Archivio Febbraio 2007


Leggete come il grande re pervenne a questa magistrale sentenza, in Gerusalemme, attorno al 950 a.C.

Avvenne al tempo del re Salomone
50. Che due prostitute avean partorito,
vivendo nella comune magione,
due bambini di eguale età e tipo;
ma una mattina, avendo l?intenzione
di dare la poppa al bimbo, d?acchito
55. una di lor s?avvede che raccosto
non le era il bimbo suo, ma uno che
[nel sonno, defunto, le avean posto.]

Le due si ritrovarono così
davanti al re per chiedere giustizia.
Udite le versioni, stabilì
60. Salomone che, con grande perizia,
il bimbo superstite fosse a fil
di spada diviso in due. Con letizia
accolse la sentenza fine l?altra,
ma la madre, col cuore infranto chiese,
[che lo si desse a quella scaltra.]

65. Presa la parola, il re disse: ?Date
il bambino che è vivo a chi era pronta
a perderlo, purchè ei vivesse! Fate
questo perché essa è la madre. Un?onta
sarebbe per noi altro lodo! Andate
70. dunque! Ho già detto tutto ciò che conta!?
Tutti concepirono gran rispetto
pel saggio re, quando ebbero saputo
[del verdetto.]

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Certi numeri nella Bibbia ricorrono di continuo: sette, settanta, dodici, quaranta……Carissimi bloggers, per quaranta giorni vivremo in quaresima! Gioiamo dunque e preghiamo perchè il mondo sia migliore! Quaranta sono i giorni che Gesù passa nel deserto, sfidando e vincendo le tentazioni della materia. Ecco come il vostro umile poeta ha riletto, in terzine di endecasillabi S. Matteo, Cap. 4, VV 1-11. A presto su Tiscali Blog!

In quel tempo lo Spirito sospinse
Gesù nel deserto, ed ivi il demonio
Lo tentò. Per quaranta giorni vinse

Gesù Cristo, con digiuno e sermonio,
la fame e la sete! Poi ebbe fame.
- ? Perché non volgi in farina di conio

questi sassi?? Il tessitor di brame
disse! ? ?Non di solo pane vivrà
l?uomo, ma di ogni motto che le trame

Divine per Sua voce Dio dirà!
Così sta scritto!?-,
rispose Gesù!
Fu condotto al Tempio della Città

Santa e Lo tentava ancora: – ? In giù,
gettati, che sta scritto: – ? Agl?armigèri
darà disposizioni a tu per tu

ed essi Ti reggeranno leggeri
perché non abbia a urtare contro un sasso
il Tuo piëde??
? ? Fra gli scritti veri

c?è? ? rispose Gesù al Satanasso ?
? non tentare il tuo Dio e il tuo Signore!?

Di nuovo Belzebù, sopra il masso

Più alto lo condusse, tentatore.
Gli mostrò tutti i regni del mondo,
con la loro gloria e il loro onore

e disse : ? Se a me sarai secondo,
tutte queste cose darò a te!?

Ma Gesù rispose: ?Vattene, immondo!

Sta scritto: ? Adorerai solo Iahwèh
E solo a Lui renderai il tuo culto
!?
Indi il diavolo cedere dovè?,

andandosene senza più un insulto.
E Gli si accostarono gli angeli
Che lo servirono di tutto punto!

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Carissimi bloggers che mi seguite con tanta dedizione consentitemi, soltanto per oggi, di interrompere la lettura del Vangelo di Marco, per un’amorosa scorribanda nel Cantico dei Cantici! Nella Bibbia c’è proprio tanto, ma tanto, da imparare! Peccato che ce la impongano come lettura esclusivamente teologica quando, a ben vedere, essa è un libro di storia, di avventure, di odio, di amore….. e chi più ne ha, più ne metta! A presto amici bloggers!

Vi scongiuro per le cerve dei campi,
figlie di Jerusalem, non destate
dal sonno la amata mia, né coi lampi

né con i tuoni, ma aspettare vogliate,
finchè essa lo desideri e voglia!
Ai baci nostri inebrianti lasciate,

all?aroma che dai sensi la spoglia,
al mio nardo, che d?olezzi il recinto
cospargendo di profumi lo sfoglia;

lasciatemi, pervicace ed avvinto,
come suggente grappolo al suo petto,
come frutto fuso all? albero pinto!

Bruna io son, per lui sommo diletto,
e lui per me, ma bella sotto il sole
e sopra il nostro verdeggiante letto!

Canto di tortora che udir si suole,
collina che dispensa frutti e aromi;
avanti che le ombre come fole

s?allunghino, rinfrancami coi pomi,
perché ammalata io sono d?amore!
Ti bramo e t?anelo con molti nomi,

e poggia il tuo vessillo sul mio cuore!
Dolce sento il tuo frutto al mio palato.
Ha bussato alla porta il mio signore:

ho aperto, finalmente è ritornato!
Ha messo la sua man nello spiraglio,
sussulto, dolce fremito ho provato!

E? lui, il mio diletto, non mi sbaglio;
fluiva la mirra dalle mie dita,
sui folti riccioli con cui m? abbaglio,

sul forte padrone della mia vita,
sulla maniglia del mio chiavistello
!
Voi, che ammirate della Sulammita,

nella sua danza del doppio drappello?
Sono belli i tuoi piedi nei sandali
Principessa; s?io fossi tuo fratello!

