni soffio di vento e di bora,
vano ogni evento che appar sotto il sole;
vana è la storia corrente e d?allora

vano ogni odio e ogni male che duole;
vano ogni sforzo o tenzone mentale;
vana fatica il mortaio e le mole;

vana caparra che vale o non vale!
Vano l?inebrio che viene dal mosto,
vano è altresì ogni sforzo manuale;

Vano è volere esser vani a ogni costo,
è vano il dire il falso o il dire il vero,
per quanti in sorte hanno identico posto!

Vano Ti cerco per ogni sentiero,
vano non esser mio dolce Signore!

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