I tuoi seni sono tali e quäli,
due cerbiatti di gazzella gemelli;
le tue trecce m?hanno preso sull?ali

come un re che ora surge ai tuoi più belli
grappoli d?uva e di datteri molli,
sino al tuo ventre di gigli novelli,

attorno ai fianchi di curve e di colli,
alla tua bocca in cui scorre squisito
il vino delle mie notti più folli!

Vieni, oh mio diletto, al tuo frutto ambito!
Orsù! Andiamo alle vigne e ai villaggi,
a vedere se il tuo melo è fiorito,

quando il sole già stempera i suoi raggi,
e ?l vermiglio melograno succoso
di nardo e cipro profuma i paraggi

e la tua bocca anela vogliöso!
Vi scongiuro per le cerve dei campi,
figlie di Jerusalem, al gioioso,

lieto sonno, non lasciate che scampi
l?amata del mio amore gloriöso!

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Quant’è vero amici bloggers! Ed è stato tanto più vero per il Buon Gesù! Ce lo racconta Marco all’inizio del Cap. 6°. Ecco come il vostro umile poeta ha tradotto in versi il relativo brano. A presto, amici!

Partito intanto di là, andò nella
Sua patria e i Suoi discepoli con Lui.
Mentre insegnava nella cittadella

Quei nazareni dai cervelli bui
Ascoltavano pieni di stupore
E si dicean l?un l?altro : -? Ma costui

Non è quel figlio solo, del maggiore
Giuseppe falegname e di Maria?
Di qual sapienza è oggi detentore?

Perche cotanta mostra valentia??-
Sicchè cominciarono a pensar male
Di Lui. Gli disse senza ritrosìa

Gesù: - ?A niun profeta in patria vale
La propria scienza, in casa e tra i parenti!?

Nè farvi miracoli era normale,

se non guarire pochi sofferenti.
Sorpresa avea di chi mal Gli mostrava,
mentre in quei villaggi, gli insegnamenti

Suoi e tutto attorno Egli portava!

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Alzati, lo voglio!Tali ta Kum! Che bel suono? Chissà come dev’ esser stato dolce sulle labra di Gesù il suono dell’Aramaico! Siamo alla fine del 5° Cap. di San Marco, amici bloggers, e l’evangelista ci narra qui due episodi straordinari:il primo vede Gesù nelle insolite vesti di taumaturgo, il secondo riguarda uno dei pochissimi casi di risurrezione. Gesù infatti non amava tanto fare miracoli perchè voleva che i suoi contemporanei credessero nel profondo dell’animo. Eppoi, allora come oggi, c’erano tanti ciarlatani e incantatori di serpenti che non era il caso! Amici, ricordatevi che nell’originale trovate di più e di meglio! Questo sono i miei modesti versi di sintesi e di amore per lo scritto e per la parola! Ciao e a presto su Tiscali Blog!

Essendo Gesù di nuovo passato
Con la barca all?altra sponda,
numerosa l?aveva una folla circondato

non appena calpestato la zolla
della riva del lago! Proprio allora
si presenta un uomo che non Lo molla

avvinghiandosi ai suoi piedi! ? ? Onora
la mia casa e vieni a porre mano
su mia figlia, affinché viva e non mora
!?-,

Lo pregava ? ? non vedrà domani
Se non verrai!?
Si chiamava Giairo.
Nella sinagoga, tra i capitani

Sedeva e Gesù lo seguì. A giro
Gli s?accalcava tanta gente,
fra cui una donna che, con gran sospiro,

avendo ella trascorso malamente,
con perdita di sangue i dodici anni
precedenti, Lo tocca sveltamente.

Pensava che toccar quei santi panni,
dopo avere sofferto tanto e speso
tutto, senza lenire mai gli affanni,

la salute di certo le avrìa reso.
Difatti, all?istante, l?emorragia
Cessò e, sentendo che ?l corpo il peso

Di quel male aveva mandato via!
Subito, Gesù, avendo saputo
In Se stesso quell?intima magìa,

voltandosi alla folla disse: ? Avuto
da qualcuno ho un tocco e non saprei
da chi??
? Come saper chi il Tuo velluto

ha scosso, Rabbì? Vedi ben che sei
per ogni lato da ogni gente occluso!?-

dissero i discepoli. Ma colei,

sapendo quanto il domandato uso
l?avea beneficiata, all?Inquirente,
con tremante e prostrato muso,

il vero raccontò immantinente:
-? Va in pace e sii guarita dal tuo male?-
Le disse il Figlio dell?Onnipotente!

La tua fede ti ha resa tale e quale!?
Mentre avveniva ciò che vi ho narrato,
giungeva dalla casa di quel tale

Giairo, la notizia che esalato
Avea il suo spirito la figlia amata
E che non vi era più nesso che a lato

Di Gesù ei stesse! Come fu data
La novella, Gesù disse all?afflitto
Padre: ? Non temere per l?ambasciata

Ma soltanto abbi fede!? E puntò dritto
Donde eran venuti. Solo Giovanni,
Pietro e Giacomo Ei volle nel tragitto.

Giunti a casa di quel che gli alti scranni
Occupava nel Sinedrio, Gesù
Sente strepito e gente in pianto e affanni!

Entrato disse. -?Non piangete più!
Non è morta, dorme!?-
Rimasto solo,
a parte i Suoi, disse: – ?Tali ta Kum!?-

Che vuol dire: ?Sorgi, fanciulla, io ?l volo!?
All?istante la giovanetta s?alzò
E camminava. Subito lo stuolo,

che poco prima faceva gli sfottò,
provarono stupore e ammirazione!
Ma Egli con insistenza ordinò,

che non si risapesse la questione;
poi disse che le fosse dato cibo!

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